Bernardino di Betto detto il
Pintoricchio
A Perugia e a Spello una grande mostra del pittore
umbro.
di Ugo Siciliano

Perugia tra la fine del '400 e i primi del '500 è uno
dei più importanti luoghi della pittura del Rinascimento.
In pochi decenni si formano artisti come Perugino, Raffaello e
lo stesso Pintoricchio (o Pinturicchio com'è più
frequentemente chiamato).
La Galleria Nazionale dell'Umbria, a pochi anni di distanza dalla
mostra del pittore della città, il famoso Perugino, realizza
una nuova esposizione di quello che il grande Vasari considerò,
forse a torto, inferiore alla sua fama ("Ebbe nondimeno molto
maggior nome che le sue opere non meritano"). Certo le sue
Madonne non sono originali nella composizione come quelle di Raffaello,
tuttavia la dolcezza e naturalezza delle espressioni , così
come la straordinaria qualità del disegno le rendono magnifici
capolavori. La mostra di Perugia non si limita presentarci gran
parte delle sue tavole, ma ci fa conoscere i dipinti di coloro
che contribuirono alla sua formazione, a partire dal suo primo
maestro, Giapeco Caporali. Non mancano i confronti col Perugino
col quale Pinturicchio aveva collaborato per una delle opere della
Cappella Sistina.

La mostra prosegue nella cappella Baglioni in Santa Maria Maggiore
a Spello dove Pintoricchio ha dipinto l'Annunciazione, l'Adorazione
dei pastori e la Disputa di Gesù tra i dottori. In Sant'Andrea
di Spello non portò a compimento una pala d'altare che
gli era stata commissionata perché fu incaricato di affrescare
a Siena la biblioteca di Enea Silvio Piccolomini, l'umanista che
divenne papa col nome di Pio II.
La mostra di Perugia comprende anche i disegni dell'autore e tavole
dei suoi principali allievi che ci danno la possibilità
di approfondire una scuola di pittura tra le più significative
del Rinascimento.
La mostra è aperta fino al 9 giugno2008.
5 maggio 2008