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Doris Lessing Nobel per la letteratura: una vita per la scrittura e la lotta per i diritti

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«Oh Cristo!» Pare sia stata la sua prima affermazione alla notizia del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura 2007. Con Doris Lessing sale a 11 lo sparuto drappello di grandi donne premiate con il Nobel per la Letteratura: 2004: Elfriede Jelinek - 1996: Wislawa Szymborska - 1993: Toni Morrison - 1991: Nadine Gordimer - 1966: Nelly Sachs (con Shmuel Agnon) - 1945: Gabriela Mistral - 1938: Pearl Buck - 1928: Sigrid Undset - 1926: Grazia Deledda - 1909: Selma Lagerlof.

Doris Lessing "Cantrice delle esperienze femminili, con potere visionario ha osservato una civiltà divisa". Questa la motivazione scelta dall'Accademia di Svezia nell'assegnarle il premio Nobel. Una motivazione – ha spiegato Lee Marshall, corrispondente freelance di arte e cultura a Roma per varie testate britanniche - che rimanda a un’altra grande autrice del secolo scorso, Virginia Woolf, che come la neo Nobel, con la sua vita e le sue scelte difficili, ha infranto regole e costumi, diventando nell'ambito letterario pioniera dei diritti delle donne e delle pari opportunità. Lessing ne ha ereditato in un certo senso il testimone, in un'epoca, gli Anni 60 e 70, in cui i diritti erano senz'altro un tema molto sentito, e che sono diventati argomento centrale delle sue opere".

Autrice molto impegnata, Lessing (che compirà 88 anni il 22 ottobre) non ha lasciato la politica ai margini del suo lavoro, anzi. Come non ricordare la sua lotta contro l'Apartheid. Non certo una cosa comune per una donna e per di più bianca negli anni '50. Rifiutandosi di vivere in una torre d’avorio non si è mai tirata indietro dal misurarsi con le questioni e le contraddizioni dei suoi tempi". Divisa fra tre continenti, Asia, Africa ed Europa, la sua vita è un intreccio di corpi e luoghi che animano tutta la sua opera letteraria. Nata a Kermanshah, in Iran, nel 1919, e trasferitasi quasi subito, nel 1924, in Africa nella Rhodesia del Sud, l'attuale Zimbabwe -, l’autrice ha trascorso una buona parte dell'infanzia e della sua giovinezza in una tenuta di campagna, a contatto con la prorompente natura africana, ma anche con una società che offre le prime scintille del conflitto razziale in cui sprofonderà qualche anno più tardi la Rhodesia. A quegli anni risalgono ''Racconti africani'' e ''Sorriso africano. Quattro visite nello Zimbabwe''. Nel 1949 si trasferisce a Londra, dove vive tuttora, ma la sua residenza europea e' movimentata, tra le altre cose, dall'impegno civile verso la resistenza afgana, i Mujahidin. Nel 1986 si reca in Pakistan per verificare di persona le condizioni dei profughi e per parlare con i capi dei Mujahidin; ne nasce un libro a metà strada tra reportage e romanzo. Il resto della produzione letteraria di Doris Lessing è legato ad intense, e spesso melanconiche, storie di ragazze e di donne, quasi tutte con un evidente fondo autobiografico, che rivendicano il diritto all'affettività', ad una vita più consapevole nel conflitto e nella quotidianità.

Una vita, la sua, consacrata alla scrittura, spaziando dai romanzi, ai racconti, opere teatrali, libri di fantascienza

Nel 1951 inizia a scrivere il ciclo di Martha Quest, I figli della violenza, che comprende fra l'altro: Martha Quest (1952), romanzo ambientato negli anni trenta con per protagonista una Martha adolescente che vive in una misera fattoria sudafricana, poi in città, a contatto con la politica e i conflitti razziali; Un matrimonio per bene (1954), che vede Martha sposarsi a diciannove anni e affrontare la vita cittadina, un marito in guerra, tra tentazioni e dubbi nella solitudine; Echi della tempesta (1958) e i due libri non tradotti in italiano, Landlocked (1965) e The Four-Gated City (1969). Tra le altre opere ricordiamo L'altra donna (1953), che hanno per protagoniste tre donne in vicende di distanza tra i sessi e di conflittualità razziale, L'abitudine di amare (1957), sulla ''necessità'' del rapporto amoroso.

