Alexandra Fuller
La leggenda di Colton H. Bryant

Mondadori 2009 - Euro 18.50
recensione di Silvana Ferrari
Il titolo del romanzo di Alexandra Fuller La leggenda di Colton
H. Bryant e la copertina del libro richiamano immagini e storie
del mitico West, cowboys che cavalcano di fronte a orizzonti sconfinati.
L'introduzione della stessa autrice ci conferma che quella narrata
è una storia western con tutti i crismi: i buoni e i cattivi,
grandi altipiani battuti dal vento e dalla neve, cavalli selvatici
e donne e uomini in lotta contro le avversità.
Effettivamente siamo nel West, nel Wyoming, e si parla di spazi
e paesaggi montuosi e di cowboys, ma l'epoca è quella contemporanea
e il protagonista una persona realmente esistita.
Colton Bryant nasce nel 1980 a Evanston, una cittadina del Wyoming,
che prima delle sanzioni dell'Opec del 1973, era un tranquillo
paesone di quattromila abitanti, con i ranch e una stazione ferroviaria.
La scoperta di riserve di petrolio e di gas naturale nel Sud dello
Stato, a poca distanza, la trasformano in brevissimo tempo in
una città di ventimila abitanti che, anche negli anni successivi,
tra periodi di espansione e di recessione, riesce mantenere la
sua posizione strategica grazie alla vicinanza dei pozzi.
Colton cresce con la passione per i cavalli e i rodei, i fucili
e la caccia, le lunghe corse a cavallo e in automobile, in mezzo
ad una natura impervia, dura e poco ospitale, ma congeniale al
suo spirito che trova in essa la serenità. Perché
con gli esseri umani, tranne pochi amici e la sua famiglia, i
rapporti risultano frustranti e infelici. Colton per i suoi coetanei
è oggetto di derisione. 'Ritardato' è l'epiteto
con cui viene spesso chiamato e insultato. Il fatto che frequenti
una scuola speciale, il suo modo particolare di far funzionare
il cervello - 'che al pari di un cavallo selvatico da rodeo
fa fuoco e fiamme per otto secondi al massimo e poi scalpita torno
torno lo steccato per cercare di uscire dalla pista' - e alcuni
altri suoi comportamenti, lo rendono un diverso.
Crescendo è arrivato a nascondere molto bene il dolore
e a non farlo mai trapelare. Un piccolo gruppo di amici - Cody,
Jr, Chase, Jake - sono i fedeli compagni delle sue avventure e
della sua vita. Insieme, in uno stato di libertà che soltanto
nell'adolescenza si vive, vanno a caccia, a pesca, in campeggio
e in giro per quelle zone alla scoperta di posti nuovi.
Ma da quel tipo di vita non si può trarre sufficiente guadagno
e Colton, a diciotto anni, come suo padre, Bill, e prima di lui
suo nonno, e forse 'prima ancora il nonno di suo nonno' va
a lavorare alle stazioni petrolifere, tenendo sempre nel cuore
e nella mente l'immagine e l'odore delle sue montagne.
Il lavoro ai pozzi di trivellazione è un lavoro massacrante,
con turni anche di ventiquattr'ore ininterrotte; la trivellazione
procede senza sosta, sette giorni su sette, estate e inverno.
Gli uomini ai pozzi stipulano contratti con le compagnie in cui
si rendono disponibili a turni di lavoro anche per due settimane
di seguito sperando poi godere di più giorni di riposo,
lontano dalla stazione. Non esistono congedi per malattia o altro.
O lavori o te ne vai. Dormono in roulotte allestite con lunghe
file di letti allineati, in stanzine minuscole, cercando di ricaricare
il corpo per il turno successivo.
Gli incidenti sul lavoro sono frequenti perché la regola
non scritta, ma dichiarata da tutti i capisquadra è : 'Più
in fretta trivelliamo, meno costa. Meno costa, più si ricava.
Trivellate in fretta, trivellate bene e riportate indietro la
pelle
. Il tempo vale un mucchio di quattrini.'
Il paesaggio muta insieme al desiderio di profitto delle compagnie
petrolifere. I pozzi portano via ettari di terra, la pelano portandosi
via il manto terrestre. 'E ciò che fanno qui è
indelebile. Si vedono ancora
i segni lasciati dalle ruote
cigolanti dei carri intorno al 1870. E ora, sopra la pista dell'Oregon,
ecco la nostra nuova storia di frenesia e rapacità, di
privazione e incuria, impressa come un'accusa finché il
futuro possa leggerla.'
Colton Bryant muore il 15 febbraio 2006 scivolando su una passerella
ghiacciata, priva di protezione. Quell'anno la compagnia dichiarò
milioni di dollati di profitto e la ringhiera, che avrebbe salvato
la vita a Colton, sarebbe costata solo qualche migliaio di dollari.
Alexandra Fuller ha raccontato la storia di un cowboy contemporaneo,
intervistando la famiglia di Colton, il padre Bill, la madre Kaylee,
il fratello maggiore Preston, le sorelle Tabby e Merinda e i loro
rispettivi mariti, la moglie Melissa con i due piccoli Nathanial
e Dakota, e il miglior amico di Colton, Jake con la moglie Tonya.

Alexandra Fuller è nata nel '69 in Inghilterra, ha vissuto
con la famiglia in Rhodesia, oggi vive in Wyoming con il marito
e i figli. Della sua esperienza africana ha scritto Nella terra
dei leopardi, con cui ha vinto numerosi premi, e Il cuore
amaro dell'Africa.
27 agosto 2009