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Sortirne insieme di Giancarla Codrignani

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Lo diceva don Milani: la politica è sortirne insieme. Se vivesse oggi, aggiungerebbe "su questioni serie". L'impressione, infatti, è che anche la gente di Bologna, che dovrebbe sapere che cosa significa essere "cittadini", sia diventata egoista, lamentosa, superficiale. Le critiche sono ridotte al "mi piace", "non mi piace", senza argomentazioni.

Se si parla dell'amministrazione, ci si dovrebbe esprimere sulle cose che vengono fatte (delle 12.000 abitazioni di edilizia popolare non sapeva nulla chi non leggeva Il sole/24 ore); se ci si scandalizza - faremo mica rinascere il vilipendio! -, non si può non distinguere tra chi - di sicuro un maschio, in ogni caso un demente - parla di lacrime di sperma e le donne che hanno rifatto il decalogo schematizzando letture più meditate di teologhe (e perfino teologi) che giudicano la Bibbia un tantino maschilista circa la proprietà delle donne e quell'impurità, che per i vecchi patriarchi riguardava il sangue mestruale e per cui anche la Madonna sine tabe originali concepta rimase fuori dal tempio per i rituali quaranta giorni.

Senza neppure accorgercene, riduciamo ogni erba a un fascio, privilegiando le erbe inutili o velenose. Al bar gente che non ha mai avuto un parente emigrato in Germania quando gli italiani non vi potevano entrare ("vietato ai cani e agli italiani") si scaglia contro gli stranieri violenti o i punk drogaticchi e non si accorge che gli ambienti cosiddetti "bene" sono invasi dalla cocaina. Come cattolici ci conforta il Family day e ignoriamo l'enormità di reati denunciati e non denunciati (la pedofilia!) che albergano proprio nelle famiglie. Ci sembra di essere civili e non accettiamo che tutti abbiano propri luoghi di culto, a partire da chi, per essere immigrato male accetto, non ha altra speranza che il "suo" dio, che non deve diventare vendicativo.

Chi è interessato all'etica (termine d'obbligo di molti vaniloqui) vorrà pensare alla sicurezza sul lavoro, agli aguzzini che praticano l'usura, alle manipolazioni dei servizi non a caso "segreti", alle complicità banche-assicurazioni? Siamo noi cittadini che eleggiamo sindaci che hanno precedenti penali e quel Previti che, condannato anche in Cassazione a sei anni e interdetto dai pubblici uffici, non più tardi di ieri il Presidente della Camera ha immaginato che possa continuare a sedere in Parlamento! E anche i nostri presuli, vorranno qualche volta guardare la televisione e rendersi conto di come ogni sforzo pastorale sia frustrato dalla perenne corruzione delle coscienze che diffonde? Non amiamo gli anatemi, ma almeno vadano a un bersaglio serio.

(Unità/BO 30 giugno '07)

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