LAURA RESTREPO - DELIRIO

FELTRINELLI 2005 - EURO 15.
di Silvana Ferrari
Giornalista e scrittrice, Laura Restrepo, nata a Bogotà
nel 1950, è una delle figure eminenti del mondo culturale
colombiano, prima donna a dirigere l'Istituto di Cultura del Municipio
di Bogotà.
Impegnata politicamente fin dai tempi dell'università,
la sua attività di giornalista si è sempre rivolta
verso l'inchiesta sociale e l'investigazione sul potere politico.
In Colombia vige una dittatura di estrema destra e il paese è
lacerato da una feroce guerra politica e da condizioni economiche
in cui la popolazione è ostaggio di latifondisti complici
delle bande criminali dedite al traffico di droga.
Delirio è il suo quarto romanzo tradotto in italiano,-
dopo Dolce compagnia (1997), Il giaguaro al sole
(2000) e L'oscura sposa (2004) tutti editi da Frassinelli,
- e ha vinto nel 2004 il prestigioso premio spagnolo Alfaguara
assegnato da una giuria presieduta dal premio Nobel José
Saramago.

Il romanzo ruota attorno alla figura di Agustina Londono, giovane
donna bella e affascinante, figlia di un ricco latifondista, con
alle spalle una famiglia che nasconde parecchi scheletri e le
cui fondamenta si reggono sulla menzogna; parte del suo fascino
è dovuto all' imprevedibilità del suo comportamento,
al suo modo apparentemente libero e innocente di vivere, in ribellione
alle regole familiari e sociali della sua classe, tutta presa
in un mondo in cui convivono fantasia, sogno e realtà.
È il suo essere costantemente sfuggente, sempre fuori dalle
righe, il suo carattere estroso, oltre la sua straordinaria bellezza,
a fare innamorare di lei gli uomini; ma questa fuga da sé
è anche il suo modo di fronteggiare i grandi dolori che
la vita non le ha risparmiato.
Il racconto procede attraverso tre voci narranti: Agustina, Aguilar,
ex-professore universitario, ora venditore di cibo per animali,
suo attuale adorante e a lei totalmente dedito compagno di vita,
e quella dell' ex innamorato ed ex amante, Midas (è il
soprannome) McAlister, che ambiziosamente è riuscito ad
entrare nel mondo esclusivo dei ricchi di Bogotà, inserendosi
negli affari con una facciata pulita, ma gestendo sotterranei
legami e traffici illegali con la criminalità organizzata
di cui è capo Pablo Escobar. Attorno a loro si muovono
gli altri personaggi del romanzo, altri comprimari nella storia,
narrata sotto forma di un'indagine investigativa, dove noi che
leggiamo veniamo man mano informati dell'intreccio e dei legami
fra i vari protagonisti con una ben ritmata alternanza delle loro
voci.
La scrittura segue il ritmo incalzante delle vicende narrate,
e come in un racconto orale, non usa la punteggiatura tradizionale,
va dietro il flusso del parlato, assecondandolo, con le sue pause,
il suo intercalare, le sue ripetizioni e le sue vivide immagini.
Agustina, che di suo oltre ad avere dei 'poteri di preveggenza'
ha anche, a detta di molti, il cervello pieno di farfalle, - per
non dire che è un po' matta -, viene trovata dal marito,
tornato da un breve viaggio fuori città, in una stanza
di un lussuoso albergo della capitale in uno stato di trance,
con lo sguardo perso nel vuoto e indifferente a tutto. Da qui
parte l'indagine di Aguilar volta a scoprire quale terribile evento,
quale tragico fatto abbia portato Agustina a rinchiudere il suo
io in un piccolissimo buco nero dal quale sembra irrimediabilmente
risucchiata.
La fragilità di Agustina è anche la sua forza: il
suo ritirarsi, il suo raccogliersi nel nocciolo del suo io le
permetterà, grazie ad un tocco di ottimismo introdotto
dalla scrittrice, di uscirne più forte, ma anche un pò
più 'fuori di sé' del solito.
Il momento risolutivo è nell'epilogo in cui lei scioglierà
i legami di una storia familiare che nella sua memoria infantile
aveva assunto, intrecciando sogno e realtà, aspetti mitici
e fantastici.
Si libera definitivamente dal fantasma del padre, Carlos Vincente
Londono, figura potente, violenta, autoritaria, e idolatrata,
però; la sua mente infantile ne era terrorizzata, lo temeva
e nel contempo ne era affascinata, ansiosamente bisognosa di una
sua anche piccola attenzione; la sua mente da adulta, nei momenti
di delirio, 'era posseduta dalla volontà del
padre...oggetto di un' incomprensibile adorazione quasi religiosa,
o religiosa senza quasi.'
Fa luce sulla figura materna, Eugenia, così distante e
silente, algida e sottomessa complice del marito 'sempre andata
in giro come se fosse assente
perfetta sotto tutti i profili
come un cammeo, e altrettanto immobile.'; nel mondo dei suoi
affetti ricolloca la zia Sofi, sorella della madre, 'non perfetta,
ma viva dentro', figura gentile e amorosa, protettrice sua
e del fratello minore, Carlos Vincente, detto Bichi, 'un bambino
intelligente, fantasioso, dolce, bravo a scuola
, ma con
una certa tendenza alla femminilità che il padre non poteva
accettare', scatenando tuttta la sua violenza rivolta nell'intento
di raddrizzarlo, di correggerlo, essendo oltretutto 'un bambino
di una bellezza irresistibile' con 'una sorte di luce angelica
che lasciava perplessi'.
Riemergono, figure oniriche e reali, i nonni materni, nonna Blanca
e nonno Portulinus con il loro pesante bagaglio di vite migranti,
di talenti e di genialità miste ad una vena di follia,
trasmessa nella famiglia di generazione in generazione. Dai loro
diari e dalle altre carte di famiglia, tenute nascoste nella residenza
di campagna 'Sasaima', altro mitico luogo di ricordi e felicità
infantili, vengono svelati e riannodati gli intrecci di questa
saga.
Sullo sfondo sono ben udibili i rumori e i suoni della contemporanetà
e della vita del paese: esplosioni di bombe, locali e luoghi pubblici
che saltano in aria, per vendetta e ritorsione dei trafficanti
di droga; strade fuori città pattugliate dall'esercito
e dopo le cinque pomeridiane, in una inimmaginabile alternanza,
occupate dai guerriglieri e quelle della capitale attraversate
da manifestanti con i volti insanguinati dai manganelli della
polizia e poi un ricordo infantile di Agustina, l'immagine di
un uomo, colpito da un proiettile e venuto a morire, dissanguato,
sulla soglia della loro ricca dimora.
Ben scritto, con una trama man mano avvolgente, un ritmo che si
insinua in un mondo magico, ma strettamente connesso alla realtà,
ha ricevuto il sostegno e le lodi di grandi nomi della letteratura,
come Saramago e Gabriel Garcia Marquez di cui si sentono echi
lontani nelle pagine del romanzo.
29 ottobre 2006