LAURA PARIANI
I PESCI NEL LETTO

ALET EDIZIONI 2006 EURO 15
di Silvana Ferrari
Il volume contiene quattro racconti ed è impreziosito
dalle illustrazioni della scrittrice. Perché Laura Pariani,
una delle voci più alte della narrativa italiana contemporanea,
è anche disegnatrice di talento.

L'ambientazione, attorno ad un piccolo lago, il lago di Cusio,
nell'alto Piemonte, fornisce le atmosfere magiche, nebbiose, misteriose
in cui con bravura l'autrice ci fa immergere.
I personaggi sembrano le creazioni dell'arte popolare del raccontare,
tramandate dai contastorie, fatte circolare di paese in paese,
e divenute successivamente quasi parte della storia di quei borghi
e delle vite dei loro abitanti.
Nel primo racconto I pesci nel letto, che dà il
titolo alla raccolta, la piccola Laura, di cinque anni, vive la
sua giovane vita tra sogni, che di notte la impauriscono, e fantasie
in cui di giorno si fa trasportare nei suoi giochi solitari. Il
suo dolore di orfana, con un padre lontano, allevata dalla nonna,
è stemperato e confortato dal suo mondo fantastico che
sostituisce quello vero.

Nella sua testa frullano tante storie, 'così tante
che la bambina non sa ancora quale oggi si racconterà'.
Degli adulti sente istintivamente di avere bisogno, come quando
di notte il corpo della nonna Delfa si fa rassicurante e protettivo
contro i mostri che la possono assalire, o come quando, seduta
in cucina, ascolta affascinata i racconti della Marietta mentre
sbuccia le patate. Ma gli adulti sono un mondo separato e indifferente
presi come sono dalle pene quotidiane, e comunque diventano figure
autoritarie quando impongono le loro oscure e incomprensibili
regole, o voci poco confortanti che nel salotto buono bisbigliano:
' Una bambina difficile
E' una croce che mi tocca portare
'.
E allora c'è il lago in cui sognare di 'poter essere
un pesce e nuotare in lungo e in largo per quest'acqua senza case
e senza strade, senza muri e senza porte né cancelli'.
Oppure c'è il vecchio pescatore Serafino, capace di scacciare
dal lago i mostri che mangiano i pesci con la sua 'canzone
della buona pesca' e proteggerla dal temibile Pescatore Verde,
che con la sua rete la vuole portare via insieme a tutti gli altri
pesciolini piccoli.
Narrato, con note autobiografiche, alternando la terza persona
alla prima, mescolando espressioni dialettali ad una lingua ricercata,
evocatrice di ricordi e di emozioni, è il racconto che
più mi ha commosso riportandomi alla mia infanzia.
In Qui si dorme mica sono le voci di due gemellini, Romolo
e Remo, morti subito dopo essere nati, a raccontare la storia
infelice della loro madre, Martinela, del suo amore per Duardù,
morto in un incidente, del matrimonio riparatore, impostole dal
padre e dalla sorella, col sciur Filipu, alla scoperta della sua
gravidanza. Nel cimitero le voci dei narratori si incrociano con
altri sussurri, che raccontano di altre vite e di altre storie.
Sommessa, portata dal vento, giunge anche la voce della loro madre
che aggiunge particolari alla storia narrata dai gemellini. Che
nulla sanno dell'esistenza che avrebbero potuto avere e che comunque
si consolano, rassegnati, dicendo: 'Infine ci sarebbe toccato
uno dei tanti modi di crepare: di fatica, d'infarto, di sete,
bruciati, assiderati, di cancro, per incidente, di dolore dal
gran ridere, per esaurimento, e così via'. Il lago
è un po' più lontano, ma quando cambia il vento,
il suo odore arriva fin lassù.
La sorella Dindò è la storia di un eremitaggio
in parte obbligato e in parte desiderato. E' la rielaborazione
di una favola-metafora del destino femminile. Due sorelline si
recano alla fonte: la prima, bella e buona, torna con la bocca
' che spandeva rose - e, en passant, diamanti e rubini e musica
di violini in sottofondo'; la seconda, più discola,
meno sottomessa e malleabile, con la condanna della vecchietta
magica a spandere serpi e rospi ogni volta avesse aperto bocca.
La scelta dell'eremitaggio è l'ovvia conseguenza: nella
sua tana, la giovane non vivrà unicamente il sentimento
della malinconia, le crescerà dentro un amore per il mondo
abbandonato 'anche per la cosa più piccola, perfino
nelle sue imperfezioni'. Ritornata nel mondo deve trovare
un compromesso: di giorno tacere, evitare di parlare in mezzo
al pubblico, la sera, chiusa nella sua stanza, 'mettermi alla
scrivania e ricreare il vuoto dell'eremo' facendo uscire dalla
bocca serpi e rospi.
La scrittrice, nella frase che sottotitola il racconto, paragona
la sua stanza di lavoro ad una tana di carta, come quella in cui
visse Dindò, ma 'in fondo ad una selva più oscura'
dove le storie le germogliano attorno.
Il camminante, il racconto più lungo e personalmente
il più oscuro, narra la vita di Julo, Julianno, Giulai,
Julius, Giulio - sono tutti i nomi che il personaggio assume nei
diversi luoghi e nelle diverse fasi della sua esistenza. L'infanzia
e la prima adolescenza vissute tra la protettiva e amorevole educazione
della madre e le spinte paterne verso valori, atteggiamenti, comportamenti
'più maschi', 'più virili'. Sulla
differenza sessuale e il ruolo subalterno delle donne il padre
è chiaro: 'Se fosse nato femmina, sarebbe una questione
differente
Voi donne siete come salici che si possono piegare
e intrecciare, finché diventate canestri che noi maschi
riempiamo, come ci piace.' La giovinezza, e il raggiungimento
di una certa serenità nell'amore contraccambiato con la
bella Crisanta. Le giornate trascorrono felicemente tra il lavoro
di pescatore e la vita domestica. Poi la malasorte, profetizzata
tempo indietro con parole indecifrabili, ma sempre presagita,
trasforma l'esistenza tranquilla in tragedia: da lì l'abbandono
della casa, della moglie, della sua terra e il lungo viaggio intrapreso
per l'espiazione. L'approdo su un'isola in mezzo al lago segnerà
la fine del suo viaggio.
Scrittura alta, ricercata, e l'inserimento di voci e di espressioni
dialettali la rendono ancora più raffinata e con ritmi
e risonanze antiche. Laura Pariani, come il suo personaggio Giulio,
pensa e crede che 'le parole dei poeti sono un luogo magico
dove il tempo è fermo'. E oltre, più avanti
'Le parole non possono corrompersi. Non sono mica cose'.
Del volume è apprezzabile anche la cura grafica della copertina
e del suo interno.
5 aprile 2007