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La Rete Regionale delle Donne del Mediterraneo, dei Balcani e dell'Est Europeo coordinata dal Comune di Forlì in partnership con Zahira Kamal, - direttrice del Dipartimento di Gender Development and Planning dell'Autorità Nazionale Palestinese e figura storica del movimento delle donne nel suo paese, è impegnata nella realizzazione di un primo "Piano Donna Palestina"." Orlando" ne è capofila. Il progetto, interessante anche per ché gode di un co-finanziamento della Regione Emilia Romagna, dalla Cooperazione Italiana a Gerusalemme e della stessa Rete - è attivo da tre mesi con una cooperante incaricata di seguire le numerose attività previste. E'composto da dieci azioni, ciascuna delle quali ha per partner una differente associazione palestinese, con un raggio d'azione che spazia da Gerusalemme Est a Jenin e da Betlemme a Ramallah, passando per Deir Jareer - un villaggio che non disterebbe più di 10 minuti da Ramallah se non fosse per i checkpoints e per tutte quelle strade chiuse da montagne di detriti che obbligano quotidianamente gli abitanti dei villaggi a tragitti improbabili per distanze divenute imprevedibili...
Le attività vanno dall'organizzazione di centri estivi per ragazze/i e bambine/i, all'allestimento di una sala internet in un centro di donne; dall'avvio di azioni di income generation, talvolta affiancati da attività di counseling psicosociale rivolti a madri e bambini traumatizzati dal conflitto, al sostegno a detenute palestinesi in carceri israeliane -sostegno che passerà sia attraverso attività di counseling, sia attraverso una campagna informativa per "riabilitarne" l'immagine in vista del reinserimento nella propria comunità. Pur essendo progetti "poveri", dotati di budget limitato, si tratta di un'esperienza che sta raggiungendo obiettivi che superano - contenendoli - i "risultati" della singola azione, per rivestirsi di un valore eminentemente politico, che ambisce a ridare voce alle palestinesi ed alle associazioni che lottano per l'indipendenza nazionale oltre che per uno spazio pubblico più equo e rappresentativo delle donne all'interno della società. Attraverso il "Piano Donna Palestina" cerchiamo quindi di essere solidali con associazioni provenienti da una lunga storia di movimento di donne e coinvolgimento nella propria comunità, con le quali alcune di noi da lungo tempo hanno intessuto reti di relazioni e scambi talora politici, talora personali e/o professionali, ma vogliamo anche sostenere nuove aggregazioni sorte a partire dall'attuale drammatica realtà. Con le amiche palestinesi abbiamo sempre potuto "crescere" insieme.
Oggi più che mai è necessario ridare voce alle donne - in Palestina come in ogni luogo di conflitto - e potenziarne la presenza a livello istituzionale, così come garantire la sopravvivenza delle loro forme associative a livello della società, per evidenziare il contributo dato al mantenimento del tessuto sociale e comunitario provato come è, nel nostro caso, dalla frammentazione e disintegrazione suscitate dall'occupazione israeliana. Anche la creazione ed il rafforzamento dei network di solidarietà internazionali che da molti anni legano le donne italiane alle donne palestinesi e israeliane - come mostra l'esperienza delle Donne in Nero, con le quali condividiamo più di un progetto contenuto nel "Piano" - fa parte del "processo" chiamato "Piano Donna Palestina": si tratta infatti di qualcosa che non vuole terminare alla scadenza del "progetto".
Per questo chiediamo sostegno: i budget modesti delle azioni non consentono di fare tutto il necessario. Per questo organizzeremo iniziative di autofinanziamento e solidarietà per contribuire all'allargamento di una o più delle 10 azioni indicate. I versamenti potranno essere effettuati presso:
Banca Popolare di Milano
Agenzia 201 via de' Carbonesi 11 - 40123 Bologna
IBAN: IT78 P 05584 02401 000000026276
intestato a: Associazione Orlando
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Per qualsiasi informazione e/o richiesta di chiarimenti restiamo a vostra completa disposizione:
Email: rampioni at women.it telefono 051/2195230 chiedendo di Patrizia Rampioni
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