Polemiche per la mancata menzione delle quote rosa nella legge elettorale approvata in Parlamento
Le donne dell’Unione commentano duramente anche l'operato della ministra per le Pari
Opportunità Stefania Prestigiacomo, chiedendone le dimissioni.
"Contrariamente a quanto previsto dagli articoli 3 e 51 della Costituzione, le donne italiane
vengono escluse dalla politica. È il risultato dell'iter parlamentare della nuova legge elettorale,
conclusosi il 14 dicembre in Senato". Poche, sintetiche parole nel comunicato del Comitato “Siamo
più della metà”, costituitosi per raccogliere l'associazionismo femminile e femminista, tra cui la
Fondazione Belisario, l'Udi romana e l'Arcidonna nazionale - di generazioni ed estrazioni politiche
diverse – che ieri ha presenziato con un picchetto davanti al Senato per denunciare l'inadeguatezza e
l'anacronismo di questa legge elettorale in termini di politiche di genere. “Politiche di genere
adottate in questi anni dal governo e dalla maggioranza, per lo più inesistenti o nocive, che –
si legge nel comunicato - riportano indietro il percorso delle donne italiane nelle istituzioni
e l'intero Paese di almeno dieci anni”.
Il Comitato denuncia questa nuova ed urgente emergenza
democratica e chiede ai Segretari dei partiti di garantire la rappresentatività delle donne
nelle liste elettorali. La legge elettorale appena approvata, lo ricordiamo, prevede liste bloccate
- senza preferenza - e se le donne non saranno equamente inserite nelle liste, la prossima legislatura
comporterà un nuovo record negativo della rappresentatività delle donne italiane in politica,
che attualmente sono meno dell’11% del totale. Per il Comitato è fondamentale in questo momento,
aprire un nuovo confronto in cui soprattutto le giovani donne possano essere protagoniste e portatrici
di istanze innovatrici per la condizione femminile in Italia. A questo proposito il Forum di Davos ha
registrato l'Italia al 52esimo posto nel mondo.
Fonte: Server Donne in data 15 Dic 2005
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