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Rapita a Kabul Clementina Cantoni, cooperante di Care International

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E’ Clementina Cantoni, responsabile del programma HAWA (Assistenza Umanitaria per le Vedove in Afghanistan) volontaria milanese 32enne dell'organizzazione umanitaria CARE International il nuovo ostaggio italiano sequestrato a Kabul nella serata del 16 maggio. Cantoni è particolarmente impegnata per i diritti delle donne.

Clementina CantoniL’auto sulla quale la giovane viaggiava, è stata bloccata da quattro uomini armati che hanno poi prelevato la donna. Kabul è stata immediatamente invasa dalla polizia afgana, che ha organizzato posti di blocco all’ingresso e all’uscita della città. "La polizia sta lavorando duramente per cercare di arrivare a qualche buona notizia", ha spiegato Jamil Khan, capo del dipartimento investigazioni criminali. Alina Labrada, portavoce per l'Asia per Care International Usa, ha confermato che Care International sta cercando di mettersi in contatto con il marito di Clementina. Finora, nessuna richiesta è stata ancora fatta per il rilascio della donna.

Nei giorni scorsi, Care International aveva pubblicato un rapporto sulla difficile situazione afgana intitolato "Ngo Insecurity in Afghanistan" (file .PDF), disponibile presso il sito canadese dell'organizzazione. "L'insicurezza continua a essere una questione seria in Afghanistan – si legge nel rapporto. Un numero senza precedenti di vittime delle Ong hanno reso più difficile soddisfare" anche le necessità delle zone più remote del paese, in cui il governo e le Nazioni Unite non esistono. Il rapporto segnala che nel 2003 gli uomini delle Ong rimasti uccisi sono 12, mentre nel 2004 sono stati 24. Anche nel 2005 ci sono stati 5 morti tra gli operatori delle organizzazioni umanitarie. Tra loro ricordiamo Margaret Hassan, la cittadina americana di Care International rapita in Iraq e che si ritiene uccisa.

Clementina Cantoni era all’opera con un progetto per le vedove di Kabul, che rientra in uno più ampio, il KHWA (Kabul Widows Humanitarian Assistance), e ha la durata di un mese. Cantoni aveva duramente attaccato il ministro della Pianificazione dell'Afghanistan in un articolo pubblicato in Italia durante il rapimento di Simona Pari e Simona Torretta in Iraq. Il ministro, di contro, aveva subitamente attaccato le Ong affermando: “Gli attacchi contro i volontari sono inevitabili e temo che il peggio debba venire perché gli afghani sono convinti che le Ong si approprino di soldi che dovrebbero distribuire ai locali. Le organizzazioni umanitarie si comportano come aziende private e usano l'80% dei budget per gli stipendi”. Clementina aveva replicato: “Personalmente non sono stata spaventata da quelle parole. Ho invece provato un senso di delusione e non tanto per noi stranieri che cerchiamo di fare del nostro meglio, ma per il popolo afgano che si trova a essere rappresentato da uno come lui”.

Con il rapimento di Clementina Cantoni salgono a quattro le donne italiane sequestrate nei paesi tormentati dalla guerra al terrorismo internazionale. Simona Pari, Simona Torretta e Giuliana Sgrena sono state rapite in Iraq. Le prime liberate tre settimane dopo il rapimento, Sgrena un mese dopo.

(DwPress)

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