
Il sito Storie di Donne nell'Arte è curato da Nadia
Magnabosco e Marilde Magni.
Alle attività del sito collaborano:
- Silvana Ferrari - studiosa di letteratura delle donne
- gestisce le rubriche "Grandi
lettrici crescono" e "Scrittrici
in vetrina"
- Marcella Busacca - pubblicista - gestisce la rubrica
"Leggere
e/o guardare"
- Antonella Prota Giurleo - artista e curatrice di
mostre - gestisce la rubrica "Natura
e cultura"
- Micaela Mander - storica dell'arte - gestisce
la rubrica "Visioni
facoltative"
Il sito, nato nel 2002 da un'esperienza di associazionismo femminile
e realizzato grazie alla relazione con il sito Donne
e conoscenza storica di Donatella Massara, vuole testimoniare
la presenza femminile nella storia dell'arte dal punto di vista
specifico di donne che l'arte la praticano. E' uno spazio informativo
e di analisi aperto a chi si pone interrogativi sulle modalità
proprie del femminile nel fare artistico. Per questo accoglie
ragionamenti e riflessioni sulla donna artista che vive e racconta
la sua storia mentre la fa, ben sapendo che la storia dell'arte
raccontata dagli uomini è principalmente una storia di
esclusione. L'Archivio di Documentazione raccolto nel tempo dalle
curatrici, che comprende circa 300 testi italiani e stranieri
sull'arte delle donne, è un prezioso passo in avanti nella
ricostruzione di un percorso per la valorizzazione del fare e
del sapere femminile in campo artistico.
Ma altre ancora sono le strade che il sito vuole percorrere per
affermare il diritto all'arte delle donne, intendendo per arte
l'espressione e la comunicazione del sé attraverso l'immagine
e la parola. Diritto che solo in questi ultimi anni tende ad affermarsi
celermente, in un clima tuttavia di confusione ed incertezza che
sembra talora dimenticare che non si tratta di un diritto dato
ma faticosamente conquistato, e, soprattutto, nient'affatto consolidato,
perchè intrecciato con l'essere donna in un mondo in cui
la violenza sulle donne aggiunge forme sempre nuove o mascherate
a quelle tradizionali e crea pertanto barriere allo sviluppo della
coscienza di sé e all'espressione del proprio desiderio
artistico.
Per questo è importante creare luoghi, anche virtuali,
di valorizzazione e comunicazione del desiderio creativo che,
attraverso le relazioni e il confronto con altre donne sul terreno
della pratica politica, portino a quella conoscenza e consapevolezza
delle proprie potenzialità creative che sola può
portare al cambiamento.