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Movimenti di democrazia :: resoconto della conversazione con blogger e gruppi di scrittura collettiva sulla libertà di espressione sul web

Scritto da Redazione on .

Il 23 aprile 2013 si è svolto (@ Centro delle donne di Bologna) un incontro / conversazione con blogger, attivist* digitali e gruppi di scrittura collettiva che hanno trovato libertà di espressione e presa di parola pubblica nel web. Ha partecipato chi, in questi anni, ha contribuito a costruire l'internet italiana, partendo da narrazioni e mobilitazioni per i diritti civili, la valorizzazione del genere e la partecipazione attiva della cittadinanza. La Rete è un “bene comune” e, come tale, esprime una progettualità complessiva che permette alle sue applicazioni di evolvere e di modificarsi adattandosi ai sistemi locali (regionali e nazionali), attivando spesso una trasformazione reciproca. La tecnologia non è né buona né cattiva, ma non è sicuramente neutra e la domanda a cui le/i partecipanti hanno cercato di rispondere è: quale forma di rappresentanza politica e quale forma di governo e di governance dei territori saprà esprimere?

Si ricorda che il secondo appuntamento del ciclo Movimenti di democrazia - Scenari digitali autogestiti è in programma per giovedì 13 giugno ore 18-20 presso il Centro delle donne - via del Piombo 7 - Bologna (evento su women.it: tinyurl.com/my9kysf evento facebook: www.facebook.com/events/160559520792570/

Estratto video dell'incontro (a cura di Emanuela Cameli e Federica Fabbiani):
(disclaimer: per ragioni tecniche, il video riporta solo la prima parte dell'incontro con gli interventi di Marzia Vaccari, Leda Guidi e Valentina Bazzarin)

Movimenti di democrazia :: conversazione con blogger e gruppi di scrittura collettiva sulla libertà di espressione sul web from Server Donne on Vimeo.


Resoconto per interventi dell'incontro (a cura di Emanuela Cameli e Marzia Vaccari):

Marzia Vaccari introduce e apre la conversazione, focalizzando l'incontro attorno ad alcune questioni all’attenzione di chi ha cuore la democrazia della Rete. I recenti esiti elettorali della politica nazionale italiana, forse per la prima volta in Italia, hanno mostrato come la complessa inter/azione delle persone e degli oggetti digitali configuri una forma innovativa di “realtà aumentata”. Secondo Marzia, il M5S e il suo fine ideologo tecnologico (titolare della Casaleggio Associate) hanno dimostrato di muoversi con molta abilità in questa nuova scena della politica completamente innervata dalle specie digitali. Ne è un esempio l’utilizzo di una forma comunicava di tipo tecnologico che orienta e mappa il paesaggio digitale della politica italiana. In questo modo, Casaleggio e compagni, hanno ridefinito il territorio elettorale, creando una sorta di elettorato “virtuale” che si è sovrapposto e si ricomposto con quello reale, cortocircuitando i sondaggi, creando forme di condivisione e consenso inusuali per i media maistreaming. Ed ora, sottolinea, i media mainstream – in perenne contrapposizione ai media alternativi - stanno tentando di demonizzare questi ultimi. Ritiene che la Rete sia stata, e lo sia tutt’ora, il più potente mezzo per dar voce a chi non ce l’ha. Certo ha reso superfluo e anacronistico il messaggio mediatico dei tradizionali mezzi utilizzati in campagna elettorale e, fatto ancora più importante, ha mostrato come si possano conquistare una larga fetta dell’elettorato attraverso forme nuove di organizzazione della politica. Sembra che l’organizzazione politica tradizionalmente intesa sia definitivamente tramonatata . L’ass.Orlando e i femminismi hanno da tempo posto la questione di quali condizioni necessita lo spazio pubblico per dirsi veramente rappresentativo di uomini e donne, ma anche degli appartenenti ad altre etnie e ad altre generazioni della vita. ServerDonne e Cercatrice di Rete, artefatti tecnologici di una pratica politica digitale femminista, hanno permesso di sviluppare una diversa narrazione delle ICT e del loro impiego. Ora è tempo di riflettere insieme sulle nuove possibilità aperte dai nuovi media e pone, ai partecipanti due domande aperte:
1- in una società che vive un contesto di realtà aumentata vi è ancora la necessità della delega politica? se sì quale nuova forma della rappresentanza politica può assumere?
2- di fronte alla pretesa oggettività della tecnica, pensate che la rete e la tecnologia siano neutrali? se no quali pratiche politiche digitali mettere in atto per contrastare le nuove forme di egemonia culturale derivate dall’universalismo acritico della Rete?

