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Omaggio a Simone Weil: Venezia salva. Recensione di Pia Brancadori

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Evento collaterale alla Biennale d’arte ’09 di Venezia. La Mostra è curata da Vittoria Surian, in collaborazione con Carla Turola, Stefano Cecchetto, Lidia Panzeri.

Omaggio a Simone Weil: Venezia salvaAncora toccata dalla emozione, peraltro condivisa con l’amica che mi accompagnava, vorrei segnalare e raccomandare a chi si trovi a passare da Venezia, o nei suoi dintorni, la mostra “Venezia Salva. Omaggio a Simone Weil” visitabile fino al 20 settembre, nel bello spazio dei Magazzini del Sale alle Zattere.

Raccolta di “opera-cahiers” di artiste italiane, chiamate a cento anni dalla nascita di Simone Weil ad operare alla luce del suo pensiero, in particolare del testo “Venezia salva” (ed. italiana Adelphi, a cura di Cristina Campo) in cui Simone Weil distillava – nel suo modo speciale – il lavoro della coscienza e la trascendenza possibile dell’arte o l’insegnamento della bellezza (come sottolinea peraltro in un indimenticabile passo dei Cahiers, a proposito di “lettura” “lavoro” “rapporto io- mondo”. Vol.I, pp230-32, Adelphi ‘82).

Oltre le ragioni della forza, del potere, del dominio (“… gli uomini d’azione e d’avventura sono dei sognatori; preferiscono il sogno alla realtà. Con le armi essi costringono gli altri a sognare i loro sogni. Il vincitore vive il proprio sogno, il vinto vive il sogno altrui…”) un uomo, Jaffier, si lascia prendere dall’attenzione del reale, vede Venezia, se ne fa toccare e la salva...La coscienza della bellezza che affiora inaudita in Jaffier (il traditore, nel racconto di guerra, potere e forza) salva Venezia dalla distruzione, nella tragedia iniziata a scrivere nel ’40 (sulla base della cronaca storica “Coniurations des Espagnoles contre la Republique de Venise”), lavorata, appuntata e non finita da Simone Weil che muore nel ’43.

Le artiste coinvolte, tutte presenti in precedenti esposizioni della Biennale di Venezia dalla seconda metà del ‘900 ad oggi, hanno realizzato ciascuna il proprio lavoro ispirato ad una frase o ad un passo del testo weilliano: Karol Rama. Maria Bernardone, Maria Lai, Valentina berardinone, Marilena Sassi, Mirella Bentivoglio, Elisa Montessori, Anna Torelli, Cloti Ricciardi, Lidia Puglioli, Gabriella Benedini, Fausta Squatriti, Lucilla Catania, Chiara Diamantini, Sara Rossi, Carla Accardi, Monica Bonvicini, Sara Campesan, Ida Barbarigo, Lucia Marcucci, Amalia Del Ponte, Giosetta Fioroni, Liliana Moro, Paola Gandolfi, Irma Blank, Renata Boero.
Le varie narrazioni, nei diversi materiali e poetiche, esposte in pagine si raccolgono ciascuna in un libro da sfogliare, o partitura da vedere, ascoltare, attraversare. In copia unica.

Accompagna l’esposizione una brochure esplicativa (ed. Eidos) che, oltre ai crediti, ai dettagliati materiali informativi e le ragioni delle curatrici, è arricchita da una apertura di Gabriella Fiori, sapiente studiosa italiana di Simone Weil e un fondo di Luana Zanella, ora assessora alla Produzione culturale, relazioni comunitarie e internazionali e Centro Pace del Comune di Venezia.

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