nadia magnabosco

 


Nadia Magnabosco traccia con le sue opere un percorso di ricerca sui mutamenti dell'identità femminile che individua nell'iconografia dell'infanzia il nodo centrale della costruzione dell'essere.

 

Infanzia, gioco e favole diventano così le metafore di quella condizione di plasmabilità del pensiero da cui indagare liberamente la complessità, le contraddizioni e il divenire della crescita femminile, rivelando le distorsioni e l'ambiguità delle regole e delle prospettive sociali che caratterizzano questo percorso.

Storia e tempo non sono scanditi. L'artista annulla in un magma temporale rosso e fiabesco ogni ipotesi di essere in un dove e in un momento specifico (Cinzia Bollino Bossi).

La casa è comunque simbolo dell'esserci (o del non esserci) e, per estensione, memoria, radice, tradizione, recuperata o al contrario negata, rifiutata. (Cinzia Bollino Bossi).


L'infanzia come sogno, ma non di quelli leggeri ed ilari come si pensa si debbano fare quando si è bambine, ma grevi e pesanti, fin quasi ad abbattere e a rendere impossibile il più piccolo movimento (Marcella Busacca).

 

Con le sue opere Nadia ritorna a parlarci della figura femminile attenta a una voce interna che affiora senza quasi si sappia come prende forma, attraverso immagini che emergono dal vuoto e dal niente e si attestano inquietanti talvolta anche per la mano che le ha dipinte (Gabriella Lazzerini).

Si snoda così una galleria di ritratti femminili, come il riproporsi di un autoritratto tracciato pescando in immagini raccolte sul fondo dell'inconscio che rimandano alla zona oscura di un'infanzia dimenticata, il doppio non riconciliato di una bambina obbediente, misterioso e forse crudele al di là dell'innocenza.

Ma qualcosa resta sempre fuori dall'opera, non visibile. Come a voler dire che la ricchezza di una bambina non possa essere contenuta in uno spazio definito e a voler invitare chi guarda ad andare al di là di ciò che vede (Marianna Vazzana).

E' come un percorso di apprendimento che si precisa in ogni opera e che aspetta di esaurirsi per poter ripartire verso altre mete, e intanto si prende la libertà di osservare il mondo e capovolgerlo a proprio piacimento, come le donne in questi anni hanno imparato a fare (Gabriella Lazzerini).

Un percorso paragonabile al viaggio dell'Alice di Carroll in un mondo sospeso fra realtà e immaginazione,

un viaggio di iniziazione e al tempo stesso di liberazione, alla ricerca di Alice che è non solo la memoria della nostra infanzia, ma anche l'emblema della nostra inquieta vita odierna (Marcella Busacca).

I lavori dell'artista diventano così portatori di inquietudini che ci toccano da vicino perché nascono dalle contraddizioni di una cultura che mentre evoca un'icona rassicurante di innocenza e purezza dell'infanzia la rende nello stesso tempo oggetto di continue manipolazioni e violenze.

L'abito candido e fiorito di una bambina è chiuso dentro una gabbietta a forma di casa. E' l'infanzia tradita dalla violenza degli adulti che hanno chiuso in gabbia la propria (Eleonora Cirant).

Un collage ricco d'immagini e di sentimenti che ci restituisce dell’infanzia femminile una rappresentazione carezzevole e spietata (Francesca Londino), piccole "storie" dipinte, assemblate o scavate nella sabbia, giocate con tecniche sempre diverse, come punti di ricostruzione del puzzle misterioso e intricato dell'identità femminile e tentativi di esplorare la non facile, a volte ambigua, transizione fra infanzia, adolescenza, maturità, vecchiaia.

 

Un processo di crescita complessivo che parte dalla consapevolezza di sé ma che diventa voce grazie alla relazione con altre donne che, nel passato e nel presente, hanno fatto e fanno sentire la loro voce per interrogare il mondo e quindi trasformarlo.

Lo stile dell'artista, vicino alla più alta illustrazione per bambini e suggestionato dalla passione per l'arte altra, espressione della creatività infantile o delle persone con disagi psichici, rende ancor più inquietante la rappresentazione: non una bambina che gioca felice, ma una bambina che ha perso la testa, ossia una figura femminile alla ricerca del sé, alla riscoperta della sua infanzia come momento nodale della propria crescita. (Micaela Mander).






nadiamagnabosco@yahoo.it

Nadia Magnabosco ha sperimentato nel corso del tempo differenti tecniche e forme artistiche, mantenendo sempre al centro la ricerca, fra il reale e il surreale, sull'identità di genere. Oltre ai pigmenti usa tutti i materiali che la suggestione del momento le suggerisce: vecchie carte, cartoline, cartoni, libri e giornali, fili e stoffe, terre colorate e sabbie, chincaglierie, oggetti e oggettini riciclati o recuperati nei mercatini, con particolare attenzione al passaggio in mani femminili.
La passione per l'arte e per l'arte delle donne è stata alla base di una collaborazione artistica con Marilde Magni con cui ha condiviso nel passato un'esperienza di associazionismo femminile e con cui ha fondato le erranti, gruppo di intervento artistico su tematiche specifiche dell'essere donna.




