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Disponibile alla Biblioteca Italiana delle Donne il bollettino bibliografico sul tema Madri e Figlie

on .

Il Comune di Bologna - Quartiere Porto, la Biblioteca "J.L. Borges" in collaborazione con la Biblioteca Italiana delle Donne presentano La pubblicazione MADRE/FIGLIA (Testi, Contesti, Pretesti).

Frutto della collaborazione tra la Biblioteca Borges e la Biblioteca Italiana delle Donne questo Bollettino bibliografico tematico sul rapporto Madre/figlia raccoglie l'insieme della produzione editoriale recente e meno recente posseduta dai rispettivi cataloghi, provenienti da diversi ambiti disciplinari.

I suggerimenti bibliografici sono accompagnati da saggi critici ad opera di studiose con competenze differenti, ma con una speciale attenzione ad una visione di genere, utili a fornire una guida di lettura sia per chi fa ricerca, sia per chi ama leggere.

Il Bollettino è reperibile presso la Biblioteca Italiana delle Donne, in Via del Piombo 5 a Bologna (Tel. 0039 051 4299411).

Dalla Copertina

Comune di BolognaCoordinamento, impaginazione e cura : Antonio Napoletano

Presentazione di:
Sergio Palmieri
Simone Dal Fiume

Interventi di:
Claudia Candolo
Marianna Bolko
Ildo Tumscitz
Patrizia Brunori

Madri/figlieBibliografia tematica dal catalogo della Biblioteca “J.L. Borges” e della Biblioteca Italiana delle Donne di:
Annamaria Tagliavini
Olga Pignatelli
Antonio Napoletano
Giancarlo Bolsi
Pasquale Schiariti
Antonio Della Libera
Linkografia essenziale di:
Pasquale Schiariti
Olga Pignatelli

In Appendice:
Paradossi della maternità e costruzione di un’etica femminile
di: Silvia Vegetti Finzi
Seduzione del padre, seduzione della madre
di: Francesca Molfino
La relazione terapeutica donna/donna
di: Anna Cotugno

Dalla Rete:
Delle donne e di altre rivalità ai tempi delle favole
di: Federica Fabiani
Specchio delle mie brame
di: Simona Argentieri
L’identità di genere, la bisessualità e il ruolo del padre nelle fasi preedipiche dello sviluppo
di: Silvio Zucconi

Dalla quarta di copertina:

Volto. Il volto è una rivelazione, incompleta e passeggera, della persona. Nessuno ha mai visto direttamente il proprio volto; lo si può conoscere soltanto riflesso nello specchio. Il volto non è dunque fatto per se stessi, ma per l’altro, o per Dio; è un silenzioso linguaggio. E’ la parte più viva, più sensibile (sede degli organi dei sensi) che, nel bene e nel male, presentiamo agli altri; è l’io intimo parzialmente denudato, infinitamente più rivelatore di tutto il resto del corpo. Come dice Max Picard, “ non è senza turbamento che si guarda un volto, poiché esso esiste innanzitutto per essere guardato da Dio. Guardare un volto umano, è come voler controllare Dio...E' soltanto nell'atmosfera dell’amore che un volto umano può conservarsi tale quale Dio lo creò, a sua immagine. Se non è circondato da amore, il volto umano si irrigidisce e l’uomo che l’osserva ha allora davanti a sé, invece di un vero volto, soltanto la materia senza vita, e tutto ciò che egli scorge in quel volto è falso”. Per comprendere un volto ci vogliono attenzione, pazienza, rispetto, insieme all’amore. Si avvilisce un volto analizzandolo senza amarlo; è come distruggerlo. Il volto è il simbolo di ciò che vi è di divino nell’uomo. Il volto, simbolo del mistero, è come una porta sull’invisibile di cui si è perduta la chiave...ll volto simboleggia l’evoluzione del vivente dalle tenebre alla luce...E’ la qualità della loro irradiazione che distinguerà i volti angelici da quelli demoniaci. La fronte del diavolo è nascosta da linee orizzontali profonde e da corna che l’offuscano. Quando il volto non esprime alcuna vita interiore, è soltanto una protesi, una maschera elastica.

