Simposio naturalistico
in Polonia
di Antonella Prota Giurleo
Durante il simposio di Carei, in Romania, curato
nell'agosto 2009 da Dorothea Fleiss, ho avuto occasione di conoscere
un'iniziativa di grande interesse.
Nel 2006 a Hucisko, a quaranta chilometri da Czestochowa, in Polonia,
si è svolto un simposio nel corso del quale ad artiste
e ad artisti è stato proposto di realizzare le loro opere
utilizzando solamente materiali naturali.
La ricerca è stata accurata: pietre sminuzzate, foglie,
fiori, legno bruciato, terra, materiali recuperati nell'ambiente
sono stati utilizzati come pigmenti e, uniti all'uovo, sono stati
trasformati in colori a tempera.
Al simposio, curato da Eugeniusz Jozefowski, hanno partecipato,
oltre allo stesso curatore, Jan Kudlicka, Marta Boselova, Ratislav
Biarinec, Ilgvars Zalans, Roman Laciak, Malgorzata Mackowiak,
Wlodziemierz Karankiewicz, Krystyna Szwajkowska, Lukasz Kasperczyk,
Jakub Jakubowski, Bartosz Fraczek, Jaroslaw Kweclich.
Particolarmente interessanti, tra i lavori che ho potuto vedere
sul catalogo, ben documentato fotograficamente e quindi comprensibile
almeno visivamente anche per me che non conosco la lingua polacca,
i lavori di Marta Boselova, Malgorzata Mackowiak, Eugeniusz Jozefowski,
Wlodziemierz Karankiewicz, Krystyna Szwajkowska, Jakub Jakubowski
e Bartosz Fraczek.
Marta Boselova, artista slovacca, ha utilizzato fiori e frutti
schiacciandoli sulla carta realizzando composizioni delicate.
Ha inoltre usato gli stessi materiali per comporre colori che
ha steso in superfici orizzontali realizzando opere astratto geometriche.

Malgorzata Mackowiak, artista polacca, ha evidenziato con l'oro
in foglia fossili ritrovati in loco, come l'ammonite. Ha anche
realizzato, ponendole in vaschette rotonde di vetro piccole composizioni
di elementi naturali.

Eugeniusz Jozefowski ha realizzato un libro d'artista inserendo,
accanto a macchie di colori naturali dipinte, colate o stampate,
piccole fotografie virate al rosso e brevi testi.
Wlodziemierz Karankiewicz ha misurato uno spazio circolare di
cento metri di raggio raccogliendo in esso terra di differenti
colori ponendola, a costituire una grande tavolozza, in piccole
vaschette realizzate con carta di alluminio. Successivamente ha
composto le terre con l'uovo e l'acqua e realizzato le sue opere
su carta utilizzando anche carbone prodotto da legna bruciata.
Krystyna Szwajkowska, artista grafica polacca, ha usato gli strumenti
che abitualmente usa per la litografia ponendo le foglie sulla
pietra e sovrapponendo colore e carta o imprimendone la forma
attraverso la pressione su carta bagnata. Particolarmente interessanti
mi sono parse le forme naturali accostate in piccole composizioni
deposte in vaschette; su esse l'artista ha versato acqua e le
ha poste in frigorifero. Le forme avvolte nel ghiaccio acquisiscono
trasparenza e , nella loro effimera bellezza, assumono un significato
magico fiabesco.

Jakub Jakubowski ha costruito i materiali di lavoro ripensando
le modalità delle popolazioni preistoriche e primitive:
un cilindro di legno diventa un rullo per schiacciare i pigmenti,
una pietra legata ad un legno diviene una spatola e piume o rametti
fungono da pennelli.

Bartosz Fraczek ha invitato le artiste e gli artisti partecipanti
al simposio a realizzare forme libere su una grande tela bianca
usando come strumento una torcia. Segni neri e fratture lasciate
sulla tela nel corso dell'azione artistica hanno poi costituito
la base sulla quale, utilizzando colori naturali, l'artista ha
poi costruito la sua composizione.

Bartosz e Wlodziemierz hanno mantenuto un rapporto con la natura
se, in occasione del simposio di Carei, hanno voluto realizzare
la base della loro opera, sulla quale hanno poi rappresentato
a colori acrilici il grande giardino nel quale abbiamo lavorato,
tendendo sulla terra una grande tela nera camminando su essa aggiungendo
acqua.
Uno spettacolo vederli agire sulla tela e sulla terra.
Le foto sono state riportate dal catalogo del
simposio ad eccezione dell'ultima, scattata dall'autrice del testo.