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Per le Parlamentari di Bologna: Rita Ghedini, Donata Lenzi, Sandra Zampa

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Care amiche parlamentari Donata, Rita, Sandra, ci rivolgiamo a voi in un primo gesto di raccordo tra donne nelle istituzioni e donne della società civica della città dopo l’incontro nazionale di Siena Se Non Ora Quando Un Paese Per Donne? Si vota la legge finanziaria. La speculazione internazionale di cui il Paese è fatto oggetto, le raccomandazioni del Capo dello stato portano ad una stretta dei tempi che mette il silenziatore sulla natura gravemente misogena della finanziaria in punti di vitale importanza per il genere femminile.

Uno riguarda la destinazione dei contributi pensionistici derivanti dall’allungamento dell’età pensionabile delle lavoratrici del settore pubblico, il tesoretto delle donne com’è stato chiamato. Si tratta di 4 miliardi di euro, le cui due prime tranche (242 milioni di euro) sono già state utilizzate dallo Stato ad altri scopi. Un capitale collettivo destinato a crescere di anno in anno che avrebbe dovuto essere impiegato a sostegno di politiche del lavoro femminile. Inutile ribadire a che livelli si collochi tale lavoro in Italia. Nel conteggio manca poi una cifra più alta, di cui si parla meno, che riguarda il lavoro delle precarie e dei precari (lavoratori dai 20 ai 50 anni), i quali non vedranno quasi quattrini pensionistici per sé nel corso della vecchiaia (si parla del 14% di retribuzioni in media basse). A quanto ammonta questo secondo tesoro? I calcoli di lungo periodo mostrano cifre notevolissime. Ciò comporta che precarie e precari reggono e reggeranno nei decenni a venire l’erogazione delle pensioni di tutte e tutti (Cristina Morini, online, 21 giugno 2011).

Nell’insieme un immenso risparmio per Inps e Stato che non sarà trasferito in servizi o in politiche attive per il lavoro. La riorganizzazione del mercato del lavoro mina la struttura su cui poggiava la partecipazione, già selettiva e parziale, ai servizi. La crisi finanziaria non solo acuisce le disuguaglianze sociali e allarga la fascia di chi è povero (le donne anziane su tutti), ma gli interventi statali hanno inasprito il processo di tagli ai servizi pubblici cominciato da vent’anni, come ci ha ricordato una volta ancora Chiara Saraceno riferendosi alle iniziative che, come donne, potremmo prendere con coraggio e invenzione (La Repubblica, 11 luglio 2011).

Il nostro resta un Paese dove facilmente gli accordi sociali sono disattesi. Si tratta invece di materie cruciali per la qualità della vita delle donne su cui la comune attenzione non potrà mancare né oggi in Parlamento, né in tutte le iniziative mirate che vi invitiamo da ora a costruire con noi. Per questo vi chiediamo di rivolgervi a tutte le parlamentari disponibili per una forte presa di posizione e denuncia.

Una saluto cordiale
Donne di Bologna dal 13 Febbraio 2011.
Bologna, giovedì 14 luglio 2011

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