Utilizzando il nostro sito web, si acconsente all'uso dei cookie anche di terze parti.


Progetto Afrodite. Il "sesso sicuro" in un paio di scarpe

on .

Il progetto Afrodite nasce da una residenza a Cipro dell’artista multimediale Norene Leddy, che nel 2001 avvia nella città greca uno studio sul culto della dea dell’amore e le pratiche contemporanee, realizzando tra l’altro una videoinstallazione nel santuario di Afrodite che esplora le immagini della domesticità e della quotidianità delle donne cipriote.

Progetto AfroditeIn particolare, studiando il ruolo delle sacerdotesse dedite al culto, Leddy indaga sulle pratiche di prostituzione che, nell’antichità, sono non solo legittime, ma parte essenziale del rito e considerate un servizio per la società, tanto da essere tassate e regolate dalla legislazione pubblica. Tutte le pratiche di prostituzione sono governate dalla dea Afrodite, da quelle delle sacerdotesse a quelle delle etere, da quelle delle suonatrici di flauto a quelle delle "mangiatrici di cuori", fino a quelle delle passeggiatrici propriamente intese, i cui sandali si diceva lasciassero delle impronte che recavano il messaggio "Seguimi".

Quest’anno Leddy, in collaborazione con Andrew Milmoe, artista esperto nella costruzione di piattaforme interattive, ha progettato delle zeppe indossabili in pelle argentata, il cui scopo è innanzitutto quello di tutelare la sicurezza delle lavoratrici sessuali di strada: i sandali, attraverso un piccolo speaker sul retro del tacco, che normalmente può trasmettere suoni atmosferici legati al culto di Afrodite, sono dotati di un allarme sonoro che funziona come dissuasore, e di uno schermo video dal contenuto personalizzabile, ad esempio con i propri dati e il numero di telefono, ma sono soprattutto in grado di collegare chi le indossa ai servizi di emergenza e alle reti di supporto locali tramite un sistema di tecnologia GPS, attivabile – e disattivabile – in ogni momento attraverso dei bottoni posizionati nella zeppa.

Le scarpe possono trasmettere il segnale della loro posizione tramite l’APRS (Automatic Position Reporting System), sviluppato in ambito militare alla fine degli anni ’70: questo sistema gratuito utilizza le frequenze radio amatoriali, ed è ampiamente usato, tra gli altri, da meteorologi, poliziotti, e vigili. In tal modo, il valore della vita delle lavoratrici sessuali viene equiparato a quello di altri lavoratori pubblici, che mettono a repentaglio la loro vita al servizio della comunità. Le scarpe usano inoltre una tecnologia diffusa tra gli studenti dei campus americani, la Rave Guardian, che si serve di un timer programmabile collegato al telefono cellulare, e in grado di inviare un allarme qualora il tempo dovesse scadere prima che il timer sia disattivato dall’utente stesso. Il progetto avrà anche un’estensione online, in quanto si propone di creare un’area che fornisca una serie di servizi alle lavoratrici di strada, come la possibilità di visualizzare i percorsi di chi indossa le scarpe, una chat-room in cui discutere dei problemi più frequenti, ma anche l’opportunità di organizzare il proprio calendario e di accedere a una serie di risorse del territorio, come i servizi di assistenza sanitaria.

Nell’intenzione dell’ideatrice, lo scopo del progetto, che combina creatività e funzionalità, è duplice: da un parte intende presentare la prostituzione come una normale attività sociale all’interno della società contemporanea, sospendendo qualsiasi giudizio di tipo morale e mostrando piuttosto le problematiche legate al suo esercizio quotidiano, dall’altra vuole riflettere sull’usabilità della tecnologia, e sulla possibilità di sfruttare a vantaggio dell’utente i sistemi normalmente adoperati per la sorveglianza e il controllo.

Articolo tratto da TechnéDonne

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna