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Intervento della Presidente Monica Donini per il Congresso dell'Unione Nazionale Donne Saharawi

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Intervento della Presidente dell'Assemblea legislativa regionale Monica Donini in occasione del Congresso dell'Unione Nazionale Donne Saharawi - Tindouf 5, 6 e 7 aprile 2007.

Mie carissime,
so che crederete al mio sincero rammarico per non potere essere con voi a condividere l’importante momento di questo vostro congresso, serbo ancora con gratitudine il ricordo del calore e della cordialità con le quali mi avete accolto un anno fa, il senso di appartenenza che mi avete trasmesso facendomi sentire fra sorelle e l’ammirazione per la qualità del vostro impegno, la consapevolezza del vostro ruolo, l’efficacia delle vostre azioni, la maturità del vostro senso politico.

Nella quotidianità e, particolarmente oggi, nella dimensione politica, date un volto alle migliaia e migliaia di donne del popolo Saharawi che hanno dovuto abbandonare la terra natia e che sono state costrette a vivere la terribile condizione dell’esilio all’interno dei campi profughi. Nella drammaticità delle condizioni materiali di vita nelle quali è costretta la vostra esistenza, avete saputo creare un clima di comunità, fondamentale per mantenere viva la speranza del cambiamento e continuare ad alimentare attorno a voi solidarietà e impegno per il superamento delle vostre sofferenze.

Il ruolo di primissimo piano, e di piena affermazione del protagonismo femminile che voi sapete rappresentare, riguarda tutta la comunità internazionale come esempio cui volgere lo sguardo con sentimento di condivisione. Il contributo dato dalle donne Saharawi per l’emacipazione dall’oppressione e dalla negazione dei diritti umani del vostro popolo e per la creazione di politiche sociali, economiche e culturali efficaci, ci consente di dire che l’autodeterminazione del vostro popolo riconosce nella dimensione femminile un elemento strategico di prioritaria importanza.

Questo elemento così peculiare e distintivo della vostra lotta siete riuscite a farmelo cogliere tutto ed è questa consapevolezza che mi ha permesso di apprezzare intensamento lo straordinario spessore umano, civile, culturale di Aminattou Haidar quando l’ho incontrata e, grazie alla quale, il mio legame con le donne Saharawi si è ulteriormente rafforzato.

Ed è anche alla vostra esperienza che va attribuito il merito dei contenuti del "Protocollo di Maputo" che, mi auguro, venga presto ratificato da tutti gli Stati dell’Unione Africana, ma che rappresenta un punto di riferimento alto per i movimenti di emancipazione femminili di tutto il mondo.
Si tratta di un fatto storico e oggettivo che nel mondo occidentale ed orientale ha sempre accomunato i movimenti femminili in tempi di guerra e di pace: le spinte di reale progresso politico, culturale e sociale, la conquista dei diritti, le lotte per perseguire l’indipendenza, hanno sempre contemplato l’azione e la partecipazione delle donne con la loro dimensione collettiva, originale, diffusa e democratizzante.

La diversità di genere, la diversità tra uomini e donne genera ricchezza, una ricchezza basata sul dialogo sulla convivenza, sulla responsabilizzazione reciproca e, dunque, su uno sviluppo che è vero progresso.
Oggi vi confronterete in una dinamica congressuale e metterete a disposizione le vostre idee, le diverse opinioni, le comuni strategie. Sarà questa un’occasione preziosa per parlare del presente e del futuro e per marcare ancora una volta, semmai ve ne fosse il bisogno, il vostro protagonismo.

Consentitemi per queste ragioni di sentirmi vicina a voi, di sentirmi prossima nella difesa dei vostri obiettivi, di ribadire il mio impegno alla collaborazione con il popolo Saharwi come donna e come rappresentante di un’Istituzione che vuole continuare ad adoperarsi perché, anche attraverso la positiva soluzione della vostra causa, si affermi il diritto internazionale come spinta per il prograsso dell’umanità e per un salto di qualità nella civiltà e nella giustizia che deve riguardare tutti noi cittadine e cittadini del mondo.

Con amore
Monica Donini

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