Volti nella folla
Immagini della vita moderna da Manet ad oggi
di Ugo Siciliano

Al Castello di Rivoli, fino al 10 Luglio, una bella mostra affronta
un tema affascinante che, da un po' di tempo a questa parte, avvince
gli artisti contemporanei: la folla. Molti artisti di oggi cercano
con la pittura di esprimere il senso di solitudine che è
la caratteristica essenziale delle nostre società urbanizzate.
Il titolo si rifà ad un componimento breve di Ezra Pound
"L'apparizione di questi volti nella folla/petali su un umido,
nero ramo".
La mostra inizia con un bel dipinto di Manet, Il ballo mascherato
all'Opera, in cui la pittura sembra rubare il mestiere alla nuova
arte della fotografia; infatti è la fotografia che la fa
da padrona in una mostra che indaga, con le varie forme della
rappresentazione visiva, la solitudine espressa magistralmente
nelle opere di Munch, Francis Bacon e tanti altri pittori tra
Otto e Novecento. Tra le opere fotografiche si possono citare
quelle di Capa, Cartier-Bresson e Tina Modotti.
La folla, che in alcuni casi rappresenta l'umanità dolente
che si libera dalle antiche condizioni di sottomissione ed altre
volte quella osannante dei regimi totalitari, spesso è
una massa anonima molto lontana da quelle inquadrate e schierate
a difesa di un ideale , di interessi sociali o di una dittatura.
Essa rappresenta l'altra faccia dell'uguaglianza che sembra non
aver nulla a che fare con il genio creatore, ma molto a che vedere
con il problema del senso della nostra esistenza di uomini del
XXI secolo che cercano di dare, oltre l'anonimato in cui sono
collocati, un senso alla loro vita. Ripensando ad alcuni recenti
episodi, come la morte del papa Giovanni Paolo II, con il maniacale
desiderio di protagonismo che l'ha accompagnato, ci appare molto
opportuna una mostra che ci fa pensare a come si possa conciliare
la comune appartenenza ad un luogo, una comunità, una categoria
sociale, una tradizione ecc. ecc. con l'esigenza di non mandare
il cervello all'ammasso.
19 maggio 2005