Maria de' Medici.
Una principessa fiorentina sul trono di Francia
19 marzo-4 settembre 2005
Museo degli Argenti Palazzo Pitti Firenze
di Marcella Busacca

Strano destino quello di Maria de' Medici divenuta regina di
Francia nel 1600 in seguito alle sue nozze con Enrico IV. Rimasta
vedova nel 1610 riesce a conservare il regno al figlio Luigi XIII
in tempi tremendi. In seguito entra in contrasto col figlio e
col suo potente ministro Richelieu, anche perché lei crede
ancora nella politica di alleanza con la Spagna, mentre l'Europa
è insanguinata
dalla guerra dei trent'anni. Nel 1631 fugge nei Paesi Bassi, poi
in Inghilterra dalla figlia Enrichetta che ha sposato re Carlo,
ma anche a Londra è malvista e finisce la sua vita a Colonia
dove muore nel 1642, lo stesso anno del suo grande nemico Richelieu.
La Francia da quel momento ne ha sminuito l'importanza come ha
fatto con l'altra fiorentina, Caterina de'Medici, ribattezzata
"madame serpent" e che è stata regina di Francia
due generazioni prima;ma di lei restano alcune tracce importanti
come il palais de Louxembourg dove la regina ospitava artisti
e filosofi o il grande ciclo di tele dipinte da Rubens che celebrano
i momenti cruciali della sua vita nel museo del Louvre.
La mostra fiorentina si svolge nel museo degli Argenti a Palazzo
Pitti, dove la famiglia Medici soggiornava in estate per la vicinanza
al giardino di Boboli e dove venivano accolti gli ospiti della
corte in sontuosi saloni che celebravano negli affreschi che le
ornano le glorie della famiglia granducale.
Vi sono dipinti, libri e oggetti che ci permettono di vedere la
vita quotidiana della giovane principessa a Firenze, tra feste
e letture serie. A 27 anni il 5 ottobre 1600 si sposa procura
con Enrico IV di Francia . Il giorno seguente viene rappresentata
l'opera "Euridice" di Jacopo Peri. Dopo qualche giorno
la reginaparte in nave da Livorno e sbarca in Francia dove incontra
finalmente lo sposo. Nella sua nuova patria protegge le arti e
le scienze,con una particolare attenzione per gli artisti italiani.
Nel 1615 invita a Parigi il poeta Marino che spingerà molti
pittori francesi, tra cui Poussin, a recarsi in Italia per studiare
la grande pittura del rinascimento italiano.
Uno degli aspetti più interessanti della mostra è
il confronto tra i ritratti della regina che diversi pittori le
hanno fatto in momenti diversi della sua vita: si passa dal volto
rotondetto di una bambina a quello allungato e serio di una giovane,
pensosa del suo futuro a quello famosissimo di Van Dick in cui
Maria è una donna anziana, ma ancora regale.
20 aprile 2005