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Pegah è libera: il suo status passa da quello di immigrata clandestina a quello di rifugiata

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La cittadina iraniana scappata in Inghilterra per sfuggire a una condanna a morte per omosessualità è stata rilasciata dal Yarls Wood Immigration Removal Centre di Clapham e si trova a casa di amici.

Roma, 11 sett. (Ign) - Pegah Emambakhsh la cittadina iraniana rifugiatasi in Inghilterra per sfuggire a una condanna a morte per omosessualità è stata liberata dal Yarls Wood Immigration Removal Centre di Clapham (Bedfordshire, UK) ed è al momento ospite di amici a Sheffield.

Questo significa che il suo status secondo la legge britannica non è più quello di persona accusata di immigrazione clandestina ma di rifugiata in attesa di permesso di soggiorno. Nelle prossime 2 settimane Pegah sarà ascoltata per la prima volta dalla Corte d'Appello. Nei seguenti 5 mesi la donna testimonierà ancora per illustrare al meglio la sua vicenda che è quella di un'iraniana fuggita dal proprio Paese per evitare una condanna a morte, conseguenza diretta delle sue inclinazioni sessuali.

Pegah Emambakhsh era fuggita nel 2005 nel Regno Unito dopo che la sua compagna era stata arrestata e aveva chiesto asilo. Asilo che dopo due anni di attesa le è stato negato. Il 13 agosto scorso infatti era stata arrestata. Non solo, il pm Jacqui Smith, Home Secretary e Membro del Parlamento, aveva decretato anche la sua deportazione a Teheran, dove l'attendeva una condanna certa a 100 frustate comminate con un nerbo semirigido e tagliente e probabilmente la condanna alla lapidazione, essendosi dichiarata lesbica e avendo chiesto aiuto, atteggiamento che le leggi iraniane equiparano a immoralità e cospirazione, ovvero reati capitali.

La vicenda di Pegah aveva visto la mobilitazione di diversi movimenti tra i quali si era distinto il gruppo EveryOne guidato da Roberto Malini, Dario Picciau e Matteo Pecoraro, che era arrivato a toccare le corde del sistema giudiziario inglese fino a far ipotizzare un possibile trasferimento di Pegah in Italia. Sempre su iniziativa di EveryOne era nata la singolare protesta 'Flowers for Pegah' che, sottoscritta via internet da oltre 20mila persone, aveva portato nel carcere inglese quasi 30mila mazzi di fiori per l'iraniana intasando la struttura burocratico-postale del carceredove non era consentito consegnare posta. Per la commozione di un secondino Pegah aveva però ricevuto alcuni petali ed era stata messa al corrente del successo dell'iniziativa.

(IGN)

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