| |
Quintocortile
viale Col di Lana 8 - 20136 Milano - tel. 338. 800.
7617
e-mail : quintocortile @ tiscalinet.it - www.sitart.org/spazi/quintocortile.htm

9 - 22 aprile 2008
ALT - ilcorpoèmio
Testimonianze delle artiste nell'anno delle Signore 2008
Prima esposizione di una raccolta di circa 100
opere realizzate da altrettante artiste sul tema del corpo delle
donne
Nello sconcerto e nell'indignazione che accomuna le
donne in questo momento storico che vede diffusi ed evidenti tentativi
da parte di molti di riportare la condizione delle donne verso una
inaudita regressione, Quintocortile con la collaborazione di alcune
artiste ha dato il via a una serie di iniziative visive-visibili
per riaffermare dei principi che si ritenevano non più discutibili
e per dire basta alle violenze di genere.
La mostra sarà itinerante e in progress. La raccolta di ulteriori
adesioni proseguirà fino a maggio.
a cura di:
Donatella Airoldi, Mavi Ferrando con
la collaborazione di Silvia Cibaldi, Gretel
Fehr, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Antonella Prota Giurleo
presentazione di Donatella
Airoldi
artiste:
Gina Abate, Silvia Abbiezzi,
Annabel Adler, Antonella Affronti, Anna Aurenghi, Roberta Barbieri,
Clara Bartolini, Rosanna Battaiotto, Elisabetta Baudino, Giuliana
Bellini, Rosetta Berardi, Luisa Bergamini, Natalia Berselli, Petra
Bialas, Bicci, Laura Bizzozzero, Maria Elena Borsato, Anna Boschi,
Marina Buratti, Maria Amalia Cangiano, Marilù Cattaneo, Ada
Celico, Silvia Cibaldi, Eleonora Cirant/Elisabetta Pagani, Emanuela
Comparetti, Graziella Contessi, Marisa Cortese, Nicoletta Crocella,
Caterina Davinio, Francesca De Lucia, Mirta De Simoni Lasta, Valeria
Diamanti, Gabriella Di Trani, Fausta Dossi, Maria Teresa Fata, Gretel
Fehr, Giovanna Ferioli, Mavi Ferrando, Lupe Ficara, Monica Fiori,
Giuditta Fontana, Eliana Frontini, Patrizia Gabriele, Renata Galanti,
Ornella Garbin, Silvana Gatta, Anna Rosa Faina Gavazzi, Sabrina
Ghiri, Flavia Girardi, Helene Gritsch, Ornella Guzzetti, Kalamari,
Marisa Keble, Jane Kennedy, Kosty, Grazia Lavia, Patrizia Lonardi,
Veronica Longo, Tania Lorandi, Marilena Maglio, Nadia Magnabosco,
Marilde Magni, Silvia Majocchi, Maddalena Mauri, Elisa Mazza, Libera
Mazzoleni, Elena Menga, Maria Micozzi, Annalisa Mitrano, Patrizia
Molinari, Sara Montani, Oriella Montin, Franca Munafò, Ester
Negretti, Felice Alis Nusselein, Anna Olivares, Laura Oltolina,
Jacqueline Orio, Daniela Pellegrini, Edy Persichelli, Miriam Piccicuto,
Marilisa Pizzorno, Tiziana Priori, Antonella Prota Giurleo, Alina
Rizzi, Serena Rossi, Lucrezia Ruggieri, Marina Sanchez, Evelina
Schatz, Stefania Selmi, Gabi Summa, Micaela Tornaghi, Armanda Verdirame,
Rosanna Veronesi, Maria Grazia Zanmarchi
inaugurazione:
mercoledì 9 aprile alle ore 18
luogo:
Quintocortile, viale Col di Lana 8, Milano
orario:
da martedì a venerdì dalle 17,30 alle 19,30
Alt il corpo è mio
presentazione di Donatella Airoldi
Buonismi sanvincenziali aleggiano oggigiorno sugli attuali novelli
inquisitori che coi fucili spianati e le parole si aggirano per
ospedali e cliniche alla ricerca di donne colpevoli di infanticidio,
d'embrione. Tutto ciò in un momento storico, questo, dove
esiste una mattanza quotidiana di donne, mogli, amanti, compagne,
devastate e uccise sovente dai loro stessi uomini di casa. Donne
vittime per eccellenza quale rito di sangue da fornire, per identificazione
traslata, alle masse maschie orfane di circenses, guerre e roghi
di streghe.
