CRONACHE 2012
artiste nel mondo
(segnalazioni artistiche di Nadia Magnabosco e Marilde Magni )

 

E' in distribuzione il n. 91 di Leggendaria
http://www.leggendaria.it/


in copertina un'opera di Marilde Magni

Sensibili guerriere
n°91, gennaio 2012, 66 pagine + supplemento, 12 euro

"Sono davvero “Sensibili guerriere” le giovani donne che si raccontano nel nostro Tema, curato da Giovanna Pezzuoli e Nadia Tarantini. Creature allo stesso tempo forti e fragili che paiono rispecchiarsi nelle molte diverse rappresentazioni che ne danno le immagini che abbiamo scelto per illustrare – quasi una seconda lettura – le pagine in cui sono loro a prendere la parola, con grande libertà. Dall’opera di Marilde Magni, che abbiamo messo in copertina, alle potenti figure in legno delle sculture di Mavi Ferrando che accompagnano l’intera sezione, e ancora nell’articolato lavoro figurativo di Nadia Magnabosco. Inizia con questo numero la sedicesima annata di Leggendaria, e ci è sembrato importante segnalarne l’avvio stando in ascolto, perché di “giovani” molto si parla nelle sedi istituzionali e nei media, ma poco sappiamo davvero di loro".

m.m.

_______________

dal 2/2/2012 al 8/3/2012

Le donne che hanno fatto l'Italia

Castello Ursino Museo Civico di Arte contemporanea
Catania - piazza Federico di Svevia

ingresso libero - da lunedi a sabato 9-13 e 14.30 - 19, domenica 9-20

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Museo Civico “Castello Ursino” di Catania ospita dal 3 febbraio all’8 marzo 2012 la mostra “Le donne che hanno fatto l’Italia” che, attraverso dipinti, foto, filmati, documenti, abiti, giornali, cimeli, ricostruisce un percorso che attesta come le donne abbiano fortemente contribuito al processo di unificazione, ai cambiamenti e alla crescita del Paese.


Dal 1861, anno dell’unificazione nazionale, al 2011, anno in cui si festeggia il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la visibilità delle donne, come soggetto sociale, giuridico e politico, è profondamente cambiata. La storia della nostra nazione si è fatta per mano anche femminile, con coraggio, determinazione, passione. Dalle eroine di quegli anni, alle quali, grazie alla collaborazione dell’Istituto per il Risorgimento Italiano di Roma, è dedicato il primo segmento della mostra, si dipana una lunga narrazione fatta di testimonianze fotografiche, artistiche, filmiche, documentali che attraversano i diversi momenti storici e politici vissuti dall’Italia, e segnano di volta in volta una trasformazione e un rinnovamento che appartiene a tutto il Paese.
Le donne che hanno fatto il Paese sono state tante: da sole o unite in esperienze collettive, le donne hanno saputo affermare progressivamente le proprie idee, guadagnando posizioni di rilievo e una rinnovata concezione di sé. Non c’è ambito, sfera o settore della nostra storia nazionale che non conosca grandi nomi femminili: ricordare le donne e il loro percorso politico-sociale porta a tracciare un racconto costellato di grandi e piccole - ma sempre intense - battaglie, indispensabili all’abbattimento di disuguaglianze sia nella sfera privata sia in quella pubblica; raccontare delle donne italiane nella letteratura equivale a riscoprire pagine di grande spessore stilistico e autentica vocazione letteraria, con nomi di scrittrici di primo piano; descrivere le donne italiane nel campo dell’arte conduce, grazie ai nomi di grandi pittrici, a scoprire e riscoprire immagini fondamentali per l’evoluzione artistica italiana. Ripercorrendo la storia si scoprono protagoniste eccellenti; alcune hanno nomi noti, come Grazia Deledda e Rita Levi Montalcini, le due sole donne italiane premiate con il Nobel, Lina Merlin, Nilde Iotti e Tina Anselmi, donne di primo piano della scena politica, Bice Lazzari, Carla Accardi, Marisa Merz, grandi nomi dell’arte italiana; altre invece, dai nomi meno conosciuti, hanno compiuto scelte in grado di incidere nell’evoluzione politica e sociale italiana, come Franca Viola, la prima donna ad aver rifiutato con coraggio un matrimonio riparatore, Alfonsina Strada, prima donna al Giro d’Italia in gara con corridori uomini, o Anna Maria Mozzoni, pioniera del femminismo italiano e delle lotte per la conquista del diritto di voto alle donne.

