MAY
SINCLAIR
LE TRE SORELLE

CASA EDITRICE LE LETTERE 2005 EURO 16
di
Silvana Ferrari
May Sinclair, nata nel 1863 e morta nel 1946, iniziò la
sua carriera letteraria solo agli inizi del Novecento, dopo aver
assistito, unica figlia con cinque fratelli maschi, la madre malata,
e trovando nella scrittura e nella frequentazione della Londra
artistica e intellettuale la realizzazione di sé. Fu interessata
alla psicoanalisi (fu tra i soci fondatori della Tavistock Medico-Psycological
Clinic), al misticismo e all'esoterismo; fu partecipe delle istanze
e dei desideri di rinnovamento del suffraggismo e del femminismo.
Autrice di numerosi romanzi e racconti apprezzati dai suoi contemporanei
fu, insieme all'altra scrittice Dorothy Richardson, la prima ad
usare lo 'stream of consciuosness' nel metodo narrativo,
quel flusso di coscienza che tanto sarà usato dai grandi
narratori del Novecento e portato all'eccellenza da Virginia Woolf.
La sua casa londinese, fra gli anni Venti e Trenta, fu assiduamente
frequentata da 'l'altro Bloomsbury': Yeats, Ford Maddox
Ford, Dorothy Richardson, Hilda Doolittle, Ezra Pound, Rebecca
West. Fu autrice inoltre di numerosi saggi di critica letteraria
e di due trattati di filosofia che le valsero l'ammissione, cosa
eccezionale per una donna, alla Aristotelian Society for the Systematic
Study of Philosophy.
Della sua vasta produzione sono stati tradotti in italiano, oltre
il romanzo Le tre sorelle, la novella L'incrinatura
nel cristallo, Storie fantastiche, la biografia Le
tre Bronte, tutti a cura della studiosa Maria Del Sapio Barbero
e Vita e morte di Harriet Fream, a cura di M. Stella.
Colpita dal morbo di Parkinson, trascorse gli ultimi anni della
sua vita in solitudine, con la sola compagnia dell'amica e governante
Florence Bartrop. La malattia e il conseguente isolamento contribuiranno
a stendere un velo sulla sua fama, accelerando il processo di
oblio sulla sua persona e sulla sua opera. Negli anni Settanta-Ottanta,
con il femminismo e con l'approfondimento degli studi sulle artiste
e le scrittrici, fu riscoperta e alcuni dei suoi romanzi, ripubblicati;
l'attenzione della critica inglese e italiana contribuisce attualmente
a chiarire la sua collocazione nella narrativa psicologica degli
anni Venti del Novecento. Maria Del Sapio Barbero nella postfazione
al romanzo fornisce una biografia della scrittice e un ampio e
accurato saggio sull'intera opera di May Sinclair, nonché
un'analisi critica del romanzo in questione.

Le tre sorelle fu scritto nel 1914, poco dopo la biografia
Le tre Bronte, che è del 1912. Lo scenario, in cui
ambienta il romanzo, è un paesaggio brontiano: Garth
è l'ultimo villaggio in cima a Garthdale: un pugno di casette
grigie, cadenti e spoglie;
. la canonica si staglia in tutta
la sua solitudine, con la facciata rivolta verso il villaggio,
cadente, grigia e spoglia come ogni altra abitazione a Garth
Il
giardino, declinante verso il cimitero, è attraversato
da un sentiero che conduce in aperta brughiera
La pietra
da cui tutto è stato sbozzato, le case del villaggio, la
canonica, la chiesa, le lapidi del cimitero, è similmente
nuda e scura, annerita come se fosse passata attraverso il fuoco.
In questo paesino, nella canonica, vivono Mary, Gwendolin e Alice
figlie dell'autoritario Vicario di Garth, James Carteret, che
lì le ha confinate, ad onta della sua carriera ecclesiastica,
allo scopo di punire e di reprimere i loro desideri di libertà,
di fuga dall'oppressione paterna, soprattutto quelli di Alice,
che fra le tre è la meno in grado di controllare la sua
natura sensuale e passionale.
L'ambientazione e la rappresentazione della struttura sociale
sono vittoriane, ma i personaggi decisamente novecenteschi nella
descrizione dei loro sentimenti, processi mentali e nell'intrecciarsi
delle loro relazioni. Vi è la ricerca di nuove figure femminili
che raccontino non solo le inquietudini, le frustazioni, l'annullamento
del sé e le privazioni, cioè tutto il negativo della
condizione femminile, ma anche le pulsioni verso la libertà
dalle costrizioni e dalle regole imposte, il desiderio di realizzazione
di sé anche a costo della solitudine dei sentimenti e del
mancato riconoscimento socio-simbolico.
