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Senza fissa dimora di Giovanna Grignaffini

on .

Dai luoghi chiusi e asfittici delle piccole comunità femminili (carcere e collegio su tutti) alla piena luce della città e del deserto. Dal posto fisso di insegnante, irrigidito in una relazione di fascinazione e dipendenza tra allieva e maestra, alle molteplici tipologie di relazioni e mestieri che occupano la scena contemporanea : impiegate, manager, operaie, artiste, infermiere. Quanta strada ha fatto la rappresentazione della lesbica al cinema? E, soprattutto, quali luoghi comuni ha dovuto attraversare e ribaltare?

Domanda affascinante e dal finale quasi scontato. Perché va da sé che, al cinema – potente operatore dell’immaginario sociale – quella della rappresentazione della lesbica è una storia prima di espiazione e poi di redenzione, prima racchiusa nel tragico orizzonte del destino e della colpa e poi affidata al volo leggero delle differenze e della libertà. Una storia a lieto fine, dunque?

Senza nessuna fretta di giungere immediatamente al finale, lasciamocela raccontare con calma, questa storia, da Federica Fabbiani che ha appena ultimato il suo Visioni lesbiche, edito da 40k. E assaporiamone ogni passaggio. Perché Federica Fabbiani ci propone una traversata del cinema lesbico, dagli anni trenta ad oggi, densa di cultura, passione e competenza. Traversata parziale e documentatissima, “in soggettiva” potremmo dire, concentrata intorno alle storie d’amore e alle sue figure, ma attenta anche a cogliere tutte le implicazioni del linguaggio cinematografico. E le sue progressive contaminazioni con altri linguaggi e altri media.

Così mentre la trama del libro dipana il progressivo slittamento dal sentimento della vergogna a quello dell’orgoglio, mentre le ragazze lesbiche si tolgono l’uniforme e vanno dappertutto, affiora potente la questione centrale del libro, legata al tema del desiderio lesbico, e implicata con quel particolare tipo di desiderio che al cinema si chiama voyeurismo. E giunge, inevitabile, la scoperta e la domanda finale del libro : scoperta di un nuovo e forse imprevedibile desiderio di conformismo, domanda circa il valore e il ruolo da dare a questo desiderio atipico.

Finale aperto, e, come si conviene, lasciato alla libertà di chi legge e guarda. Ma, resta l’impressione che Federica Fabbiani non veda all’orizzonte nuove uniformi e un’accogliente casa comune ma molteplici individualità. Senza fissa dimora, ma sempre in rete.

Link: Scheda del libro Visioni lesbiche

Commenti   

 
blunina
0 #2 blunina 2013-04-18 10:04
e come tutti i desideri,quello lesbico che è una delle tante manifestazioni della forza del magico, dello sconosciuto e del misterico, non può essere normato e rappresentato dalla legge. Si! Giovanna, sono con Federica nel fuggire nuovi uniformi sono invece ostinatamente alla ricerca di dimore in rete.
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pia brancadori
0 #1 pia brancadori 2013-04-17 20:40
:D :lol: :-)
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