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Lavinia Fuggita o della libertà creativa delle donne: intervista a Donatella Franchi

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In poco tempo, l'interfaccia del Server Donne si è rinnovata due volte, tuttavia mai ha rinnegato la sua storia, ed in particolare l'attenta scelta del motivo iconografico: l'acquerello "Lavinia Fuggita" di Donatella Franchi, che ben rappresenta la diversità delle donne, la navigazione in mare aperto e la lotta per il riconoscimento alla libertà creativa della donne.

Lavigna Fuggita di Donatelli FranchiEra il 1995 quando Donatella Franchi ideò, insieme a Milli Toja e Gabriella Montone, l'installazione con performance "Partitura a più voci" ispirandosi al racconto "Lavinia Fuggita" di Anna Banti. Una fitta trama di intrecci emerse dalla pagina scritta ed invase altri spazi, contaminando generi, stili, tecniche. Differenti forme d'arte - pittura, scultura, musica - si intrecciarono, tessendo maglie reticolari, ognuna (in)dipendente dalle altre.

"La partitura - precisa Donatella Franchi - indica un modo di lavorare insieme, non rinunciando a modalità espressive personali. Un'orchestra è composta da un'insieme di persone, ognuna delle quali suona un particolare strumento”. Lavinia Fuggita rappresenta la creatività quale modo di vivere e di essere nel mondo in rapporto agli altri. “Il testo - prosegue Franchi - è altamente evocativo e consente di riflettere visivamente sulla creatività delle donne. Anna Banti concentrò la propria riflessione poetica proprio sul processo creativo, quale esso si rivela quando espresso da una donna ed in rapporto con il potere culturale".

Lavinia, la protagonista del testo, osa sfidare il dominio creativo dell'uomo, irrompendo in uno spazio inviolabile: maestra del coro e d'orchestra al Conservatorio della Pietà di Venezia ai primi del Settecento, la giovane infrange un tabù, compiendo un atto - quello creativo appunto - non riconosciuto alle donne, e, consapevole del proprio valore, altera le partiture di Don Antonio Vivaldi per far eseguire le proprie composizioni. La trama ben esprime la presa di coscienza dell'espressione creativa di Lavina, inserendo un elemento di primaria importanza: la necessità della relazione. Lavinia ha bisogno che qualcuno ascolti la sua musica, perché l'opera esiste solo all'incrocio di due sguardi, quello dell'autore/autrice e quello del fruitore/fruitrice.

La complessità del racconto si snoda attraverso la metafora del quaderno di composizioni musicali buttato, raccolto e conservato da Orsola e Zanetta, le due amiche di Lavinia, che, sottolinea la pittrice, "rappresentano la capacità di riconoscere e trasmettere. Il diverso atteggiamento delle donne nei confronti della creatività emerge nella misura in cui si rivela la volontà di non sacrificare le relazioni all'arte, mentre un certo modo maschile di usare l’arte come potere genera ‘un vuoto creativo’, come dice Carla Lonzi. L'artista appare come l'unico depositario della creatività umana, e l'opera diventa un feticcio dove gli altri proiettano la propria creatività senza misurarsi in prima persona con essa”.

Lavinia, severamente punita per l'intollerabile trasgressione all'ordine costituito, fugge, e “quel quadernaccio spesso, squinternato dal volo” rimarrà alle amiche a testimonianza che un altro modo di creare è possibile. “Questo testo di grande spessore simbolico - afferma Franchi - crea innumerevoli suggestioni con le quali si può lavorare in tanti modi diversi, con l'immagine, la parola, la musica, l'azione scenica. Il quaderno di Lavinia, i cui fogli si spargono nel paesaggio e si trasformano in vele, rappresenta la creatività femminile diventata libera e consapevole, una responsabilità che ciascuna donna dovrebbe prendersi nei confronti di se stessa e della propria capacità creativa”.

Il messaggio si diffonde indipendentemente dal mezzo utilizzato e l’adozione di mezzi espressivi differenti ne esalta le potenzialità e ne garantisce la piena affermazione. Un’occasione da non perdere per il Server Donne, la cui grafica si basa su alcuni degli acquerelli di Donatella Franchi ispirati a Lavinia Fuggita. "Il concetto della Rete è bello - conclude la pittrice - ed in questo caso, la simbologia si adatta bene al nuovo mezzo, raffigurando delle note di donne che invadono il mondo, tracciando nuovi itinerari e generando altri incontri".

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