L'anno scorso II
Avevo promesso di scrivere su alcune delle artiste viste alla
Triennale di Torino, che più ho apprezzato, ed eccomi qui.
Con tre nomi: la tedesca Andrea Geyer, la brasiliana Rivane
Neuenschwander e l'americana Jennifer Bornstein. Il
loro lavoro mi è piaciuto perchè, oltre ad essere
a mio avviso valido sul piano estetico, parla di donne: con Geyer
siamo proiettate all'interno del giardino di un manicomio; il
soggetto della sua ricerca fotografica è costituito dai
compagni della solitudine dell'ex modella newyorkese Audrey Munson,
internata all'inizio del Novecento. Chi può tenere compagnia
a colei che ha prestato il proprio volto alle allegorie femminili
delle principali sculture pubbliche americane? Solo gli alberi
secolari, su cui, nella composizione dell'opera, l'artista va
a incidere una serie di descrizioni dei sintomi delle malattie
mentali che vengono associate al genere femminile: gli alberi
diventano testimoni silenziosi di un abuso, perchè Geyer
vuole sottolineare come nei secoli la malattia mentale sia stata
preziosa alleata del maschio nel tenere "sotto controllo"
la donna, la nevrosi è stata cioè l'etichetta affibbiata
a chi deviava dal modello patriarcale corrente.

Rivane Neuenschwander e Jennifer Bornstein usano invece mezzi
meno tradizionali e apparentemente più "caserecci":
la prima compone con piccoli tondi di carta (ricavati dalle pagine
di Mille e una notte) le pagine stellate di Mille e una notte
possibili

mentre la seconda, con piccoli oggetti di casa, crea suggestivi
filmini in 16 millimetri, molto ironici e delicati, come quello
del dialogo tra le piante del suo appartamento (semplicemente,
si vede un movimento della felce...), o l'altro in cui una piccola
lucina su una terra fatta di bambagia diventa il sole all'orizzonte,
di cui seguiamo tutto il corso.

La creatività può salvare la vita, come accade alla
bella Sheherazade, oppure può renderla un inferno, nel
caso dell'altrettanto bella Audrey; più prosaicamente,
ci dice Jennifer Bornstein, può aiutare a rendere speciale,
e quindi bella, la vita di tutti i giorni.
micaela mander
Abbiamo parlato di:
Andrea Geyer, The Audrey Munson Project. Companions of Exil, 2008
Rivane Neuenschwander, Mille e una notte possibili, 2006-08
Jennifer Bornstein, Celestial spectacular, 2002
Per saperne di più:
Delle tre artiste, solo Andrea Geyer ha un suo sito: www.andreageyer.info;
in ogni caso Google riesce a trovare un discreto numero di link
anche su Neuenschwander e Bornstein. Su quest'ultima, in particolare
segnaliamo: http://www.tfaoi.com/aa/6aa/6aa173.htm
16 settembre 2009