Kathryn
Stockett
L'aiuto

Mondadori 2009 - Euro
20
recensione di Silvana Ferrari
Anno 1962, Jackson, Mississippi. Una città di duecentomila
abitanti e un ponte che divide la zona bianca da quella nera.
Attorno piantagioni di cotone in cui lavorano i neri.
Le donne nere povere lavorano nelle case dei bianchi agiati come
donne di servizio: cucinano, puliscono, lucidano e allevano i
loro figli insegnando loro le prime regole di comportamento e
di educazione e assicurando loro quella tenerezza e quella cura
che a volte le madri non concedono per mancanza di tempo o distrazione;
i bambini le amano, si affidano a loro e le chiamano 'mami'. Quando
crescono il loro atteggiamento muterà e nulla di quanto
ricevuto farà cambiare il loro comportamento nei confronti
dei neri, riperpetuando così, per interesse e tornaconto,
ma più delle volte per stupidità e pregiudizio,
la discriminazione razziale. Qualcuno di loro diventerà
un personaggio politico anche importante e sicuramente sosterrà
e voterà tutte le leggi per garantire la netta separazione
con i neri.
Sono gli anni delle marce per i diritti civili, dei feroci linciaggi
da parte delle bande del Klux Klux Klan, della speranza kennediana,
delle lotte per l'emancipazione delle donne, della pillola contraccettiva,
delle prime canzoni di Bob Dylan, ma anche della guerra in Vietnam.
La scrittrice Kathryn Stockett nel suo romanzo racconta tutto
questo e di come, in cambio del lavoro di cura nelle case dei
bianchi, le donne nere ricevano bassi salari e siano sottoposte
a continue offese e umiliazioni con il ricatto del licenziamento,
magari per furto.
Con le leggi sulla segregazione razziale è fatto divieto
ai neri di frequentare gli ambienti dei bianchi - locali, teatri,
cinema, scuole, biblioteche, ospedali, alberghi; quando lavorano
nelle case dei bianchi ci sono precise regole che sanciscono la
netta separazione: non possono mangiare alla stessa tavola, né
lavarsi nello stesso bagno, né cambiarsi nelle stessa stanza,
confini precisi che non devono essere superati mai.
Pur trattandosi di un'opera di narrativa e non di un saggio sulla
condizione delle donne nere negli stati segregazionisti, il romanzo
è di fatto un'opera di denuncia delle ingiustizie e un
atto di gratitudine verso Demetrie, la donna nera che l'ha allevata,
come la scrittrice tiene a precisare nella postfazione al romanzo
in cui spiega le ragioni della sua opera, le difficoltà
a scriverla e l'intenso attaccamento per la sua terra d'origine,
il Mississippi, nonostante i giudizi negativi e il fatto che a
ventitre anni ha sentito la necessità di andarsene.
Ne L'aiuto la giovane Eugenia Phelam, figlia di un proprietario
di piantagioni, tornata a Jackson dopo la laurea, non riesce ad
adeguarsi all'ambiente e alla mentalità ristretta del suo
cerchio di amiche i cui interessi sono gli incontri di bridge,
il tennis al club, il gruppo femminile e una cosidetta Lega, che
si occupa di beneficenza. Le loro chiacchiere riguardano i figli,
i mariti e i possibili buoni partiti per quelle non sposate. Tutto
è fermo e ripetitivo. Vivono dei loro privilegi di bianche,
aggrappate ad una cultura e una mentalità del secolo passato,
senza accorgersi che ormai attorno a loro tutto sta cambiando.
Eugenia, detta Skeeter, ha ambizioni: vuole scrivere, fare la
giornalista, mentre la sua famiglia e il suo gruppo di amiche,
non aspettano altro che si fidanzi con un buon partito, metta
su famiglia, e che continui a partecipare ai loro incontri settimanali.
Non riesce inoltre ad accettare come normale il rapporto delle
sue amiche con le loro domestiche. Vede per la prima volta, trovandolo
insopportabile, quanto ci sia di meschino, di ingiusto e di sadico
nel loro esercizio di padrone di casa. Non può però
schierarsi apertamente dalla parte delle donne di servizio se
non mettendo a rischio il loro lavoro. Così su proposta
di una caporedattice di una rivista di New York, a cui ha inviato
le proprie referenze per un impiego, decide di scrivere una specie
di libro-inchiesta sulla condizione delle donne nere, in forma
di interviste, in cui è raccontato il loro duro e umiliante
lavoro al servizio dei bianchi.
Alla voce di Eugenia si affiancano quelle di Aibileen, una domestica
di colore che nel suo lungo servizio presso i bianchi ha allevato
diciassette bambini altrui, mentre il suo unico figlio, intelligente,
amante della letteratura e desideroso di diventare scrittore,
muore in un incidente sul lavoro, lavoro necessario per mantenersi
agli studi, e di Minny la sua migliore amica. Tanto una è
riservata, saggia e sensibile, quanto l'altra è irruenta,
insolente e facile al litigio così da perdere il lavoro
con grande facilità. Entrambe accettano di partecipare
al libro di Eugenia coinvolgendo nel loro progetto altre domestiche.
Eugenia è mossa anche dal ricordo del profondo affetto
verso Constantine, la donna di servizio della sua famiglia, di
cui ora ha perso le tracce, che l'aveva allevata.
Tra la ragazza bianca di buona famiglia e le due amiche nere nasce
una specie di alleanza, di patto segreto, una specie di patto
solidale che diventa una sfida alla società benpensante
e razzista di Jakson. Forse il risultato sarà incerto,
ma tutte sono disposte a rischiare perché qualcosa cambi.
Yule May, Pascagoula, Louvenia, Winnie, Cleontine e decine di
altre si dimostrano disponibili a fornire le loro testimonianze.
Dalle loro storie emerge tutta la loro dignità, tutto il
loro orgoglio come persone rispetto al comportamento dei bianchi;
quello che hanno dovuto subire nel passato e che continuano sopportare
per bisogno, per sfamare le loro famiglie e per garantire ai figli,
magari, un futuro diverso. Escono storie di violenze e stupri
degli uomini bianchi, di lavori pesanti da spaccare le schiene,
di sfruttamento umiliante.
Dietro tutte le storie c'è odio per le padrone bianche
e disprezzo, ma inspiegabilmente anche affetto e amicizia:
'Le domestiche vengono invitate al matrimonio del bambino bianco
che hanno cresciuto, a patto di presentarsi in divisa.'
Quello che intendono esprimere è ben sintetizzato nella
dichiarazione di una di loro: 'Non era questo lo scopo del
libro? Far capire alle donne: "siamo semplicemente due persone,
e non son molte le cose che ci separano.Molte meno di quanto si
pensi".

Kathryn Stockett è nata e cresciuta a Jackson, si è
successivamente trasferita a New York e L'aiuto è
il suo romanzo di esordio.
30 settembre 2009