Le sezioni
- Le Donne del Risorgimento italiano, in cui sono illustrate le figure di alcune delle protagoniste delle vicende risorgimentali e della vita pubblica e sociale dell’Ottocento: da Cristina Trivulzio di Belgioioso a Enrichetta Di Lorenzo; da Clara Maffei a Maria Mazzini e altre ancora. Figure che intendono essere indicative delle varie declinazioni con le quali le donne partecipano alle idealità risorgimentali partecipando attivamente ai moti insurrezionali o sostenendo circoli letterari o, ancora, elevando gli affetti familiari a dignità nazionale, come nel caso di Adelaide Bono Cairoli.

- La sezione Le Protagoniste approfondisce il racconto della vita e dell’attività di alcune grandi protagoniste del progresso evolutivo del Paese nei più diversi ambiti, come Maria Montessori, Anna Kuliscioff, Matilde Serao, Francesca Cabrini, Luisa Spagnoli, Marisa Bellisario, Palma Bucarelli e tante altre.

- Nella sezione Le Prime si racconta, ripercorrendone le date, ma soprattutto i nomi e l’operato delle sue protagoniste, un’insolita cronologia: quella delle prime conquiste femminili in diversi settori della cultura, della politica, della società, dello sport, dell’arte.
Ecco allora che viene ricordata la prima laureata in Lettere, la prima docente universitaria, la prima Presidente della Camera, la prima donna processata per aborto, e via dicendo.

- Donne insieme, in questa sezione sono illustrati alcuni momenti in cui la figura femminile acquista maggior valore simbolico rivestendo un ruolo collettivo. Sono le azioni di vita di un gruppo di persone che sono state individuate per la loro funzione di lavoro – come nel caso delle Maestre, delle Mondine, delle Balie o delle Tabacchine – che contribuì a rendere evidenti particolari situazioni sociali o drammatiche condizioni lavorative o di scelte di vita particolati – come quelle delle crocerossine o delle religiose. In altri casi quella comunanza di lavoro e di intenti è collegata a particolari momenti storici – come nel caso delle donne impiegate nelle industrie belliche durante la prima guerra mondiale o le donne durante il fascismo – fino ad arrivare alle protagoniste della costruzione della Repubblica – dalle partigiane alle donne dell’Assemblea Costituente.

- Donne e arte vuole rendere omaggio alle principali artiste del nostro Paese. Una mostra nella mostra, in cui ammirare grandi capolavori dell’arte italiana. Sono diversi i momenti e le correnti artistiche che emergono dalla selezione, dall’espressionismo della Scuola Romana, all’astrattismo, dalle influenze pop sbarcate soprattutto a Roma alla nostrana Arte Povera.

n.m.

__________________

1 - 5 febbraio 2012

Associazione VerbaManent
Presidio del Libro di Sannicola (Lecce) in collaborazione con il Presidio del Libro di Fasano
ACQUARIO VERDE: MORTE E RINASCITA DOPO IL GHETTO
esposizione internazionale di libri d'artista ispirati a libri della Casa editrice Giuntina di Firenze.