Bocca. L’aspetto lacerante, divorante della Grande Madre. Simboleggia anche l’ingresso dell’oltretomba o il ventre della B a l e n a...Aprire la bocca equivale all’emanare un giudizio, al potere della parola...

Occhi. Il più importante organo di senso, simbolo della percezione sensibile, a volte sovrannaturale e della conoscenza, capace di inviare bagliori di forza spirituale.

Orecchio. Parte del corpo simbolicamente importante e, sin dall’antichità, stimata come sede della memoria. Associato alla spirale, alle spirali del guscio di una conchiglia e al sole; ciò spiega l’idea, altrimenti bizzarra, della nascita dall’orecchio; infatti la conchiglia è un simbolo della nascita correlata alla vulva, e talismano che contribuiva a facilitare il parto. L’orecchio sente il della creazione ed è così associato al soffio vitale. Nel simbolismo egiziano l’orecchio destro riceve il e quello sinistro il . Dai primi tempi del Cristianesimo veniva rappresentato come la dimora del concepimento di Gesù, di come il Verbo è entrato in Maria attraverso l’orecchio. Nell’arte cristiana lo Spirito Santo è talvolta rappresentato sotto forma di colomba che entra nell’orecchio della Vergine Maria.

Orecchini. Ornamento del lobo dell’orecchio utilizzato fin dall’antichità . In vari paesi arabi, gli orecchini hanno un riferimento sessuale, in particolare all’organo genitale femminile.

Perla. Simbolo lunare legato all’acqua e alla donna; l’essenza della luna; ciò che controlla le maree; l’embrione; la vita cosmica; l’essenza divina; il potere della Grande Madre di dare la vita; il principio femminile dell’oceano; ciò che riluce di per sé; iniziazione; la legge nella vita cosmica; giustizia. Si credeva che la perla si formasse dopo che il fulmine era penetrato nella conchiglia; perciò era considerata come l’unione di fuoco e acqua, forze entrambe fecondatrici, ed era simbolo di nascita e rinascita; fertilità. Simboleggia anche innocenza, purezza, verginità, perfezione, umiltà e una natura riservata. E’ il simbolo essenziale della femminilità creatrice.
Il simbolismo sessuale della conchiglia le comunica tutte le forze che esso implica; infine la rassomiglianza tra la perla e il feto le conferisce delle proprietà generatrici e ostetriche; da questo triplice simbolismo:Luna-Acqua-Donna, derivano tutte le proprietà magiche della perla: medicinali, ginecologiche, funerarie... E’ il Terzo Occhio di Siva e del Buddha, ed è la cristallizzazione della luce; saggezza trascendente; illuminazione spirituale; coscienza spirituale...La è il ;...Con i cristiani essa finisce per significare il mistero del trascendente reso sensibile, la manifestazione del Dio nel Cosmo. Salvezza; Cristo il Salvatore; il Verbo di Dio; il battesimo; la gnosi nascosta necessaria per la salvezza; la , per la quale l’uomo deve tuffarsi nelle acque del battesimo e affrontare pericoli. E’ anche simbolo di concezione verginale, di purezza, di grazia spirituale. Per lo gnostico è La Caduta e la successiva salvezza. Per l’antichità classica: Amore e matrimonio, emblema di Venere/Afrotide; la , che sorse dalle acque….Essa rappresenta la sublimazione degli istinti, la spiritualizzazione della materia. Essa assomiglia all’uomo sferico di Platone, immagine della perfezione ideale delle origini e dei fini dell’uomo. Perfezione non data, ma acquisita attraverso una trasmutazione. Nella simbologia orientale dei sogni, la perla si interpreta come il bambino o anche come la donna o la concubina.

Turbante. Gloria; la gloria del sole. Nell’Islam equivale alla corona e al diadema e simboleggia autorità spirituale. Tra gli Ebrei, il turbante bianco dei Leviti rappresentava la luna piena, il serpente sinuoso del dio della luna (Levi significa ). Il turbante era un accessorio popolare in Europa già nel XV secolo, all’epoca delle guerre contro i Turchi.

Errata corrige:
Dalla Copertina: Gianna Candolo e non Claudia Candolo
Federica Fabbiani e non Federica Fabiani

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