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Besame mucho - a journey into the mind of the abuser - sostieni la produzione del documentario

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa di Besame mucho, un documentario sulla figura dell'abuser, che ha adottato la scelta del finanziamento collettivo dal basso per la sua realizzazione. Si può donare (anche un euro), parlarne, organizzare eventi sul tema e dare visibilità al progetto.

Sinossi
Besame Mucho è un documentario incentrato sulla figura dell'abuser, dell’uomo che per trovare e mantenere un proprio equilibrio ha bisogno di andare a scapito della propria compagna, abbassandone l’autostima, limitandone la libertà, facendole del male fisico, umiliandola. Un mostro, sembrerebbe.
Questa spiegazione ci sembra troppo semplicistica, nessun bambino nasce abuser, lo diventa crescendo per via di storie familiari disfunzionali, ma anche di pressioni sociali alle quali non riesce a fare fronte.

Un abuser solitamente è una persona insicura, con un livello di autostima molto basso, che non raggiunge l’immagine che pensa di dover sostenere. Solitamente si presenta come un principe azzurro - nessuno è abuser al primo appuntamento - anzi, il primo appuntamento sembra un modello da favola tradizionale; l’abuser ti travolge con una carica di amore assoluto e avviluppante che diventa risucchiante in pochissimo tempo. La neo fidanzata viene travolta da offerte d’amore assoluto, attenzioni continue, gentilezze, pensieri costanti. Ed è questo ciò che l’abuser chiede in cambio: un amore sconfinato e bulimico, insaziabile, assoluto, sconfinato, impossibile da soddisfare.

La violenza nasce lentamente, con piccole manovre manipolatorie, con richieste di piccole rinunce come ad un vestito giudicato appariscente, all’uso del rossetto, a un cinema con le amiche, queste richieste diventano sempre più frequenti e poi diventano proibizioni.
E’ la teoria della rana bollita, dove il fuoco viene alzato a poco a poco per far si che la rana non fugga via spaventata dal calore ma vi ci si adatti fino a cottura.
Ciò di cui ha bisogno l’abuser è un controllo assoluto, sui pensieri, sulle azioni, su i desideri di chi gli è a fianco, ne ricerca ossessivamente l’attenzione e presenta tutto questo come affetto.

Intenti
Col documentario vogliamo tracciare un ritratto di questa patologia e cercare, possibilmente, delle spiegazioni a questo fenomeno, cercare di entrare nei percorsi mentali dell’abuser, per capirne il fenomeno.
Intervisteremo una terapeuta che si occupa di violenza domestica, un avvocato, un rappresentante del dipartimento domestic violence della NYPD, chiedendo di trac- ciarci un profilo psicologico, legale e di comportamento dell’abuser.
Intervisteremo Noam Chomsky chiedendo di decostruire il concetto di abuso verbale e di spiegare come la parola possa divenire un arma contundente. Lo storico gruppo femminista di Boston che si occupa dagli anni ’70 dei problemi di genere domandando provocatoriamente cosa sia andato storto nel (sacrosanto) movimento femminista se questo problema lungi dall’essersi risolto si è invece esacerbato.
Parleremo con il ministro del Judson Memorial di New York, impegnato nel sociale, nel politico e nella difesa dei diritti umani e un rappresentante di UN Woman, il dipartimento delle Nazioni Unite che si occupa dei diritti e dei problemi delle donne nel mondo.
Faremo delle interviste al dipartimento di studi di genere dell’Università di Berkeley in California che affronta il soggetto in termini di internazionalismo.