FASANO (Brindisi), La Stanza di Ulisse, Via Forcella 69
Inaugurazione 1 febbraio ore 18.30
Orari apertura mostra: h 18-20
Nelle mattinate visite per le scolaresche
FASANO (Brindisi), La Stanza di Ulisse, Via Forcella 69

ARTISTE E ARTISTI PARTECIPANTI AL PROGETTO "ACQUARIO VERDE:
Loredana Alberti - Francesca Amat - Luisa Bergamini - Carla Bertola - Anna Boschi - Maia Cecilia Bossi - Luciana Bratina - Lela Campitelli - Loretta Cappanera - Lamberto Caravita - Mara Caruso (Brasile) - Loriana Castano - Francesco Ceriani - Veronique Champollion (Francia) - Paolo Chirco - Carmela Corsitto - Eleonora Cumer - Crescenzio D'ambrosio - Lia Garavini - Maria Luisa Grimani - Groupo Gralha Azul do Brasil (Eny Herbst, Iara D'Elia, Ieda Mariano, Leci Bohn, Jane Balconi, Jane Godoy, Jeanete Ecker Kohler, Luiza Gutierrez, Mara Caruso, Maria Darmeli Araújo, Maria do Carmo Toniolo Kuhn, Maria Julieta Damasceno Ferreira, Marithê Bergamin, , Neiva Mattioli Leite, Sirlei Caetano, Tänia Luzzatto, There Reis, Therezinha Fogliato Lima, Vera Presotto ) - Nana Homovec (Slovenia) - Benedetta Jandolo - BeatriceLanducci - Alfonso Lentini - Oronzo Liuzzi - Nadia Magnabosco - Matteo Manduzio - Angela Marchionni - Luigi Pasquali - Patrizia Pasquini - Martin Petric (Slovenia) - Antonella Prota Giurleo - Rosella Quintini - Gian Paolo Roffi - Antonio Rollo - Antonio Sassu - Yun Jung Seo (Corea del Sud) - Grazia Tagliente - Ettore Tomas - Rosanna Veronesi - Alberto Vitacchio - Maria Grazia Zanmarchi

LIBRI offerti dalla Casa editrice Giuntina
Acquario verde Arrivare prima del Signore Iddio Ricordi della casa dei morti e altri scritti Tagebuch Il fumo di Birkenau Il sangue del cielo Tempi bui Tracce Il viaggio Frammenti di tempo Fossoli transito per Auschwitz Charlotte la morte e la fanciulla Anni d'infanzia C'era una volta una famiglia Perché non sei venuta prima della guerra Parole chiare Un nome Brodo senza pollo Giorni alle spalle Scrivere poesie dopo Auschwitz La canzone dimenticata La tana di fango La linea della vita La creatura di cenere di Buchenwald Sincronizzazione a Birkenwald Mie carissime bambine Sedici ottobre 1943 Perdonare? Noi figli di Eichmann Gli ebrei di Vilna Una famiglia Blumenstrasse 22

n.m.

__________________

fino al 31 gennaio 2012

Antonella Prota Giurleo

Armonia


Aito Savingsbank Onkkaalantie 65,
FI-36600 Pälkäne, Finland
Curatela e testo di presentazione: Anja Mattila
Orari: da martedì a venerdì dalle 9 alle 16
Entrata: libera

Nei suoi collages  l’artista desidera esprimere la possibilità di costruire e di vivere la propria vita in armonia con sé, con le altre persone, con la natura e con le cose.
Elabora le textures utilizzando colla di coniglio e pigmenti o colori recuperati; le strappa, per restituire simbolicamente l’idea delle lacerazioni prodotte dal dolore, e le accosta ponendo attenzione a “ricucire” gli strappi attraverso i fili, generalmente recuperati dalle amiche e perciò più preziosi.
Fili che rappresentano le relazioni amicali che ci permettono, quando gli strappi e il dolore sono così forti da rischiare di perdersi, di ritrovarci, di rimettere insieme i pezzi, di ricucire le ferite;  di fare, insomma,  del dolore un elemento  che non si espande distruggendo ma cosa alla quale si dà cura e che, attraverso il ricordo e l’affetto, si trasforma in un piccolo nucleo di sé con il quale si convive contenendolo e avvolgendolo in una nuvola di tenerezza.

