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Finalmente libera Clementina Cantoni

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Ancora ieri si rinnovavano gli appelli alla liberazione della volontaria rapita 24 giorni fa dal presidente della Repubblica Ciampi e dall’Associazione Ong Italiane, quando è giunta la notizia che Clementina è finalmente libera e domani arriverà in Italia. Coloro che avevano tenuta alta l’attenzione sulla vicenda tirano un sospiro di sollievo.

Clementina CantoniSono già pubbliche le prime dichiarazioni di soddisfazione. Per i Democratici di Sinistra di Bologna “si tratta di un risultato positivo al quale hanno concorso tutti coloro che, in queste settimane, hanno manifestato la loro solidarietà per la nostra connazionale, impegnata in Afghanistan per aiutare le donne e i più deboli di quel martoriato Paese”.

“Sono molto felice che Clementina sia stata finalmente liberata. Una notizia molto importante per chi ha vissuto la stessa esperienza e conosce l'angoscia dei continui rinvii: così la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena, alla notizia della liberazione della volontaria rapita in Afghanistan. “Probabilmente in questa liberazione ha giocato la mobilitazione delle donne afgane - ha proseguito Sgrena, rilevando che in Italia invece la mobilitazione è stata minore. Una mobilitazione molto importante, un gesto di grande coraggio e responsabilità da parte delle donne di quel paese. Ma questa vicenda dimostra anche come l'impegno di Clementina e di tante altre come lei non hanno visibilità finchè non succedono cose di questo tipo”. Quanto al fatto che proprio le donne afgane da poco liberate dal burqa siano scese in piazza per Clementina, Giuliana Sgrena ha rivelato che le donne irachene non erano meno avanzate, ma “lo erano ai tempi di Saddam quando l'islamismo non era così imperante come ora. Ora invece, nonostante quanto sia stabilito anche formalmente, il potere religioso sta imponendo nella società irachena un forte arretramento”.

A queste dichiarazioni si aggiungono quelle dell’Associazione Donne Musulmane d’Italia, “sempre state fiduciose sulla liberazione di Clementina”, come ha ribadito la rappresentante Fathima Suer Tatkuda. Ieri centinaia di studentesse afgane avevano manifestato chiedendo il rilascio dell'ostaggio e distribuendo circa 3.00 adesivi con una rosa rossa afgana nel quartiere di Kabul di Microrayon. La solidarietà delle donne afgane è stato il segno più tangibile e vivo della qualità della presenza di Clementina nel paese negli ultimi tre anni: studenti, vedove, madri, politiche, dentro e fuori dall’Afganistan, si sono mobilitate per la liberazione della volontaria di CARE, alla quale finalmente ieri è stata restituita la libertà. La mobilitazione è, ora, per Florence Aubenas.

Anche la sezione italiana di Amnesty International ha espresso la propria gioia per la liberazione di Clementina Cantoni: “Una liberazione che ci rende felici ha dichiarato Paolo Pobbiati, presidente dell’associazione. Ora auspichiamo che la stessa felice sorte riguardi le decine e decine di ostaggi ancora sotto sequestro nel mondo, come Florence Aubenas e Hussein Hannoun in Iraq e Ingrid Betancourt in Colombia”.

(Delt@)

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