Nelle prime pagine dei giornali, titoli cubitali, descrizioni degli
efferati crimini senza risposta alcuna, neanche sottesa, si leggono
e si guardano le immagini così, semplicemente e puramente,
e in ogni telefilm, anche il più banale, c'è la rincorsa
alla vittima squarciata e, lo si vede dalle inquadrature, già
dalla prima scena si sa come sarà la fine. Sempre donne,
adolescenti e femmine, che senza scampo si vedono nel vicolo buio,
cinepresa ravvicinata, il muro dello scantinato, il corpo esangue
e il rosso che gronda nelle scale.
Bisogna dire basta.
E devono essere soprattutto le donne a dirlo con tutti i mezzi che
hanno a disposizione.
In un mondo tecnologico senza respiro dove vi è qualcosa
che va avanti e molte cose che tornano subdolamente indietro, in
tempi di stringatissimi sms lo storico slogan 'Il corpo è
mio e me lo gestisco io', quanti secoli sono passati?, è
stato rivisitato anteponendogli una brevissima parola che vuole
essere un'aurea inviolabile, che ognuna possa gestire da sé,
decida quanto tenerla vicina o lontana, ma che in caso di necessità
possa essere utile.
Alt: il corpo è mio. Punto.
Un'affermazione certa, precisa, inequivocabile.
Perché le artiste?
Le artiste possono rendere visibile, comprensibile, comunicabile
quello che con le parole a volte è impossibile dire, le immagini,
le fotografie sono percorsi carichi che illuminano il buio e non
incatenano nessuno. Le parole spesso viaggiano con il vento, le
opere si fermano, sono visibili, comunicabili e finché non
si bruciano, certe.
Dopo l'appello che abbiamo lanciato alle artiste siamo state sorprese
dalle tante risposte pervenute, moltissime da giovani, che senza
indugio hanno risposto e creato, come se ad una convocazione di
donne per temi così importanti non si potesse tacere, non
si potesse debordare nel qualunquismo anonimo e rassicurante di
chi non si vuole esporre. E' l'affermazione forte e dichiarata dell'essere
e dell'esserci.
Tutto inizia da qui. Il corpo come possibile messa a nudo, estremo
tentativo e medesimo rovescio, mettere allo scoperto l'organizzazione
mostruosa del reale e tutte le sue incongruenze. Il corpo come mezzo
per sbloccare le forze psichiche dell'inconscio, lasciando ampio
respiro, scatenando conflitti tra desideri e difesa, pulsioni e
tensione psichica. Accade nella realtà, d'un tratto la discesa
negli inferi oscuri, l'incavo, la capacità di sopportare
demolizioni e conflitti, l'annientamento di modelli e immagini,
la capacità di ricostruire o l'impossibilità di poterlo
fare.
Le opere di queste artiste vivono di un'intensità espressiva
contagiosa, a volte trasgredendo dal linguaggio artistico consueto
di chi le ha realizzate in quanto il fulcro di evidenza è
qui il corpo, dipinto, fotografato, scheggiato, assente. Sono cromaticità
forti, molti rossi, gialli ocra. Sono opere in cui scopri una sensibilità
in fase reattiva a vortice acceso, una sottile membrana fragile
e fortissima ad un tempo. Sono corpi quasi inafferrabili, possenti,
grintosi che sfidano gli eccessi e i dolori.
Fotografie di luoghi angusti con corpi impercettibilmente vessati,
con il senso di una violenza invisibile che assorbe il colore nero.
E sono piccole fanciulle con il vestito bianco e gocce di sangue
che si svuotano sui candidi vestiti ricamati. Sono curve-forza di
simultaneità, compenetrazione dei piani e solidificazioni
di ritmi dinamici dove il dolore è penetrante e non trova
finestre chiuse. Collage di immagini e parole, rigenerazione di
matrici e modelli su codici infilati furiosi.
Centoventi opere pungenti, graffianti, astratte, sature di una luminosità
umida, un insieme trasparente e cromatico, percettibile di solide
avvertenze con varietà espressiva, in tocchi rapidi, silenziosi
ed urlanti, con costruzioni tridimensionali di senso, fatica ed
etica che misurano 21x15 centimetri con la profondità di
quattro millimetri ciascuna.
Lucida visione, non contemplativa di ritratti, nudi, spaccati di
donne con una gravità precisa che vogliono denunciare.
E' l'Alt urgente sprigionato e tramandato dalle opere di tante artiste
che non vogliono tacere.
"Viene l'ora che non si implora più, le labbra che hanno
a lungo domandato s'accorgono che è vana la preghiera. 'Non
devi' è una spada più pietosa che non l'invito di
un Dio deludente. Ripassa discepolo." (Emily Dickinson)
tutte le opere saranno pubblicate su questo sito (le opere pervenute
dopo il 2 aprile potranno essere scannerizzate e inserite solo al
termine della mostra)
Opere delle artiste giè inserite:
A - B - C
D - E - F - G
H - I . J - K - L - M
N - O - P - Q - R
S - T - U - V - W - X -
Y - Z
|