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Per Marzia e le altre di Giancarla Codrignani

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Ieri noi di "Orlando" abbiamo festeggiato i dieci anni di vita del progetto Server Donne che poco per volta è diventato la più grande realizzazione informatica "di genere" in Italia.

Faceva riflettere il ritrovarsi nella sala grande del convento di Santa Cristina, sotto l'insegna del "silentium" (e la data, del 1542) per trafficare con computers e slides (per la verità non sempre accessibili), tante donne proiettate sul futuro che ancora non c'è, ma che è stato pensato come se non dovesse essere anche femminile. Ma siamo brave e ce lo costruiremo a nostra immagine e somiglianza.

Anche le nobili che, non si sa con quanta autentica vocazione, abitavano questo convento camaldolese erano brave: sapevano comporre, suonare e cantare e tutta Bologna andava ad ascoltarle. Dei primi divieti della Controriforma non tennero gran conto, ma il vescovo impose l'obbedienza ad ordini che vietavano alle donne consacrate la possibilità di musicare e cantare proprie devozioni. Dovettero cedere, ma si avvalsero dell'estrema risorsa della dignità femminile storica: quella di chiamare un notaio a siglare una loro unanime dichiarazione a spiegare che obbedivano, ma solo sotto costrizione.

Non siamo più nobili, non siamo monacate, ma la libertà femminile è ancora condizionata: pensiamo quanto è stata (ed è) faticosa la via per inventare e far vivere il nostro Centro, che è certamente una delle realizzazioni più costruttive della storia recente di Bologna. Eppure, c'è danno collettivo nel disconoscere le risorse che vorremmo produrre non solo per noi. Questo delle nuove tecnologie è uno dei settori più importanti per esemplificare l'importanza della cultura femminile. Ormai tutti siamo consapevoli di abitare un'epoca di grandi trasformazioni; ma in genere le società si occupano di studiare le macchine, di perfezionarle, di inventarne di nuove, non di capire la qualità del loro potenziale trasformativo.

Probabilmente è vero che le donne diffidano del macchinismo; tuttavia, se decidono di occuparsene, non si trasferiscono ad abitare la meccanica, ma la recuperano per finalità creative e funzionali a umani bisogni: è difficile che una di noi, professionalmente impegnata a compiti che privilegiano nuove tecnologie, finisca la giornata rilassandosi con un gioco elettronico; anche se si adegua alla neutralità delle operazioni programmate, non diventa il braccio umano del computer. Anzi, se può, fa come Marzia, che, assolutamente professionale nella sua Università, inventa nel suo tempo libero strumentazioni di genere e possibilità formative inedite per il genere femminile.

Le donne più avvertite si rendono conto delle grandi potenzialità delle nuove tecnologie e vorrebbero che tutti le capissero e ne valorizzassero le prestazioni senza trascurarne i limiti. Si possono, infatti, fare grandi cose creative, ma occorre anche rendersi conto che siamo immersi tutti in un contesto destinato ad evolversi in pochi anni, secondo forme attualmente imprevedibili, che dovremo essere in grado di governare. Forse si pensa poco al fatto che già oggi le carte magnetiche potrebbero sostituire totalmente il danaro, eliminando furti e rapine, ma anche un'infinità di posti di lavoro. Oppure che, mentre si discutono le modalità per tutelare il diritto d'autore sul web, qualunque testo corra in rete può subire - e subisce - modificazioni che lo rendono irriconoscibile per il suo primo autore una volta che gli torni sul desk. O, addirittura, che saremmo già in condizione di fruire di democrazia diretta: con un telefono, un modem, un computer in ogni casa, si possono votare quotidianamente le leggi oggi discusse in Parlamento.

Ovviamente, non siamo solo noi a renderci conto dell'innovazione; ma, come donne, crediamo non solo di avere il diritto di esprimere la nostra cultura, ma di confrontarci con soluzioni che non possono continuare ad essere funzionali solo alla neutralità dei valori, come se quel "genio femminile" decantato a parole non solo dai Papi, non rappresenti l'obbligo del confronto con pensieri e valori "altri". Questo è meno ovvio: tanto per cambiare, siamo sole.

Per questo sono così importanti le iniziative di Marzia e delle altre geniette informatiche (e le scelte di Raffaella, Elda, Fernanda, Anna Maria) che quanto meno contribuiscono a fare meno neutra la storia!

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