VENDELA VIDA
E ADESSO PUOI ANDARE

MONDADORI - 2005 - EURO 15
di Silvana Ferrari
E' il primo romanzo di Vendela Vida, giovane scrittrice di S.
Francisco,

ben recensito sulla Rivista dei Libri di Settembre, edizione
italiana della New York Review of Books, da Cathleen Schine
- scrittrice divenuta famosa in Italia per il romanzo Lettera
d'amore.
Il romanzo si legge piacevolmente, scorre bene, la trama e i personaggi
sono ben gestiti. E ha anche alcuni spunti e trovate particolarmente
interessanti.
Per prima cosa inizia come un thriller: Ellis, la protagonista,
passeggiando tranquillamente in pieno giorno per il Riverside
Park, a New York, incappa in un maniaco che, sotto la minaccia
di una pistola, la sequestra, portandola in un luogo più
isolato, dove intende suicidarsi, ma non vuole farlo da solo.
Però, poi, il racconto non prosegue come un thriller e
segue altre forme narrative, anche se, per alcune trovate, ritorna
ad esserlo.
L'esperienza sconvolgente trascina Ellis inizialmente in un limbo
di paura e di confusione, anche affettiva, portandola ad intrattenere
una serie di relazioni, sconcertanti e insolite, sia nell'ambiente
dove studia e lavora - è borsista alla Columbia University
per Storia dell'Arte - sia in quello delle amicizie e degli amori.
E, per chi segue la storia, queste risultano disordinate, inspiegabili
e a volte irritanti.
'Sembra che ci siano troppi uomini' le dice la terapeuta,
(alle cui sedute è costretta a recarsi) 'non riesco
a distinguerli tra loro'. E Ellis le risponde: ' E' tutto
aspecifico, questo affetto, questo desiderio. Niente di personale.
Non uno con cui vorresti morire o che vorresti amare'.
'Sono predatori', li definisce la sua amica Sarah,'
gente che si appofitta di ragazze che stanno attraversando un
periodaccio.' E lei, pur vagamente consapevole, lascia fare,
si lascia prendere dentro; forse perché in famiglia aveva
già avuto un esempio di orrido comportamento maschile da
parte del padre che per quattro anni sparisce, non dando notizie
di sé, per poi ricomparire, facendosi trovare in soggiorno,
davanti alla TV, a guardare La ruota della fortuna, come
se niente fosse accaduto.
Vive in un limbo, una sorta di sospensione dei sentimenti, in
cui riesce però a riflettere sulle sue storie di amicizie
e d'amore e di sesso- anche passate - capendo che nessuna delle
persone che sono attorno a lei le danno le risposte che si vuole
sentire dare. Le è chiaro che non vuole essere giudicata
in eterno per quello che le è successo, che le sue azioni
future siano spiegate con quello che le è accaduto in passato.
Le pesa inoltre il giudizio di alcune donne che le dicono che
non avrebbe dovuto essere nel parco da sola. L'unica persona che
vorrebbe vicino a sé è la sua amica Sarah che però
è a Dublino.
A Natale torna a casa per la vacanze. La madre, in una sorta
di osservazione - esortazione le dice: 'Vivi una vita piena'
e Ellis risponde 'Vuota, vorrai dire' . Però la
seguirà nelle Filippine, in una settimana di volontariato
con i medici oculisti con cui la madre, infermiera, lavora e là,
in mezzo a gente bisognosa, le cose incominciano a chiarirsi.
La sua incertezza giovanile comincia ad avere dei punti fermi:
dal regno dell'assoluto si può andare verso il mondo delle
'possibilità'. 'Il mondo si può dividere
in due categorie di persone
. Quelli che si toglierebbero
la vita ogni volta che le cose vanno male, e quelli che anche
sull'orlo del precipizio, come l'uomo del parco, si rendono conto
dell'errore e si voltano, sfrecciando via veloci e canticchiando
sollevati'.
E poi ripercorrendo i grandi dolori della sua vita - fra cui
l'abbandono del padre - scopre il perdono per gli uomini rassegnati,
che chiedono perdono, che si sentono dispiaciuti e addolorati.
Ciò avverrà anche nei confronti dell'assalitore,
quando questi incomincerà a scrivere 'mi dispiace'
sull'identikit esposto nel campus modificando e correggendo, nel
contempo, i lineamenti del suo volto e i dati sulla sua altezza
per renderli più veritieri e si attuerà quando improvvisamente
se lo ritroverà nuovamente dinnanzi.
'So riconoscere un uomo innocente quando ne vedo uno. So anche
riconoscerne uno rassegnato. Ho visto un uomo rassegnato tornare
a casa dopo essere stato via per quattro anni. Ho visto il cambiamento
nel volto di un uomo rassegnato - l'imbarazzo e il dolore - e
so come riconoscerlo negli altri.'
E' un libro sui sentimenti, sull'amore familiare, amicale e sensuale,
e sul dolore provocato e sopportato, sul perdono e sulla difficoltà
a chiederlo e a concederlo; ma non è un libro sui buoni
sentimenti, 'buonista'. E' scritto con ironia, ma non sprezzante
e fredda: c'è il desiderio di comprensione pur nell'essere
leggeri e spiritosi.
11 ottobre 2005