Antonella Prota Giurleo è artista e curatrice italiana. Nata a Milano, ha frequentato il Liceo Artistico di Brera. Ha svolto attività didattica nella scuola media, insegnando Educazione artistica, dedicandosi nello stesso tempo all’attività politica e alla pratica politica della relazione tra donne. Dal 1996 pratica la pittura, realizza installazioni ed espone le sue opere.  Dal 2004 partecipa e organizza convocazioni di mail art.
Lavora a partire dall’appartenenza di genere e dal senso che per lei hanno le relazioni con le altre persone e con il mondo; esprime la possibilità di costruire vita e arte in armonia con sé stessa, con le persone, con la natura.
Le sue opere costituiscono un percorso che si snoda attraverso i temi delle culture di pace avendo grande attenzione alle tematiche ambientali, in un fare che prende spesso forma dal recupero e dal riciclo di materiali. A  ciò aggiunge una specifica ricerca sull’utilizzo di materiali ecocompatibili; lavora su questa ricerca e sui temi di una relazione rispettosa con la natura sia a livello  individuale che in relazione con altre artiste e artisti italiani e stranieri. Cura per il sito d’arte di Oltreluna http://www.women.it/oltreluna  la rubrica Natura e cultura
Ha esposto in numerose personali (Italia, Finlandia, Perù, Messico) e collettive (Italia, Spagna, Finlandia, Romania, Belgio, Slovenia, Turchia, Marocco, Messico, Perù, Argentina, Brasile, Cile, Colombia,  Corea, Malesia, Giappone)
Ha organizzato ( In Italia a Napoli e a Cesano Boscone e a Sormano, Como) ed ha partecipato ( Italia, Finlandia, India, Romania, Francia, Austria, Cina) a simposi d’arte

m.m.

________________

L'artista palestinese LARISSA SANSOUR censurata
(segnalazione di Monica Luisa)

Larissa Sansour con la sua ultima opera "Nation Estate" viene invitata dal Musée de l'Elysée di Losanna in quanto finalista, insieme ad altri otto artisti mondiali, alla decima edizione del Lacoste Elysé Prize, premio di 25000 euro finanziato dalla famosa marca Lacoste. La direzione di Lacoste chiede ed esige dal Musée de l'Elysée la censura dell'opera dell'artista - e la sua conseguente esclusione dalla gara - perché ritenuta troppo pro-palestinese. Le opere degli artisti francesi o svizzeri in lizza per il premio, saranno considerate forse troppo pro-francesi o troppo pro-svizzere? Da notare, l'opera di Larissa consiste in una serie di fotografie nelle quali viene rappresentata la nascita dello Stato palestinese, raffigurato -ridotto- a un grande grattacielo circondato da un muro di cemento, nel quale l'intero popolo palestinese può finalmente iniziare una nuova vita; ad ogni piano del grattacielo, una città palestinese, collegata l'una dalle altre non più dai soliti check-point, ma da un insolito viaggio in ascensore; su ogni pianerottolo, invece, un souvenir delle vere città (al piano di Gerusalemme, la Cupola della Roccia; nella figura sotto, un albero di ulivo). PERCHE' CENSURARLA? (m.l.)


LACOSTE: NO ROOM FOR PALESTINIAN ARTIST

"French fashion brand demands the removal of Bethlehem artist Larissa Sansour from major photographic prize.

The prestigious €25,000 Lacoste Elysée Prize is awarded by the Swiss Musée de l'Elysée with sponsorship from Lacoste, the clothing brand.

