Colori per salvare la terra
di Gabi Scardi
articolo pubblicato sull'inserto culturale
de Il sole 24 ore Domenica del 10 gennaio 2010
Mentre i grandi del pianeta si incontravano a Copenagen, la Royal
Academy of Arts di Londra ha inaugurato negli spazi di Burlington
Gardens una mostra con opere di circa trenta artisti sensibili
al tema della difesa della terra.
La rassegna si snoda attraverso un percorso che parte dalla rappresentazione
degli elementi naturali, per poi guardare all'artista come testimone
del drammatico impatto delle nostre azioni sull'ambiente, quindi
come esploratore di nuove possibilità per il futuro.
Alcune opere affrontano il tema direttamente, altre più
metaforicamente, tutte traducono nozioni scientifiche in termini
umani e sollecitano una nuova consapevolezza.
In mostra artisti noti come Mona Hatoum con l'opera Hot
Spot: un gigantesco mappamondo in cui confini politicamente controversi
sono profilati da un allarmante neon rosso incandescente; e come
Antony Gormley, con il magnifico Amazonian Field: una folla
innumerevole di omini in terracotta alti un palmo, accalcati fianco
a fianco, che ci guardano con grandi occhi spalancati da una stanza
di cui occupano il suolo fino all'ultimo centimetro; paiono attendere
da noi una soluzione o un verdetto.
Lucy + Jorge Orta presentano uno dei loro villaggi
di tende, rifugi che dicono sia bisogno di casa che ricerca di
libertà, ma parlano anche di un'umanità che vive
in situazioni itineranti ed estreme. E il giovane fotografo Yao
Lu propone opere che si offrono al primo sguardo come bucolici
paesaggi cinesi, ma si rivelano poi essere foto di montagne di
rifiuti, cui l'artista ha aggiunto minuscole pagode, cascatine
e barchette: un commento delle conseguenze dei veloci cambiamenti
che investono la Cina.
Molte altre le opere interessanti, come la sequenza fotografica
di Antti Laitinen, che con sforzi titanici si costruisce
una propria isola, romantica metafora di autonomia e libertà;
e quella di Yael Bartana che nel video Kings of the Hill
riprende gli appassionati di 4 x 4 che, nella luce dorata del
tramonto, tentano ostinatamente di scalare le dune di sabbia di
fronte al mare, vicino a Tel Aviv; le ruote delle auto slittano
e i motori rombano. In questa ostentazione di potenza, a essere
espressi sono l'indifferenza verso il contesto e l'ottuso desiderio
di conquista di chi la forza non ha ancora imparato ad usarla.
"Siamo all'inizio o all'inizio della fine?" si chiede
McEwans. Gli artisti, con il loro sguardo attento e con
lo slancio progettuale, implicito nel loro creare, hanno molto
da dire.
E' auspicabile che vengano presi in considerazione seriamente.
"Earth.Art
of a Changing world"
Royal Academy of Arts - London - sino al 31 gennaio 2010