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Bocciato al Senato il DDL sulle quote rosa: prime reazioni

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E’ stato bocciato questa mattina in Senato il ddl sulle quote rosa che ora dovrà tornare in Commissione Affari Costituzionali. In un aula semivuota, la proposta del senatore Fasolino è stata votata per alzata di mano: 41 voti a favore e 34 contrari.

Il Consiglio dei ministri aveva approvato il 18 novembre scorso il disegno di legge sulla presenza femminile nelle liste elettorali, dopo la bocciatura di ottobre della proposta contenuta nella bozza di riforma elettorale e nonostante il parere favorevole del governo. Il disegno di legge, sostenuto dalla ministra per le pari opportunità Stefania Prestigiacomo, e presentato per rendere effettiva una pari rappresentanza delle donne nella composizione delle liste elettorali della Camera e del Senato, prevede un'alternanza di candidati uomini e donne per la prima e la seconda elezione dopo l'entrata in vigore della legge. I partiti che non si atterranno alle disposizioni, saranno decurtati delle spese elettorali.

Delusione è stata espressa da Stefania Prestigiacomo: “Sono rammaricata e arrabbiata”. Secondo la ministra, il polo di fatto ha “auto-affondato” il provvedimento perchè la richiesta di rinvio in commissione è venuta da Fasolino, senatore di Forza Italia, che ha parlato a titolo personale. “Evidentemente non c'è la volontà. Tranne il gruppo di An, a cui debbo dare atto di essersi impegnato, debbo constatare che manca la volontà politica. Si vede ad esempio il capogruppo di Forza Italia esprimersi a favore e poi la gran parte del gruppo votare in modo diverso in Aula". Prestigiacomo ha criticato "la latitanza della sinistra" perché, "questo era un provvedimento che doveva interessare tutti, trasversale, ma certo non posso pretendere il 'soccorso rosso'".

“Cara Stefania – ha detto Luciana Sbarbati, segretaria dei Repubblicani Europei alla ministra per le pari opportunità - la volontà di garantire una pari opportunità alla rappresentanza politica tra uomini e donne non c’è mai stata e non c’era bisogno di usare la lente d’ingrandimento per verificare. Ti sei dovuta difendere dalla Tua stessa maggioranza, ma devo riconoscerti di aver condotto coraggiosamente questa battaglia di civiltà. Al Parlamento maschile è sempre stato contrario, salvo eccezioni, va rimarcato che è ‘fuori dalla storia’ nella sua ostinazione a voler conservare lo strapotere sessista e maschilista che ha trovato la sua massima espressione nella legge elettorale varata dal Governo della CDL che affida tutte le decisioni ai vertici dei partiti composti, quasi esclusivamente, da uomini. Vi siete accorti – conclude la Sbarbati - rivolgendosi ai Parlamentari – che la piccola Austria ha varato un governo con il 50% di ministri donne? Che in Afghanistan hanno eletto circa il 30% di donne? E financo la Liberia ha eletto il Presidente donna? Alle donne infine – ha concluso – dico che forse è ora di combattere diversamente per la parità”.

Per Malan (Fi) gran parte dei senatori dell'Udc e della Lega presenti “e anche due di An” hanno votato a favore della mozione Fasolino. Il vicepresidente del Gruppo Margherita Roberto Manzione ha dichiarato: “La sceneggiata sulle quote rosa continua. Senza ritegno. La settimana scorsa il gruppo di An ne aveva chiesto la calendarizzazione e l'aula aveva approvato. Oggi, invece, in sede di discussione generale, alla presenza del ministro Prestigiacomo, un rappresentante di Forza Italia ha chiesto la sospensione e il rinvio del provvedimento in Commissione. Dopo la contrarietà espressa dalla Margherita, da An e dal ministro, è intervenuto direttamente il capogruppo azzurro per sconfessare il senatore Fasolino, che aveva avanzato la richiesta di sospensione. Messa ai voti la proposta – ha concluso - è stata approvata con il favore della Lega e di Forza Italia. Forza Italia ha, quindi, dimostrato la sua insipienza non essendo in grado né di difendere le proposte che finge di sostenere, né di difendere il ministro che finge di non capire che Forza Italia non è più il suo partito”.

"Sconcerto ed indignazione per la vergognosa pagina scritta oggi al Senato sulle quote rosa dal centro destra e dal centro sinistra". E’ quanto affermatola da Marisa Fagà, consigliera di parità della Regione Caloria (Udc). "E' stata cancellata senza alcuna remora la luminosa tradizione del Parlamento Italiano che sulle battaglie più importanti per l'affermazione sui diritti delle donne, non ha mai conosciuto divisioni fra le varie parti. Il nostro Paese – ha proseguito Fagà - è in controtendenza con quanto sta accadendo nel mondo laddove le donne guadagnano la leadership in paesi come Cile, Germania e Africa. Non ci arrenderemo di fronte a questa decisione che non penalizza il nostro coraggio, la nostra determinazione, la nostra creatività, ma penalizza il nostro Parlamento e attraverso esso il nostro Paese che avendo a disposizione eccellenze femminili in tutti i campi viene privato, proprio in politica, del prezioso e fondamentale contributo delle donne".

“La pantomima della Cdl sulle quote rosa, così come era già chiaro al momento dell'incardinamento del provvedimento, continua, arrivando all'affossamento probabilmente definitivo del disegno di legge – ha commentato la senatrice dei Verdi Loredana De Petris -. Tutto si è consumato all'interno della Cdl. Infatti, il provvedimento - sottolinea in una nota - è ritornato in commissione, su richiesta di un esponente di Forza Italia. E' chiaro, quindi, che non vi era alcuna volontà da parte della Casa delle Libertà di far passare queste norme. La Cdl si è spaventata persino – ha concluso - di un provvedimento che come è noto non comporta alcun obbligo vincolante, visto che le sanzioni sono solo di natura economica". Per Rosi Bindi, esponente della Margherita, “la maggioranza si rimangia gli impegni e si dimostra, ancora una volta nemica delle donne”.

(DwPress)

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