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Lettera aperta alla Ministra Cancellieri di Fernanda Minuz

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Alla Ministra Cancellieri. Che cosa sta succedendo in questo paese, in Italia? Non sono stupita degli atti di razzismo in un paese incapace di pensare e reggere le differenze, di genere, orientamento sessuale, etniche ...; figuriamoci pensarle tutt'uno con la polis.

Ce n'è di sottilissimi, di atti di razzismo. Mi spiace non sapere (ma anche di non volere) mettere su Youtube l'interazione a cui ho assistito tra un'infermiera in un eccellente ospedale bolognese e un paziente africano. Africano d'aspetto, magari era già cittadino italiano; paziente davvero perché tutte/i, io compresa, gli eravamo stati messi davanti: gelidamente cortese, il messaggio dell'istituzione sanitaria era "ma che vuoi?".

C'è l'esplosione. A Torino: non basta dire che la città è civile, occorre che dimostri di esserlo. Inventare da adolescenti (minorenni) lo stupro subito da stranieri è un sintomo grave; ma che l'aiuto degli adulti all'adolescente ferita sia incendiare un campo rom è nazista. Attribuire al gruppo/ popolo/ etnia/ razza l'atto criminoso, vero o inventato, del singolo è alla radice del razzismo, e del nazismo. A Firenze sono stati uccisi due senegalesi per puro atto di razzismo. Azione di un folle? Perché la follia e il disagio giovanile assumono l'aspetto di un razzismo violento che ricorda gli USA pre-Martin Luther King? Perché prendono forme razziste le molte paure che genera la profonda crisi economica, finanziaria ma anche etica che stiamo attraversando?

Il Ministero di cui Lei ha la responsabilità ha amplissima competenza sui temi dell'immigrazione e dell'integrazione. Sull'incendio al campo rom di Torino Lei ha dichiarato: «Con la presenza dello Stato, con l'educazione, con la cultura, con la solidarietà, dobbiamo cancellare il concetto stesso di ‘spedizioni punitive’, espressione che deve restare relegata ai libri di storia». Come molte e molti, sono pronta a lavorare con Lei nell'educazione, cultura, solidarietà, non da oggi. Ma Le chiedo: e la cittadinanza? A che punto è la proposta di legge per dare cittadinanza ai figli degli immigrati stranieri che però sono nati in Italia, cresciuti in Italia, educati in Italia?

Il voto delle cittadine e dei cittadini immigrati residenti alle elezioni amministrative è oggetto di due proposte di legge popolare. Un consigliere comunale, un capogruppo consiliare, un assessore, o meglio ancora una consigliera, una capogruppo consiliare e un'assessora di origine non italiana varrebbero nell'immaginario collettivo molto più di tante iniziative interculturali. Incarnerebbero un'idea di cittadinanza come progetto comune più che come diritto ereditato. Ma soprattutto il voto alle elezioni amministrative riconoscerebbe ciò che è: per presenza, lavoro, reddito prodotto, competenze e saperi, innovazione, contributo fiscale le donne e gli uomini immigrati sono già Italia.

Lei può, noi possiamo accettare che un paese che fatica a riconoscersi uno, che cincischia nel riconoscersi europeo ritrovi la sua "identità italiana" nell'esclusione dell'immigrato, nell'assalto a un campo rom? Rom, che peraltro sono già in larga proporzione cittadine e cittadini italiani.

Fernanda Minuz

Commenti   

 
liljana picari
0 #1 liljana picari 2013-03-16 21:15
grazie!
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