Utilizzando il nostro sito web, si acconsente all'uso dei cookie anche di terze parti.


Modena, un festival maschilista. Perché Michela Marzano è andata? Di Angela Azzaro

on .

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo di Angela Azzaro pubblicato sul sito del settimanale Gli Altri.

Davanti al programma del Festival della filosofia in corso da venerdì, per tre giorni, a Modena, Carpi e Sassuolo mi sono attardata non poco. Non riuscivo a credere che i numeri della presenza femminile fossero quelli che si vedevano a primo acchito. E così ho contato e ricontato, anche perché più leggevo e rileggevo, constatando che le donne e la filosofia non vanno d’accordo, più mi veniva il forte sospetto di non essere in grado di contare in quanto attività legata alle capacità raziocinanti che, dall’impostazione della celebre manifestazione, parrebbero negate alle donne. Alla fine di questo stancante viaggio tra i grandi nomi della filosofia il conto non è cambiato. Tre erano e tre sono rimaste le donne che sono state invitate al festival. Per tentare l’ultima carta ho anche provato a vedere su google chi era Niles Eldredge, nome devo ammettere a me sconosciuto e che mi dava qualche speranza di potere essere letto al femminile, e invece niente. Tentativo nuovamente fallito. Tre donne contro cinquanta uomini.

Ho così dovuto arrendermi al fatto che secondo i geniali organizzatori tra Zygmunt Bauman e Remo Bodei, tra Massimo Cacciari e Salvatore Natoli, tra Jean-Luc Nancy e Emanuele Severino, non ci possono stare pensatrici o intellettuali donne. L’uso del cervello, secondo questa versione, sarebbe possibile solo se dotati di palle. Non capisco bene, anzi non capisco per nulla questa legge della fisica che unisce cervello e genitali maschili, capisco invece molto bene l’operazione che è stata messa in campo.

L’idea che passa è quella di stampo cartesiano che attribuisce agli uomini l’attività raziocinante, il cogito ergo sum, mentre schiaccia le donne sul corpo e sulla natura. Un’idea vecchia come il cucco che tutta la filosofia femminista del Novecento, ma per fortuna non solo quella femminista, ha completamente ribaltato dimostrando il carattere discriminante e maschilista di quella concezione.

La presenza tra le tre donne che sono state invitate di Michela Marzano, filosofa e giornalista di /Repubblica/ in primo piano contro il velinismo, non mitiga il giudizio semmai lo peggiora. Perché la signora Marzano, che facendo questi discorsi ha costruito la sua fortuna pubblica, deve capire che le sue tirate contro le veline non servono assolutamente a nulla se poi si presta a operazioni che confermano esattamente quella visione della donna e della politica che lei dice di voler combattere. Qual è infatti il messaggio che passa? Da una parte ci sono gli uomini che pensano e che gestiscono la cosa pubblica e dell’altra ci sono le donne in quanto corpi, bellezza, sesso. Non basta sparare contro Berlusconi per rompere questo terribile incantesimo. Né prendersela con le veline. Serve rompere la dicotomia di cui sopra. Serve non prestarsi a certe operazioni, battendosi perché le donne e il loro pensiero abbiano la visibilità che meritano.

Quest’anno il festival di Modena è dedicato alla fortuna. Beh, possiamo dire che, a conti fatti, per fortuna le donne invitate sono poche. Non ci meritano.
(Angela Azzaro- sito settimanale Gli Altri)

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna