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Donne e PD: sarà vera parità di genere? di Giancarla Codrignani

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Pubblichiamo, con il consenso dell'autrice, l'articolo di Giancarla Codrignani, apparso su L'Unità il 14 agosto 2007.

di Giancarla Codrignani

Che si stia perdendo colpi quanto a coscienza democratica, non lo si vede solo dalla gente che malmena gli immigrati o va in bicicletta sotto i portici.

Spesso sento la domanda: "ti piace Veltroni?", che mi lascia interdetta. Nessuno si sta sposando. Si tratta, invece, di fare - tutti - politica coraggiosa e innovatrice in condizioni di urgenza: per rendere "vero" il PD, o il centro-sinistra dà segnali di voler entrare nella modernità senza perdere idee, ideali e concretezza, o aspettare la distribuzione di bacchette magiche mediante affidamenti tradizionali non favorirà l'affluenza al voto. Per fortuna, si è avuto il coraggio di alzare la bandiera del partito nuovo, che dovrà essere realmente democratico, e Veltroni si è dichiarato onestamente impegnato. Non si capiscono le lagnanze di chi si duole che tutto sia calato dall'alto, quando sono durate mesi le progettazioni e i lavori, senza che nessuno si facesse avanti. Non so se sia davvero più democratico il ventaglio dei candidati, tanto più che si dichiarano non in competizione (?) per la segreteria: evidentemente si prenotano per la direzione.

La cosa che sorprende di più è, però, la contraddizione: nessuno pensa a giocare il confronto democratico a livello locale, dove la diversificazione farebbe pensare meno a previsioni di future correnti, e di più a quella dinamica di posizioni che fa ricca la polis e incentiva la partecipazione ad un voto, sinceramente veltroniano, ma plurale.

Tanto più sorprendente perché il regolamento prevede che le liste siano paritarie "per genere". Per chi è solito dire che le donne sono "una risorsa", ma non ne conosce neppure il linguaggio, vuol dire "un nome di uomo alternato con uno di donna", ma anche il contrario, con precedenza del nome femminile dove le donne saranno capolista. A Bologna come ci regoliamo? Bologna non è città facile, lo si è capito da un pezzo: ingessata non migliorerà. Veltroni si gioverebbe del pluralismo delle candidature e la partecipazione finalmente si impegnerebbe non solo per piangersi addosso. Da quello che si sente in giro i maschi sembrano coraggiosi solo per fare manifesti provocatori. Le giovani sono più competitive: non vogliono aiutare la democrazia, proponendosi a guidare un partito "nuovo"?

(Unità, 14 agosto '07)

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