Principali partecipazioni degli ultimi anni:

2009Frammenti ricomposti, Galvanotecnica Bugatti, Milano
2009 Arte e lavoro, Chiesa di San Bernanrdino, Vercelli
2009 Bruciare i ponti della ritirata, Sassetti Cultura, Milano
2009 Vuoti d'aria, Associazione Quintocortile, Milano
2009 Il sindacato, il lavoro, Camera del lavoro, Milano
2009 Identità mutanti, Circolo Culturale Bertolt Brecht, Milano
2009 Rosa shocking, Biblioteca Gallaratese, Milano
2009 Recupero, riciclo ed eco compatibilità nell'arte contemporanea, fiera Fa la cosa giusta, Milano
2009 Alt-ilcorpoèmio, Villa Casati, Cologno Monzese
2009 L'arte della cura, Unione Femminile, Milano
2008 Rastros, Istituto Brasile Italia, Milano
2008 Sacro/Profano, Quintocortile, Milano
2008 Tibet e spiritualità, Villa Casati, Cologno Monzese

2008 ALT-ilcorpoèmio, Camera del Lavoro, Milano
2008 L'amore è un cane che viene dall'inferno, Sassetti Cultura e Circolo Culturale B: Brecht, Milano
2008 Dipingere l'immenso, Libreria Archivi del '900, Milano
2008 Tornare a Itaca, Il viaggio come ritorno, Spazio Tadini, Milano

2008 LiBrIta , Biblioteca Gallaratese, Milano
2008 Una casa di carta per mia madre, Museo Malandra, Vespolate
2008 Paciamoci, Corsico
2008 Tornare a Itaca, Vertigo Arte, Cosenza
2008 La coperta delle donne, Como
2008 Viaggio come ritorno, Palazzo Comunale di Grimaldi, Cosenza
2008 V Rassegna Poesiarte, Segni resistenti tra luoghi e non luoghi, Quintocortile, Milano
2008 Un segno per il clima, Sit-art, Milano
2008 Ritorno a Itaca, Archivi del 900, Milano
2008 Il sole della luce scotta, Blanco Cafè, Corsico
2008 Rosa shocking, Corsico
2008 ALT-Ilcorpoèmio, Quintocortile, Milano
2008 Arteverde, Società Umanitaria, Milano
2008 Undici artiste per una casa di carta, Spazio Tadini, Milano
2008 Rane bianche cadono dal cielo, Blanco Cafè, Corsico
2007 Valzer, Quintocortile, Milano
2007 Melting box, Lingotto, Torino
2007 Facciamo pace?, Corsico
2007 Macchie di Silenzio, Modena
2007 Acqua, Campagna
2007 Fe-Art Books, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Castel San Pietro Terme (BO)
2007 Fuori stagione 2007, Circolo Brecht, Milano
2007 Donne donne eterne dee, Corsico
2007 S.o.S. Salire o Scendere, Gheroarte, Corsico
2007 Installazioni artistiche di sedie d'autore, Samarate
2007 Uno sguardo femminile sul mito, Circolo Brecht, Milano
2007 Artebianca, Società Umanitaria, Milano
2007 Tracce, Biblioteca Gallaratese, Milano
2007 Il peso dell'arte, Mondadori Multicenter, Milano
2006 Arca, Quintocortile, Milano
2006 Lavoro, fatica, creatività, Cascina grande, Rozzano
2006 Alfabeti, Biblioteca Gallaratese, Milano
2006 S/cambi poetici, Quintocortile, Milano
2006 Arte da mangiare, Società Umanitaria, Milano
2006 100 artisti per 100 anni, C.G.I.L., Siracusa
2005 5x11, cartoline d'artista, La casa ecologica, Busto Arsizio
2005 Svestiti, Quintocortile, Milano
2005 Visioni d'ascolto,, Sassetti Cultura, Milano
2005 Prova d'incontro, Parco Nord, Milano
2005 Artisti contemporanei, Fondazione Mantovani, Milano
2005 Autoritratto,, Sassetti Cultura, Milano
2005 Sofonisba naviga a Torino, Galleria delle donne, Torino
2005 Ripartenza numero 1, Circolo Brecht, Milano
Personali:
2000 Per finta o per davvero? (bipers.), Villa Daccò, Gessate (Mi)
2002 In cerca di Alice, Biblioteca Baldinucci, Milano
2004 Due streghe improbabili: incantesimi, menzogne e sortilegi, (bipers.), Sassetti Cultura, Milano
2005 B come bambine, Anteo Spazio Cinema, Milano
2005 Gatti bizzarri, bambine impertinenti e lupi innocenti, Museo storia naturale, Milano
2005 Sirene, regine o perfide matrigne, (bipers.), Circolo Brecht, Milano
2006 Grembiulini rosa,, Biblioteca Dergano, Milano
2006 Rosashock, (bipers.), Sala Civica, Merate (Lecco)
2006 Nonsolobianco, (bipers.), Università degli Studi di Milano - Bicocca, Milano
2006 Donne di cuori, Osnago
2006 Le cattive bambine, Palazzo Granaio, Settimo Milanese, Milano