Larissa Sansour was among the eight artists shortlisted for the 2011 prize. In December 2011, Lacoste demanded that her nomination be revoked. Lacoste stated their refusal to support Sansour's work, labelling it 'too pro-Palestinian'. A special jury will convene in January 2012 to select the winner.

As a nominee, Sansour was awarded a bursary of €4,000 and given carte blanche to produce a portfolio of images for the final judging. In November 2011, three photos for Sansour's Nation Estate project were accepted, and she was congratulated by the prize administrators on her work and professionalism. Sansour's name was included on all the literature relating to the prize and on the website as an official nominee. Her name has since been removed, just as her project has been withdrawn from an upcoming issue of contemporary art magazine ArtReview introducing the nominated artists.

In an attempt to mask the reasons for her dismissal, Sansour was asked to approve a statement saying that she withdrew from her nomination 'in order to pursue other opportunities'. Sansour has refused.

Sansour says: "I am very sad and shocked by this development. This year Palestine was officially admitted to UNESCO, yet we are still being silenced. As a politically involved artist I am no stranger to opposition, but never before have I been censored by the very same people who nominated me in the first place. Lacoste's prejudice and censorship puts a major dent in the idea of corporate involvement in the arts. It is deeply worrying."

Sansour's shortlisted work, Nation Estate, is conceived in the wake of the Palestinian bid for UN membership. Nation Estate depicts a science fiction-style Palestinian state in the form of a single skyscraper housing the entire Palestinian population. Inside this new Nation Estate, the residents have recreated their lost cities on separate floors: Jerusalem on 3, Ramallah on 4, Sansour's own hometown of Bethlehem on 5, etc.

Regretting Lacoste's decision to censor Sansour's work, Musée de l'Elysée has offered to exhibit the Nation Estate project outside of the confines of the Lacoste sponsorship. Musée de l'Elysée is based in Lausanne, Switzerland. The Lacoste Elysée Prize 2011 is the award's second edition."

n.m.

__________________

fino al 22 gennaio 2012

Mirella Bentivoglio
Poesia Visiva

Mart - Rovereto

Orari: da martedì a domenica 10-18
venerdì 10-21
lunedì chiuso

All'inizio degli anni Settanta la presenza femminile nel panorama dell'arte era davvero sconfortante. Non per qualità delle opere, ma per consistenza del numero di artiste e per una seria difficoltà di accesso alle esposizioni, alla critica e al mercato.
A quarant'anni di distanza la situazione è radicalmente cambiata, anche in Italia. Una parte del merito spetta sicuramente a Mirella Bentivoglio.

Artista, poetessa e performer di calibro internazionale, Bentivoglio si occupa di poesia visiva a partire dagli anni Sessanta. Come curatrice, ha svolto un ruolo cruciale nell'emancipazione delle donne dai contesti da lei stessa definiti "mostre-ghetto". Questo a partire dall'Esposizione Internazionale di Operatrici Visuali, affidatale da Ugo Carrega al Centro Tool di Milano nel 1972, e soprattutto in "Materializzazione del linguaggio", alla Biennale di Venezia del 1978.
Nel corso della sua multiforme attività, è riuscita non solo a valorizzare i lavori di moltissime poetesse-artiste, ma anche a raccogliere una collezione di grande forza e originalità, che offre un panorama completo di tutta l'arte verbovisiva femminile dagli anni Sessanta ai giorni nostri.

Questa collezione, composta di circa 300 opere, è stata ora donata da Mirella Bentivoglio al Mart. Il pubblico potrà ammirarne un’ampia selezione nella mostra “La donazione Bentivoglio”, al Mart di Rovereto dal 19 novembre 2011 al 22 gennaio 2012. La mostra è curata da Daniela Ferrari con la direzione scientifica di Gabriella Belli. 

Quelle artiste da collezione di Lea Mattarella

m.m.

_________________


m.m.

