Mi inchino e il cielo non mi sovrasta
di Marcella Busacca

Carmen Boccù dal 22 maggio al 1 giugno 2007 espone alcune
sue opere allo Studio Tronci in via Cola Montano 6 a Milano. La
mostra è visitabile su appuntamento tel.347-1160202.
Lo spazio è un grande magazzino dalle pareti bianche e
spoglio in cui le opere assumono un significato di assoluto straniamento
rispetto all'ambiente che le contiene. Si tratta di dipinti degli
anni 1995 e 1996 e di terracotte più recenti. Ma partiamo
dal titolo che è tratto da una poesia di Maria Mastinu
che la sera dell'inaugurazione ha presentato alla mostra.
Attingo la luce fresca
della stella specchiata.
Mi inchino
e il cielo non mi sovrasta
anzi si spalanca
vertiginoso ad accogliermi.
Sulle pareti si inseguono quasi a creare un alfabeto misterioso
segni e colori che richiamano scudi, frecce, cerchi, triangoli
che sembrano attingere la loro esistenza a lingue arcaiche e non
più decifrabili.

Il rapporto con i quattro elementi primigeni è continuo
e sembra voler mettere insieme la sapienza occidentale (su una
parete c'è una frase di Eraclito) e quella orientale cui
si rifanno alcuni dipinti quasi dei mantra laici. Il legame si
scopre nelle terracotte che si ispirano ai canopi dell'antico
Egitto,ma anche agli oggetti di uso comune di tanti popoli primitivi
spesso costruiti da donne che uniscono creatività a funzionalità.
Un tema ricorrente è la memoria come l'omaggio al padre
di cui si conserva una testina scolpita in un vaso di terracotta.
Urna e contenitore di ricordi ad un tempo.
I colori sono anch'essi un rinvio ad archetipi, come se il segno
e il colore stesso precedessero la lingua parlata.

25 maggio 2007