Margaret Doody :"Aristotele
e i veleni di Atene" Sellerio 2004
di Marcella Busacca
Margaret Doody "Aristotele e i veleni di Atene" Sellerio
2004
Margaret Doody è una docente universitaria canadese innamorata
dell'Europa. Da giovane ad Oxford, dove sognava di essere scambiata
per una ragazza inglese, ha studiato con passione e impegno la
civiltà classica. Ritornata in patria, dove ha cominciato
ad insegnare letterature comparate, ha deciso di mettere insieme
due grandi amori: l'interesse per il mondo antico e il gusto per
la lettura dei polizieschi.
La città dove sono ambientate le sue storie è l'Atene
del quarto secolo avanti Cristo quando ci viveva il filosofo Aristotele.
Come raccontare quell'epoca inimitabile? Con tanti bei gialli
in cui l'investigatore non è altri che il grande filosofo.
Aristotele non può partecipare attivamente alla vita politica
della città perché straniero (meteco), ma può
usare tutta la sua sapienza, tutto il suo spirito di osservazione
e persino la sua astuzia per scoprire assassini e truffatori,
ma soprattutto per togliere dagli impicci alcuni suoi amici al
quanto sprovveduti o vittime del cattivo di turno.
La cosa affascinante consiste nel fatto che mentre indaga, il
nostro investigatore improvvisato, spiega la sua filosofia relativa
ai corpi fisici, all'estetica, ai problemi politici e alle grandi
questioni dell'esistere. Ma accanto all'enunciazione delle sue
teorie c'è anche un originale contatto con la gente: venditori,
ruffiani, prostitute, affittacamere e studenti in una città
caotica, densa di profumi, dove tutti corrono o stanno a guardare
a seconda se devono lavorare o si possono permettere il lusso
di guardare gli altri agitarsi. Si parla in greco, ma ognuno con
una inflessione diversa e, quando non si conosce la lingua degli
altri, si gesticola molto fino a farsi capire.
In mezzo a tanta confusione il filosofo alterna alle lezioni ai
suoi affascinati studenti le indagini per scoprire la verità
e liberare dai guai il poveraccio accusato per errore.
20 aprile 2005