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In questo otto marzo parliamo di uomini, di Annamaria Tagliavini

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8 marzo: parliamo di uomini. Qualcosa infatti sembra stia cominciando a incrinare il loro assordante e lungo silenzio. Timidamente alcuni iniziano a interrogarsi sulla propria identità, tra modelli di riferimento tradizionali ma inattuali e nuovi modi di essere che richiederebbero uno sforzo inventivo.

Dove sono gli uomini? Si chiede in un libro recente Simone Perotti rispondendosi che sono «impauriti, senza sogni, inerti, incapaci di trovare una collocazione sociale, massacrati dal lavoro, frustrati dalle loro aspirazioni, in crisi sessuale: essenzialmente soli mentre il mondo cambia». L’autore si riferisce alla generazione dei quarantenni costretti ad un confronto impari con coetanee profondamente cambiate, più libere, evolute e determinate .

Un malessere che potrebbe aiutarci a decifrare, almeno in parte, gli impressionanti numeri della violenza che gli uomini compiono quotidianamente nel nostro paese all’interno delle relazioni di coppia o familiari. Il sintomo estremo di un malfunzionamento nelle relazioni tra uomini e donne che non riescono a trasformarsi in «contratti fra pari», fra soggetti con uguali istanze di libertà, rispetto e autonomia. Questa è la tesi che emerge dall’eccellente inchiesta giornalistica di Riccardo Iacona sui casi di femminicidio in Italia, «È una guerra che ha un obiettivo immediato: annientare, ridurre al silenzio la donna che ha osato alzare la testa, che ha detto no… si vuole impedire alle donne di essere libere di scegliere, di vivere, di amare. È quindi una storia che ci riguarda da vicino, perché ci dice come siamo nel profondo, tutti, nessuno escluso».

Finora di violenza sessuale si erano occupate soltanto le donne, che per oltre un ventennio hanno svolto un’azione fondamentale di sostegno alle vittime attraverso le Case di accoglienza e i Centri antiviolenza, spesso su base volontaria e con scarsi mezzi. Ma non è stato sufficiente a contrastare il fenomeno . Senza un’assunzione di responsabilità degli uomini e un desiderio di cambiamento effettivo nulla può accadere.

E proprio nel segno di questo cambiamento si è svolta in questi mesi con successo a Bologna la campagna «noino.org uomini contro la violenza alle donne», finanziata dalla Fondazione del Monte con la collaborazione dell’Associazione Orlando, i cui risultati sono stati presentati ieri. La campagna, realizzata da Studio Talpa e Comunicattive, ha puntato soprattutto sulla rete come strumento di aggregazione innovativo e capace di penetrare capillarmente là dove gli strumenti tradizionali sembrano insufficienti. E ha avuto ragione: il sito ha avuto più di 735 mila visitatori e oltre un milione di amici su Facebook, alla community hanno aderito soprattutto uomini tra i 25 e i 50 anni di diverse categorie, impiegati, operai, artigiani e professionisti, ma anche moltissimi studenti, bolognesi ma non solo. Buon 8 marzo allora, a uomini e donne.

Annamaria Tagliavini
Corriere di Bologna - 8 marzo 2013

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