Leda Guidi: Impossibilità di una neutralità della rete e della tecnologia.La delega politica non può sostituirsi alla delega della rete, ma solo cambiarla e influenzarla.

Valentina Bazzarin: Predominio delle competenze personali e dei movimenti collettivi, sul riconoscimento individuale e di ruolo.Le competenze e il saper fare dovrebbero esser messe al servizio di più cause, con l'obiettivo di allargare la rete: dall'attività di un like alla partecipazione integrata delle dinamiche di comunicazione tecnologica, postando, aderendo e intervenendo attivamente alla vita del web, e in particolare ai movimenti sociali di indignazione. Il grillismo si inserisce in questo contesto e trova la sua vittoria nell'aver colto al momento giusto la voglia di indignazione di molte fasce sociali.

Marco Trotta: Parte con una nota biografica: “da adolescente ho cominciato a fare l’informatico perché mi permetteva di risolvere dei problemi!” è con la medesima filosofia che ha gestito e realizzato progetti. Sottolinea la non-neutralità degli impieghi della Rete e nella sua esperienza di medi-attivista è convinto che non sostituirà la “delega” ma sicuramente modificherà i modi di fare politica.

Gruppo di scrittura Ippolita: Assume una posizione critica rispetto alla neutralità della Rete ma rilancia sulle pratiche politiche digitali ponendo la domanda: “quale liberazione tecnologica alla luce dei nuovi paradigmi?” che secondo loro sono improntati al dominio e all’egemonia culturale. Viene sottolineato che il maggiore sviluppo dell'autonomia individuale e personale nell’uso delle proprie macchine; è l’approccio corretto, per poter pervenire a possibili risposte ai quesiti posti nell’introduzione. Inoltre, si dovrebbe intrattenere rapporti positivi con le macchine, ottenibile solo attraverso una conoscenza più approfondita degli artefatti tecnologici. Diventando più consapevoli, facendoci delle domande, ad esempio: da dove proviene la gratuità di facebook e google? Solo la conoscenza degli strumenti che si utilizzano permette la possibilità di difendersi da essi, tutelare la propria privacy o il proprio diritto a una navigazione "pulita" da pubblicità (vedi l’utilizzo del plugin di firefox adblock plus).

Jacopo Anderlini: La neutralità nella tecnologia non esiste.. Partendo dal testo "Valutare e punire" di Valeria Pinto, vorrebbe intraprendere pratiche e fare proposte per portare allo scoperto le tecnologie invisibili, la rivoluzione silenziosa che sta cambiando il significato della conoscenza nella “società della conoscenza”. La «cultura della valutazione», i dispositivi attraverso i quali le istituzioni statali, da qualche anno a questa parte, giudicano l’istruzione pubblica e la ricerca universitaria, attribuendo, o più spesso tagliando, risorse e finanziamenti in nome di criteri ‘oggettivi’. Descrive e propone il Social rintracciabile al https://we.riseup.net/: un social network USA che nasce come un progetto basato sui contenuti e non sulla “falsa gratuità” dei nuovi coloni della Rete.

Emanuela Vita insiste sulla necessità di condividere competenze e di fare networking, quale migliore via per contrastare l’egemonia culturale.Descrive la sua interessante esperienza di “progettista e conduttrice di progetti UE”; specializzata in gender studies tra l’Italia e Berlino, si è occupata di culture giovani e consumi culturali nei paesi socialisti dell’est Europa. Sta sviluppando, da una sua idea, il progetto “La città delle donne” che prevede la realizzazione di una rete di narratrici europee e di un prodotto di editoria digitale che ha l'obiettivo di far emergere e valorizzare lo sguardo femminile sulle città europee.

Antonella Beccaria, nella sua lunga attività giornalistica a forte impegno sociale, ribadisce come e quanto sia importante la Rete per i processi di svelamento che può mettere all’opera. L’informazione libera e consapevole è alla base di qualsiasi delega politica. Antonella che ha pubblicato di recente Anonymous. Noi siamo legione (Aliberti editore), ha raccontato di come il gruppo utilizzi i servizi digitali per garantire la libertà di espressione. La Rete permette una forma di lotta da nuovo millennio che ha finito per colpire sette religiose, corporation, partiti reazionari e dittature mediorientali.

E’ seguita una vivace e lunghissima discussione con il pubblico. Da segnalare la “qualità” degli interventi del pubblico e la richiesta, di molte e molti, di dare continuità all’iniziativa per poter approfondire i temi emersi.

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