IRIS
MURDOCH - UNA COSA SPECIALE

Edizioni Nottetempo - 2006 - Euro 10
di Silvana Ferrari
E' l'unico racconto scritto da Iris Murdoch, grande scrittrice
di romanzi e di opere filosofiche; vi si narra una serata 'particolare',
quella in cui Yvonne decide di sposarsi. Yvonne Geary è
una giovane donna di 24 anni che pensa di poter vivere la vita
che desidera vivere: 'Non posso fare la vita che voglio, disse
Yvonne, dato che è l'unica cosa che ho?', mentre per
la madre e lo zio - fratello della madre - lei deve sposarsi al
più presto, avendo quasi già superato l'età
del matrimonio.
Ha un pretendente, Sam Goldman, che piace allo zio perché
ha un 'lavoro serio e vuole sposarti e tu non sei più giovane.
E' ebreo, ma per la madre, 'non è come i soliti ragazzi
ebrei. Tirerebbe su i figli nella chiesa irlandese.' E poi
'Quelli non sono mai poveri. Fanno solo finta così gli
altri come loro non gli tolgono i soldi.'
Ma tutti questi discorsi non convincono Yvonne, alla ricerca di
qualcosa di speciale e Sam, per lei, non è niente di speciale.
Di impostazione e ritmo teatrali, il racconto si apre nel negozio
di famiglia con Yvonne su una sedia che si dondola avanti e indietro,
in attesa dell'arrivo di Sam, e lo zio e la madre a rimbrottarla
sulla sua indecisione, mentre fuori una calda serata dublinese
sembra carica di promesse e senz'altro più allettante del
povero negozio con annessa abitazione nel retrobottega.
Mentre leggo ho davanti agli occhi la scena e penso a tutte le
volte che le giovani donne si sono sentite ripetere le stesse
parole, si sono trovate a dover spiegare le loro ragioni e soprattutto
le ragioni di quel qualcosa di speciale per cui, per loro, sarebbe
valsa la pena di vivere.
Questa serata è particolare anche per la madre: nel suo
mondo di fantasie romantiche e necessità quotidiane, sente
che Sam troverà l'occasione di tirar fuori l'anello con
il brillante e chiederà a Yvonne di fidanzarsi.
Il racconto ha poi il suo centro nella serata che Yvonne e Sam
trascorrono insieme: due universi di pensieri, di desideri, aspettative
inespresse, totalmente separati che solo talvolta e con difficoltà
emergono, si rivelano in certi atteggiamenti, nei gesti, nelle
poche parole e nei molti silenzi.
Yvonne guarda Sam, sa che non è bello, - qualche pagina
prima è descritto con una 'faccia pallida e tonda come
la luna, mani sfuggenti' - però in un momento della
serata, e solo 'per un istante concentrò su di lui il
fervore della propria immaginazione', in un tentativo, forse,
di fare rientrare lui, Sam, in una qual maniera, nel suo mondo,
in quel qualcosa di speciale che va cercando.
Yvonne ricerca quel qualcosa di speciale ovunque: 'sono le
riviste femminili, secondo lo zio, e tutti i romanzetti
che è sempre lì a leggere, che le ficcano in testa
certe idee, finché poi vorrà sposare solo uno sceicco
arabo'. E in quella serata, lo cerca nei locali dove entrano
a bere, pensando di vivere emozioni o fatti insoliti, lo cerca
nelle vie di Dublino, percorse camminando insieme o correndo sfuggendo
alla compagnia di Sam.
Sam in tutta la serata, fin dall'ingresso nel primo locale, Kimball,
tutto specchi, sofà di chintz e luci soffuse, sembra pronto
a farle un discorso importante, ma le parole che deve dirle non
riesce a pronunciarle.
La serata, mentre trascorre, si sta rivelando un disastro e Yvonne
è pronta per riprendere il tram e tornare a casa. Scontrosa
e indispettita dice: 'non è che mi importi qualcosa,
o che sia sorpresa. E' che pensavo che poteva essere
una
serata speciale. Stupida io, basta'. Qui c'è la chiave
di svolta del racconto, perché Sam fermandola fa: '
Può ancora esserla
..Aspetta un po''. Noi lettrici
e lettori siamo tutti in trepida attesa, ma quello che avverrà
è ben lontano da quello che immaginiamo.
Anche Sam ha qualcosa di speciale da mostrarle: la porta in un
parco buio, dove, illuminato dal chiarore intenso della luna,
sulle sponde del lago, giace caduto un vecchio albero e lì
con parole che possono suonare poetiche, la consola dallo smarrimento
e dalla rabbia che la prende trovandosi in quel luogo assurdo,
dicendole: 'Vieni da me adesso e saremo una coppia di uccellini
su fra i rami'.
Niente di tradizionale e di canonico, dunque, mentre seguiamo
una Yvonne indignata e furente riprendere il tram per casa, abbandonando
Sam sul marciapiede in piena e colpevole desolazione.
Come non risulta tradizionale la decisione presa da Yvonne di
sposare comunque Sam, appena giunta al negozio, in una lunga meditazione
durata 'una decina di minuti, quasi quindici. Non era rimasta
in piedi in silenzio così a lungo in tutta la sua vita.'
Poi, nel letto a fianco della madre, che continua a chiederle
come sia andata la serata e lei a ripetere 'Niente, niente',
seppellendo la testa nel cuscini, inizia a piangere silenziosamente.
Lasciando trarre a chi legge le possibili interpretazioni sulla
scelta di Yvonne - rassegnazione, presa d'atto della realtà,
abbandono dei sogni e delle illusioni giovanili - Iris Murdoch

lascia la protagonista comunque libera di continuare ancora
a cercare quel qualcosa di speciale, ma anche libera di smettere,
come ci fa notare Luisa Muraro nella bella postfazione al volume,
corredato inoltre da una nota di Joyce Carol Oates.
7 ottobre 2006