Kate Summerscale
Omicidio a Road Hill House
ovvero Invenzione e rovina di un detective

Einaudi 2008 - euro 19.50
recensione di Silvana Ferrari
Il 30 giugno 1860 nelle prime ore del giorno, a Road Hill House,
una villa giorgiana nei pressi di Trowbridge nel Wiltshire, Saville,
un bambino dell'età di tre anni, fu ucciso con un colpo
di rasoio e il suo corpo ritrovato, dopo lunghe e spasmodiche
ricerche, nascosto nella latrina della villa, situata nel cortile
della casa.
La vittima, Saville Kent, era il penultimogenito della famiglia
Kent, composta dal capofamiglia Samuel, da sua moglie Mary, all'ottavo
mese di gravidanza, dalle figlie della coppia, Eveline di 1 anno
e Mary Amelia di 5 anni, e dai quattro figli di primo letto di
Samuel: Mary Ann (29), Elisabeth (28), Constance (16) e William
(14).
Il delitto, che travolse la vita della famiglia Kent, fu, per
la sua efferatezza, un dramma vissuto da tutta l'Inghilterra.
Le indagini sull'omicidio, dopo una prima inchiesta infruttuosa
e pasticciata delle autorità locali, furono affidate ad
uno dei primi e più celebri detective dell'allora nascente
nucleo di polizia investigativa di Scotland Yard, l'ispettore
Jonathan Whicher.
La stampa di tutto il paese seguì il caso raccontando la
vicenda fin nei minimi particolari; l'opinione pubblica fu informata
di tutti i dettagli anche i più morbosi e vi si appassionò
talmente da cercare in tutti i modi di partecipare alla ricerca
del colpevole.
Il romanzo-saggio di Kate Summerscale narra la storia dell'omicidio
ricostruendo l'ambiente in cui è avvenuto, le indagini
preliminari della polizia locale e quelle dell'ispettore Whicher
attraverso i verbali, gli appunti e i rapporti conservati negli
archivi della polizia. Fornisce inoltre un ampio resoconto degli
articoli pubblicati sui quotidiani in cui sono descritti i sentimenti
e le prese di posizione di semplici cittadini, di uomini di cultura
e della politica; riesuma gli atti e tutte le osservazioni dei
legali durante i processi e gli interrogatori degli indiziati
e le consulenze degli studi medici.
Secondo l'autrice quell'omicidio fu l'emblema di tutte le storie
poliziesche registrate negli annali delle indagini e che successivamente
riempirono le pagine dei romanzi di detection-story.
La narrativa ottocentesca fu influenzata da quel caso: 'nacque
la detective novel, il cui capostipite fu La pietra di luna di
Wilckie Collins
alcuni elementi del caso di Road Hill House
si ritrovano nell'ultima opera di Dickens, rimasta incompiuta,
Il mistero di Edwin Drood
.e anche il racconto di Henry James
Giro di vite, brulica di elementi analoghi.'
Il delitto di Road Hill House fu il modello di storia poliziesca
a cui si riferirono tutti i romanzi gialli sui delitti della stanza
chiusa; con esso nacque la figura del detective, in parte scienziato,
che da un indizio riesce a svolgere il bandolo della matassa,
e in parte fustigatore di costumi, che pur di giungere al successo
delle sue indagini, mette a nudo i sentimenti e le intimità
dei sospettati.
Nella realtà fu ciò che avvenne. Per primo ad essere
indagato fu il personale di servizio poi fu la volta della famiglia
Kent. Tutti i suoi componenti furono sospettati, le loro intimità
messe a nudo e svelate. Fu analizzata la storia personale di ognuno
e i possibili moventi, illuminando i sentimenti più segreti
e nascosti per risalire alle radici del delitto. Una specie di
analisi psicoanalitica ante-litteram anni prima di quella freudiana.
Tutto questo in un periodo in cui la privacy diveniva uno dei
baluardi a difesa della famiglia vittoriana: 'Le mura della
casa proteggevano il suo interno dagli estranei
a cui veniva
mostrata solo una rappresentazione teatrale della famiglia'.
La famiglia chiudeva in se stessa i suoi segreti, covava i suoi
odi e rancori, copriva le proprie perversioni. Si può quindi
immaginare l'impatto sull'opinione pubblica, e quali pensieri,
timori e terrori può aver creato la notizia che forse dietro
le porte sbarrate delle case, e non per le strade piene di pericoli
delle città, si nascondeva un assassino; non un estraneo,
uno straniero, un pazzo, un omicida seriale, ma uno della famiglia,
uno dei 'nostri' poteva essersi macchiato di un tale crimine.
Le giuste e acute intuizioni di Jack Whicher, - attenzione solo
intuizioni, perché di prove accertate non ne esistevano,
- vennero dall'opinione pubblica e dai giudici troppo impauriti
dai risvolti della vicenda, vanificate, rese innocue e poi lasciate
cadere. Un'opinione pubblica e una stampa capaci di indirizzare
un sistema giudiziario pavido, sottomesso e fatalmente schierato
a difesa della morale corrente.

Kate Summerscale, che con Omicidio a Road Hill House ha vinto
il Samuel Johnson Prize 2008 per la saggistica, è una storica
inglese autrice di altri libri che hanno ottenuto prestigiosi
riconoscimenti. Grazie alla sua tecnica di scrittura - ha utilizzato
i metodi e i ritmi della narrativa per scrivere un saggio - è
riuscita a fare di un'opera storica, sociologica e antropologica
una lettura interessante carica di suspence e di colpi di scena.
Il libro, arricchito di un ampio apparato iconografico (piantine,
foto, fonti bibliografiche), rende chi legge partecipe all'investigazione
storica, per niente annoiato dalla ricchezza dei dettagli e della
puntigliosa precisione delle citazioni. E concorda con questa
affermazione dell'autrice: 'Forse lo scopo delle investigazioni,
vere o letterarie che siano, è proprio questo trasformare
emozioni, orrore e dolore in un enigma e poi risolverlo, per scacciare
il male.'
1 febbraio 2009