__________________________

fino al 15 gennaio 2012

Paesaggidanima
Dialogo e sintesi creativa fra Silvana Crescini e otto artisti outsider


                                            Silvana Crescini                                  


  Franca Settembrini

Villa Brandolini - Sologhetto (TV)

Orari di apertura della mostra
Venerdì e Sabato: dalle 15.00 alle 19.00 (nei giorni 24 e 31 dicembre: dalle 15.00 alle 18.00)
Domenica e Festivi: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00
Chiusura Natale e Capodanno
Visite guidate per gruppi, su appuntamento
Ingresso libero

m.m.

__________________
E' in distribuzione il n. 90 di Leggendaria
http://www.leggendaria.it/

nadia-magnabosco
opera di Nadia Magnabosco in copertina

LETTRICI & PERSONAGGE:
N. 90 NOVEMBRE 2011, 70 PAGINE, 10 EURO

Chi è la lettrice? Si potrebbe semplicemente rispondere: una donna che legge libri. Ma sarebbe troppo ovvio, perché anche la lettrice è un prodotto storico, una costruzione simbolica polisemica, una figurazione in costruzione, mutante, in divenire. Come la personaggia (eh, sì, abituatevi al neologismo, dapprima vi sembrerà una forzatura, ma poi vedrete quanto ci facilita il discorso con la sua forza deneutralizzante!), oggetto del prossimo convegno nazionale della Società Italiana delle Letterate (Genova, 18-20 novembre) di cui vi parliamo ampiamente nelle pagine del nostro Tema, accompagnato dalle immagini di opere di Nadia Magnabosco. Vi offriamo riflessioni, testimonianze, recensioni che serviranno a mettere a fuoco una questione ricca e complessa, proprio come piace a noi leggendarie, che nutriamo una passione sconfinata per la lettura e che con le personagge abbiamo una lunga e proficua relazione.

n.m.

__________________

fino al 29 gennaio 2012

Artemisia Gentileschi
Storia di una passione.

Milano, Palazzo Reale

50 opere che ripercorrono la vita di una delle più grandi donne del ‘600, simbolo di coraggio, libertà ed emancipazione

LE 50 OPERE IN MOSTRA Per la prima volta l’ampia antologica milanese dà spazio all’intera produzione di Artemisia Gentileschi, eccelsa protagonista del Seicento europeo, seguendola nelle sue non comuni esperienze di vita e riscoprendo un’artefice completa, di indubbio talento, che si è espressa in una variegata gamma di temi e generi pittorici.

La mostra, a cura di Roberto Contini e Francesco Solinas, arricchita da interventi scenografici e teatrali di Emma Dante, presenta oltre 50 opere e documenti inediti, e si prefigge di equilibrare i favori a ragione tributati all’eccellente genitore Orazio Gentileschi, presentando al pubblico ogni nodo essenziale e specifico della pittura di Artemisia.

CHI ERA ARTEMISIA – Artemisia nacque nel 1593 a Roma, figlia di quell’Orazio Gentileschi, celebrato in tutta Europa, capace di uguagliarlo in fama e nella pur diversamente orientata passione per la pittura.

  • Roberto Longhi scrisse di lei nel 1916: «l’unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità…»; tuttavia l’artista ha dovuto aspettare oltre tre secoli per vedere riconosciuto dai posteri il suo status di grande pittore.
  • Fino al secondo dopoguerra, infatti, la Gentileschi viene ricordata più per il processo per deflorazione intentato al collega del padre Agostino Tassi – che segnerà dolorosamente la sua vita e carriera – che per i suoi evidenti meriti pittorici.
  • Dai primi anni Sessanta, la vicende della sua vita avventurosa e libera, come la forza espressiva e il linguaggio ricco e fantasioso della sua arte, sono stati oggetto di studi ed interpretazioni da parte della critica femminista: Artemisia diveniva un simbolo di coraggio ed emancipazione, ma la sua eccelsa pittura, ammirata sin dal Seicento e ricercata dai potenti di tutta Europa, era messa in secondo piano.

vedi
Artemisia la "pittora" di Francesca Montorfano

"Sulla tela vendicherò il mio stupro" di Francesca Bonazzoli

Artemisia Gentileschi. La gran pittora che vendicava
le donne coi suoi quadri
di Natalia Aspesi

Artemisia a Palazzo Reale di Milano di Marcella Busacca

Artemisia Gentileschi di Antonella Prota Giurleo

m.m.