Altre interviste verranno fatte al Women’s building di San Francisco che riunisce diverse anime sotto uno stesso tetto per occuparsi della salute sociale delle donne.
Intervisteremo associazioni e gruppi di uomini che lottano contro la violenza sulle donne e che ci parleranno dell’identità maschile, che è meno semplicistica e più fragile della sua rappresentazione.
E’ nelle nostre intenzioni intervistare lo staff di Joe Biden, che si è occupato della legislazione in tema di violenza domestica dai primi anni ’90 scrivendo il Violence Against Woman Act.
Ma più di tutti intervisteremo degli uomini, ex abuser, che hanno intrapreso un per- corso terapeutico che li ha portati alla consapevolezza ed alla risoluzione del problema con se stessi prima che con la propria compagna e questa è la parte più impor- tante del nostro documentario perché quello dell’abusing non è un meccanismo irreversibile, ma un disordine mentale che può essere riordinato, non un cancro letale che non lascia scampo. Questo problema non potrà sparire – perché è interculturale, trasversale, riscontra- bile in ogni classe sociale e, con diverse sfumature, ad ogni latitudine – se non se ne comprendono le cause.

Besame Mucho è nato in rete
Io e Roberto ci siamo conosciuti tramite Twitter. Tutta l’elaborazione del documentario è stata fatta per lo più con un oceano di mezzo, utilizzando Skype, sempre connessi. Ci è sembrato naturale pensare ad una produzione con Kickstarter per molte ragioni diverse.
Innanzitutto non avere un unico produttore è rinfrescante e liberatorio. Ho parlato con due produttori classici ed entrambi erano interessati a produrre Besame Mucho a patto di mostrare donne in lacrime, che mostrano i lividi freschi, a patto di lavorare con tempi biblici, a patto di abbassare le pretese, insomma: a patto di fare un altro documentario.

Noi preferiamo avere tantissimi produttori. Dover rispondere ai soggetti che ci finanzieranno direttamente ci piace di più che dover limare qua e là per rientrare in uno schema di prevedibilità narrativa e di contenuti che non condividiamo.
Oltre questa, che sarebbe già una ragione sufficiente, fare una produzione di questo tipo ci porta immediatamente a confrontare la nostra idea con la realtà. Se non si riesce a spiegare a più persone quello che si vuole realizzare, sarà difficile che lo si realizzi. La rete ci dà la possibilità di essere indipendenti e di lavorare velocemente, senza far invecchiare l’idea nei nostri cervelli, ci da la libertà di realizzare ciò che abbiamo chiarissimo in mente e che se dovesse cambiare in corso d’opera non sarà stravolto e più di tutto non cambierà per nessuna imposizione aliena.
Il nostro budget sarà trasparente, tutti quelli che ci lavoreranno saranno pagati, continueremo a fare a turno orari impossibili per far coincidere le nostre presenze su Skype e a schiacciare ogni giorno più tasti di Stravinsky per spedirci aggiornamenti in tempo reale, nessuno ricoprirà un solo ruolo ma almeno tre a testa.
Come idea di produzione ci sembra la migliore auspicabile.

Sostegno
Di seguito elenchiamo i molti modi in cui è possibile sostenere Besame Mucho.
Donare: donazioni da un 1 dollaro (meno di 1 euro) in su sulla piattaforma Kickstarter.
Parlaterne: parlatene su i vostri social media, i vostri blog, sposate il progetto e fatelo vostro, spingetelo, linkare la nostra pagina Kickstarter e il nostro sito. Seguiteci su Twitter e Facebook. Usate il logo di Besame Mucho sul tuo sito/blog. Benefit: organizzate un benefit: noi vi aiuteremo, anche da remoto. Se uno di noi tre sarà in loco presenzierà all'evento altrimenti lo faremo via Skype. Qualsiasi somma verrà raccolta e versata su Kickstarter o sul conto associato a Besame Mucho. Per noi sarà un aiuto importante.
Stampa: intervistaci, parla di Besame. Più visibilità avremo più sarà facile per noi raggiungere la somma che ci serve per portare a termine il progetto. Se sei un personaggio pubblico: parla di Besame, se ne parlerai tu sui tuoi social media avrà un effetto diverso. Dacci una tua foto da pubblicare sul nostro sito con due righe di spiegazione sul perché pensi sia importante realizzare questo documentario.

Il promo su Kickstarter:


Info:
Redazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Website: www.besamemucho.cc/it
Facebook: www.facebook.com/besamemuchodoc
Twitter: twitter.com/BesameMuchoDoc
Kickstarter: www.kickstarter.com/projects/1807484358/besame-mucho-0

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