Le figlie e il Vicario Carteret, sono le metafore attraverso cui
la scrittrice vuole trasmetterci l'idea di quanto il nuovo si
stia muovendo dalle arcaiche strutture familiari di fine Ottocento
e di quanto sia necessario trovare le parole e i racconti per
descrivere nuove figure femminili.
Mary, la maggiore, è il materno accudente che ristora,
ri-genera, dà la pace e la tranquillità, crea il
rifugio per riconfortarsi, ciò che fa la appaga anche se
non totalmente e nasconde il suo lato oscuro che è il desiderio
di possesso e di dominio totale.
Alice, la più giovane, che ha in sé il tormento
di aver provocato, con la sua nascita la morte della madre, -
di questo comunque la incolpa il padre - è colei che non
riesce a sublimare e a celare le proprie passioni e tensioni sessuali:
la loro repressione la porta alla malattia, all'isteria.
Gwenda è la nuova figura femminile, rappresentando il bisogno
d'indipendenza, di libertà, la forza e il coraggio di affermarsi
che sfugge alle costrizioni e alle norme sociali; la sua inquietudine
e il vuoto interiore sono fronteggiati con l'amore per la natura
- in alcuni momenti quasi una simbiosi - e per l'amore per le
opere intellettuali. Un dubbio però l'autrice non può
non porselo: basteranno l'animo poetico e artistico, la passione
sublimata, la conoscenza e la brughiera - intesa come natura -
a riempire la solitudine dell'eroina?
Il Vicario, James Carteret, si è visto abbandonare dalle
tre mogli. Mary Gwendalin, madre delle tre giovani donne, morì
partorendo Alice; 'Frances, la seconda moglie, si era ammalata
di nervi sotto i suoi occhi, prima di morire di quell'oscuro male
interiore che lui aveva così saggiamente e pazientemente
ignorato. Robina, la terza moglie, lo aveva abbandonato al quinto
anno di matrimonio.' Un uomo autoritario che non ha saputo
trattenere le mogli presso di sé, un misogino, che ora
tiene sotto controllo le figlie, le tormenta con i suoi divieti,
le sue regole e imposizioni, un egoista che le utilizza nei lavori
domestici e negli impegni della parrocchia, un uomo sempre pronto
ad autocommiserarsi per la crudeltà delle figlie e della
moglie.
La trama del romanzo è molto semplice: tre giovani donne,
un padre autoritario e sospettoso, un giovane medico, Steven Rowcliffe,
appena giunto dalla città, ma è densa nella messa
in scena di passioni, desideri, frustazioni e dissimulazioni.
Una delle prime scene del romanzo è emblematica, ma anche
preveggente di quanto si disvelerà nel racconto. E'sera,
le tre sorelle sono riunite nel piccolo e triste salotto della
canonica, ognuna di loro segue i prorpi pensieri, tutti rivolti
verso Rowcliffe. 'Mary pensò: "Mercoledì
è il suo giorno di visita. E mercoledì andrò
in paese a trovare i miei malati. Sarà allora che lo vedrò.
E lui vedrà me. Noterà quanto io sia dolce, gentile
e femminile: quel tipo di donna che ogni uomo desidera".
Questi pensieri attraversarono la mente di Mary senza che lei
ne fosse pienamente consapevole.
Gwenda pensò: " Andrò di nuovo nella brughiera.
Non m'importa se farò tardi alla preghiera. Lui mi vedrà
sulla via del ritorno e si chiederà chi sia questa creatura
forte e selvaggia che passeggia tutta sola nella brughiera, di
notte, e non ha paura. Ci siamo già visti in tre occasioni
e ogni volta mi ha guardata come se pensasse proprio questo. Fra
cinque minuti andrò." Ma poi rifletté:
" No, non farò niente del genere. Non m'importa di
farmi vedere da lui, non m'importa di rivederlo ancora. No, non
m'importa di nulla". E Gwenda è molto consapevole.
Alice pensò: "Mi ammalerò
Sì,
mi ammalerò così gravemente che saranno costretti
a chiamarlo. Lo rivedrò così".
Inoltre nuovo nel romanzo risulta la messa in scena del corpo
con tutti i suoi significati riferiti alla sensualità:
sono evidenti le approfondite conoscenze da parte della scrittrice
delle idee introdotte di recente dalla psicoanalisi (Tre saggi
sulla sessualità di Freud è del 1910) e nuovo,
nel senso di novecentesco, risulta l'epilogo del romanzo, lasciando
aperta una serie di possibilità.
25
settembre 2006