La notorietà la raggiunse però nel 1962, quando pubblica uno dei suoi romanzi maggiori, Il taccuino d'oro, quasi una summa delle tematiche a lei più care, analizzando i motivi di vita, politici, sociali, sessuali, della protagonista Anna Wulf, raccolti in quattro taccuini. Un testo sacro del nascente movimento delle donne, un inno all'indipendenza e autodeterminazione femminile, fu definito da molti studiosi/e. Ma non dalla diretta interessata e sul perché, rispose: "Quello che le femministe vogliono da me e' qualcosa che loro non hanno preso in considerazione perché proviene dalla religione. Vogliono che sia loro testimone. Quello che veramente vorrebbero dirmi è 'Sorella, starò al tuo fianco nella lotta per il giorno in cui quegli uomini bestiali non ci saranno più. Veramente vogliono che si facciano affermazioni tanto semplificate sugli uomini e sulle donne? In effetti, lo vogliono davvero. Sono arrivata con grande rammarico a questa conclusione'', disse nel 1999, accusando le femministe degli anni Sessanta di aver “buttato via il loro tempo in chiacchiere e gruppetti", ree soprattutto di aver creato una nuova generazione, quella attuale, di donne arroganti e dalla mentalità ristretta, che hanno devastato il potenziale femminile…”. Quanto ai progressi nella condizione femminile, il merito, dichiarò: non e' dell'ideologia femminista, ma della tecnologia, dai contraccettivi alla lavastoviglie”. Opinioni fatte soprattutto dopo aver “visto in tv il modo in cui le giovani donne di oggi parlano di se stesse, del sesso e dei maschi, in modo "rivoltante"…

Quando le chiedono quali dei suoi libri considera il più importante, Lessing sceglie la serie fantascientifica di ''Canopus in Argos'', libri che mostrano, da molti punti di vista, come una società avanzata può combattere l'evoluzione forzata. La serie di Canopus è basata in parte sul sufismo, cui la Lessing fu introdotta da Idries Shah. I suoi primi lavori sullo "spazio interno" come Memorie di una sopravvissuta sono anch'essi connessi a questo tema. A parte questo, ha scritto anche opere inusuali, come i numerosi racconti sui gatti, che sono i suoi animali preferiti, e ancora libri indimenticabili, come Il diario di Jane Somers (1983), un romanzo sull'amicizia di una giovane donna, Janna, e di una vecchia signora, Maudie; nel 1984, pubblica il suo seguito, Se gioventù sapesse, che vede Janna, ormai cinquantacinquenne, vedova, con una nipote diciottenne, nel vano tentativo di far rivivere l'amore spensierato della giovinezza con un uomo. Risale ancora al 1985, pubblica La brava terrorista, un romanzo che ha per protagonista una giovane borghese militante, Alice, che organizza con generosità la vita di una casa occupata londinese e poi scivola lentamente nell'eversione. Dell’ultimo decennio ricordiamo Amare, ancora (1996), che ha per protagonista un'anziana produttrice teatrale, Sarah, la quale mentre allestisce una piéce si innamora di due uomini più giovani. Seguono, nel 1999, Mara e Dann, e nel 2000, Ben nel mondo, il seguito de Il quinto figlio, sulla vita adulta del figlio ''diverso''. Nel 2001, pubblica Il sogno più dolce, che narra una storia familiare lungo l'intero Novecento con tutto il suo bagaglio di lotte, sconfitte, splendori ed eroismi; una saga generazionale, tra Londra e l'Africa, che ruota attorno alle figure di due donne, Frances e Julia. Nel 2003, pubblica i tre racconti raccolti in Le nonne. Ha pubblicato inoltre due volumi di un'autobiografia: Sotto la pelle, nel 1994, sui primi trent'anni di vita, dal 1919 alla partenza per l'Inghilterra, fra tradizione europea e vita africana, due continenti e due culture in conflitto; e Camminando nell'ombra, nel 1997, sugli anni della costruzione dell'identità' letteraria, politica, esistenziale, in una nazione e una città provate dalla guerra, tra il 1949 e il 1962. Non ha scritto, come era nel progetto iniziale, il terzo e ultimo volume. Tra gli altri premi ha vinto il Grinzane Cavour ''Una vita per la letteratura'' nel 2001.

Il Nobel per la letteratura è stata ''una sorpresa'' anche per Jane Friedman, direttora di HarperCollins, editore britannico, che ha dichiarato: ''E' una notizia meravigliosa e assolutamente straordinaria''. Lessing è ''un'icona per tante donne del suo tempo''. Definisce il Premio una grande vittoria delle donne'' l'editrice Inge Feltrinelli, che ha appreso del Premio Nobel per la letteratura a Doris Lessing mentre si trovava alla Fiera del Libro di Francoforte. Nello stand dell'editore italiano di Lessing alla Buchmesse è stata grande festa. ''L'Accademia Svedese e' giunta dieci anni in ritardo, ma sono ugualmente molto felice perché Doris ha avuto il Nobel perlomeno a 88 anni'', ha dichiarato Inge Feltrinelli. L'editrice che pubblica in Italia Lessing dal 1957, sottolineando l'anticonformismo dell'autrice, la giudica ''una femminista nata, ma naturale, non ideologica'', dotata di una scrittura ironica che fa il paio con il suo carattere autoironico.

(Delt@ Anno V°, N. 207 – 208 del 12 – 13 ottobre 2007)

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Doris Lessing su Wikipedia
Doris Lessing: A Retrospective (in inglese)

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