LIBRITA - IL VIAGGIO DI UN LIBRO
di Marcella Busacca

Antonella Prota Giurleo si è fatta promotrice di una singolare
iniziativa: un libro fatto a più mani da artiste e artisti
italiani e brasiliane che è esposto in questi giorni alla
Biblioteca Gallaratese di Milano in via Quarenghi 21. Il titolo
è “Partenze e arrivi”. La scelta della
biblioteca come sede per l’esposizione delle opere d’arte
non è casuale perché all’inaugurazione si
è accompagnata la visione delle opere (che potevano essere
toccate con dei guanti di stoffa) con letture di brani di
autori brasiliani e italiani aventi come tema il viaggio.

Il libro fatto di quarantadue pagine (tre per ogni artista) è
disposto su un tavolo come una figura geometrica con tantissime
facce. Comincia Marilde Magni che occupa le sue tre pagine con
un collage che rappresenta una città da cui si partono
fili di luce o di strade: nel cielo c’è un gran sole.
E’la partenza verso nuovi mondi o l’approdo
in città di persone in cerca di ventura? Gretel Fehr
immagina un’andata e un ritorno come due occhi simmetrici
che guardano una luna che illumina una notte nera.

“Un uomo percorre tutto il mondo in cerca
di ciò che gli serve e torna a casa per trovarlo”
è il tema del lavoro di Francesco Ceriani. Potrebbe essere
il filo conduttore del viaggio perché spesso si visitano
luoghi dove il tempo si misura diversamente e sembra scorrere
in modo diseguale, come diversi sono i desideri e le aspettative
di donne e uomini.

Nelle tre pagine di Nadia Magnabosco un’enorme bambina tiene
sotto i piedi il mondo che si sgonfia come un pallone bucato.
I nostri sogni, specie quelli dell’infanzia, sono
talmente grandi e pesanti che il mondo intero non riesce
a contenerli ed è schiacciato dalla loro forza: “Strada
facendo”.

Thereza Christina de Azevedo Jacob costruisce uno spazio circondato
da parole come Alegrìa Amor Paz che imprigionano
terra e luna in sfumature di grigio e rosa.

Segni bianchi catturano barche, luci e porti nel lavoro di Luca
Rendina mentre Antonella Prota Giurleo occupa il suo spazio con
biglietti, giornali, informazioni, immagini e tracce di un viaggio
in Francia.

E si finisce col gioco della campana ribattezzato in brasiliano
“Céu-Terra-Céu” che sembra volerci
attirare nei suoi quadrati e costringerci tutte e tutti a giocare
annullando distanze e differenze.

La mostra è visitabile fino al 25 Ottobre negli orari di
apertura della Biblioteca (tel.0288464270)
16 ottobre 2008
foto di Nadia Magnabosco