Elisabetta Sirani "pittrice
eroina" 1638-1665
di Marcella Busacca

Elisabetta Sirani, Allegoria della pittura
Bologna ha reso giustizia con una bella mostra dal 4 Dicembre
2004 al 27 Febbraio 2005 a Elisabetta Sirani. Curioso destino
quella della giovane pittrice del '600. Alla sua morte precoce(
fu anche accusata di veneficio una serva) la città di Bologna
reagì con sgomento e si decise di seppellirla accanto a
Guido Reni, come a riconoscerne la grandezza nel campo della pittura.
La sua breve vita divenne soggetto per romanzi e testi teatrali.
Col passare del tempo però sopravvenne l'oblio, fino alla
riscoperta odierna e al suo inserimento nel secolo d'oro della
pittura bolognese.
Precocissima e versata nello studio e nelle arti, specie del suonare
e del dipingere, decise di emergere in un mondo assolutamente
maschile con una gran voglia di esserci e di lasciare una traccia
di sé, anche con l'apertura di una scuola di disegno riservata
a ragazze dotate. Bologna era una città particolarmente
attenta alla diffusione e alla conservazione della cultura e non
era prevenuta nei confronti delle donne sapienti o che tali volevano
diventare. I cento dipinti esposti testimoniano la sua fertilissima
produzione concentrata in un decennio (si dice che avesse dipinto
più di duecento quadri) e ne evidenziano l'evoluzione delle
forme e del linguaggio espressivo. Nonostante i limiti severi
entro cui era costretta ad operare specie nelle grandi tele di
argomento religioso(siamo in piena epoca controriformistica) la
pittrice esprime sempre una certa vivacità sia di ideazione
che di espressione. Ma è nei dipinti di piccolo formato
che dà il meglio di sé. Sia che dipinga soggetti
religiosi o laici, le sue opere si caratterizzano per una certa
originalità di espressione.Per esempio nei volti delle
madonne e nel loro affettuoso e spontaneo atteggiamento nei confronti
del figlio divino o nella posizione che assumono nei ritratti
le figure maschili e femminili, mai immobili,ma sempre in movimento
come incuriositi del mondo che li circonda. Anche i soggetti mitologici,
testimonianza della grande erudizione acquisita nella biblioteca
paterna, non hanno quasi mai l'aria artefatta che spesso acquistano
in tanta pittura dell'epoca,ma un aspetto più umano e persino
più dimesso. Accanto alle opere della Sirani ce ne sono
altre del padre, di Guido Reni, del Guercino e di altri pittori
che testimoniano la straordinaria stagione della pittura bolognese
del Seicento.
14 febbraio 2005