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Auguri a Susanna Camusso, donna forte e intelligente, con una storia di femminismo e militanza

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Una donna segretaria generale del più grande sindacato italiano: l’associazione "Orlando" ha accolto l’evento con grande soddisfazione, ricordando le tante che nel corso di una storia più che centenaria hanno costruito libertà e giustizia per lavoratrici e lavoratori.

L’elezione di Susanna Camusso e la piena responsabilità che lei ha accettato di assumere segnano l’esito di un processo verso la parità nella rappresentanza tra donne e uomini ed insieme una rottura simbolica. Essa porta infatti una donna forte, intelligente e appassionata, con una storia di femminismo e militanza al centro della scena sociale e politica del paese.
Noi siamo state con lei quando nel 2006 promosse e sostenne, con altre, l’azione “Usciamo dal silenzio” a difesa della libertà femminile di decidere sul proprio corpo che vide la grande partecipazione di donne da ogni parte d’Italia. In molte ricordiamo l’emozione di ritrovarci, giovani e meno giovani, in piazza a Milano quel 14 gennaio.

Di nuovo oggi è il momento di ritrovarci, unite e molte. L’altra faccia di una presenza femminile diffusa, articolata e autorevole è la svalutazione mediatica del femminile, è l’intreccio inaccettabile e umiliante tra “sesso, denaro e politica”: un sistema che modifica il senso alto della politica e che più voci femminili e femministe, tra cui le nostre, hanno esaminato e denunciato. Tutto questo mentre una crisi economica tra le più devastanti della storia contemporanea colpisce donne e uomini nelle condizioni essenziali dell’esistenza: nuove drammatiche povertà, accresciute precarizzazione, disoccupazione e cassa integrazione, chiusura di esercizi e imprese.

Nel formulare a Susanna Camusso un augurio tanto più forte quanto più difficile è il contesto in cui si trova ad agire per la difesa dei diritti fondamentali del lavoro, le vogliamo esprimere anche la fiducia nella sua particolare attenzione alle giovani donne che hanno investito nella loro emancipazione e che oggi si trovano chiuso il futuro per l’inoccupazione e il precariato, alle donne anziane che vivono forme inaccettabili di povertà, alle donne in cassa integrazione che rischiano di perdere per sempre il lavoro, alle donne migranti spesso vittime di una doppia discriminazione e di leggi persecutorie, alle donne riportate a ruoli sempre più pesanti di cura nella decostruzione del welfare. Ma vogliamo esprimere anche la fiducia nella valorizzazione delle tante competenze femminili e nel proseguimento delle necessarie iniziative per portare le donne, le loro visioni, iniziative e tradizioni politiche al centro della vita pubblica del paese.

Elda Guerra e Fernanda Minuz

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