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Lettera di protesta contro la nuova campagna del Gruppo Hera

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Riceviamo e diffondiamo una lettera di protesta rispetto ai contenuti della nuova campagna Hera.

La nuova campagna del Gruppo Hera: la passione per l’eccellenza, l’eccellenza della passione

Come rappresentare sinteticamente l’identità di un’azienda che eroga ben quattro servizi diversi? Esiste un’immagine che possa raccontarceli tutti, facendo apprezzare concretamente la misura nella quale essi sono determinanti per la vita delle persone? E cos’è, davvero, Hera?

A queste e altre domande risponde la nuova campagna istituzionale del Gruppo, che dal 12 aprile racconta a tutto il territorio l’identità della nostra azienda. Si tratta di un racconto nuovo, originale, con il quale il Gruppo Hera - grazie alla collaborazione con la famosa pubblicitaria Annamaria Testa - vuole parlare al cuore delle persone, qualificandosi come soggetto emotivamente coinvolto nel loro futuro. Di qui la scelta del neonato, evocazione di tutti i migliori futuri possibili, attorno al quale i servizi di Hera si distribuiscono come diversi momenti di una cura amorevole, che ne aiuterà la crescita e lo sviluppo.

La nuova campagna radica dunque la natura dei nostri servizi nella natura delle persone a cui sono rivolti, evidenziando l’intimo nesso in virtù del quale la prima “coccola” e “tiene in grembo” la seconda. L’energia elettrica, allora, diventa fonte di quella luce che schiude al bimbo la conoscenza e la visione del mondo; analogamente, la fiammella del gas si esprime in quel calore di cui il suo pancino ha tanto bisogno.

Perché "tutti - come recita lo slogan della campagna - hanno bisogno di Hera". Anche l’acqua, passando dal biberon, si stacca dai contesti ingegneristici della sua gestione e si riconnette alla vita che se ne giova, al momento in cui è bevuta, ritrovando una purezza coerente con l’innocenza del bambino. Parentesi umoristica (ma non meno importante!) sui rifiuti, il cui trattamento - mediato dal pannolone - suggerisce il gesto materno della madre, che sul fasciatoio cambia e ripulisce il proprio bambino.

Con il sorriso del neonato, insomma, il Gruppo Hera entra in una fase nuova della propria comunicazione, caratterizzata da toni caldi, contesti emozionali, messaggi chiari e precisi. Prepariamoci dunque a un bagno di colori, a una campagna che sorprenderà tutto e tutti, animando le nostre città e le nostre strade con un modo inedito di dire "Hera".

Queste le motivazioni che hanno portato il gruppo HERA a sceglier un neonato. (last access 26/04)

Ritengo che la foto e le motivazioni della campagna di Hera siano inaccettabile in quanto comunicano una serie di messaggi errati e distorti.

Sicuramente un neonato ha una serie di bisogni, ma le risposte date dalla foto sono errate o distorte:

BISOGNO DI LIQUIDI : Un neonato ha bisogno sicuramente di liquidi, ma non certo di acqua attraverso un biberon, un neonato ha bisogno del latte materno !

NECESSITÀ DI SMALTIRE I RIFIUTI : Un neonato ha sicuramente bisogno di smaltire i rifiuti, ma non necessariamente attraverso un iperinquinante superpannolone !

NECESSITA’ DI CALORE : Un neonato ha sicuramente bisogno di calore, ma non di certo quello di un fasciatoio, necessita di attenzione in quanto dissipa calore e quindi va tenuto vestito ma cosa più importante ha bisogno del calore che gli trasmettono i genitori !

NECESSITÀ DI LUCE : Un neonato ha bisogno di luce, ma certo non quella di uno studio fotografico, ma di quella naturale !

Lo stile della campagna dimostra una estrema superficialità nell’affrontare i problemi comunicativi assumendo acriticamente un modello stereotipato di presentare la nascita.

Per tutte queste ragioni ritengo che si debba chiedere ad Hera di bloccare la campagna.

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