.

______________

fino 22 gennaio 2012

Georgia O'Keeffe

Museo Fondazione Roma,
Via del Corso 320, Palazzo Cipolla - Roma

Tutti i giorni 11-20. Chiuso il lunedì

Una grande retrospettiva che intende esplorare il complesso universo dell'artista americana che nel 1920 divenne una delle capofila dell'arte modernista. L'esposizione, suddivisa in quattro sezioni cronologiche e tematiche, ripercorre la vita e la produzione di Georgia O'Keeffe, dai suoi primi dipinti astratti fino agli anni trascorsi a New York e in Nuovo Messico presentando oltre 60 opere.


Dopo lo straordinario successo della mostra su Edward Hopper, la Fondazione Roma rende omaggio ad un'altra icona dell'arte americana del XX secolo: Georgia O’Keeffe.
Per la prima volta in Italia una grande retrospettiva storica intende esplorare il complesso universo dell’artista che, attraverso la visione delle forme naturali e architettoniche del mondo, ha cambiato il corso della storia dell'arte moderna.
Promossa dalla Fondazione Roma, organizzata dalla Fondazione Roma Arte Musei con Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung, Helsinki Art Museum e Arthemisia Group in collaborazione con il Georgia O’Keeffe Museum, la mostra sarà ospitata nelle prestigiose sale del Museo Fondazione Roma, Palazzo Cipolla dal 4 ottobre 2011 al 22 gennaio 2012. Dopo la sede romana l’esposizione si trasferirà a Monaco presso il Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung dal 3 febbraio al 13 maggio 2012 e successivamente a Helsinki presso l’Helsinki Art Museum dal 31 maggio fino al 9 settembre 2012.
Georgia O’Keeffe è fra le più famose artiste d’America. Nel 1920 divenne una delle capofila dell’arte modernista riscuotendo una straordinaria attenzione e un grande successo di pubblico e di critica. La sua produzione è tuttavia poco conosciuta al di fuori dei confini americani e, benchè alcune delle opere dell’artista siano state occasionalmente esposte in Europa, questa retrospettiva costituisce la prima vera occasione per far conoscere al pubblico italiano il lavoro della O’Keeffe.
La mostra, a cura di Barbara Buhler Lynes, presenta oltre 60 opere provenienti dalla Collezione del Georgia O’Keeffe Museum di Santa Fe in New Mexico, che ospita più della metà della intera produzione dell’artista. La rassegna è arricchita da altri importanti prestiti che provengono dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, dalla National Gallery of Art di Washington, dal Whitney Museum of American Art di New York, dal Philadelphia Museum of Art e da prestigiose collezioni private.
In mostra, oltre ai suoi capolavori tra cui 'New York Street with Moon' prestato dal Thyssen-Bornemisza di Madrid esclusivamente per la sede romana dell'esposizione, una serie di fotografie realizzate da celebri fotografi americani come Alfred Stieglitz, Ansel Adams, Arnold Newman e Todd Webb consacrano momenti e luoghi dell’appassionante vita di Georgia O'Keeffe.
Una straordinaria ricostruzione dello studio dell'artista, in cui saranno esposti i suoi strumenti di lavoro e oggetti personali, eccezionalmente prestati per questa mostra, ricreerà l’atmosfera e l’ambiente lavorativo di Georgia O'Keeffe.

 

Georgia O'Keeffe a Roma di Marccella Busacca

m.m.

Segnalazioni artistiche 2011