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Lettera a donne amiche di Giancarla Codrignani

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Faccio una cosa che non mi è abituale e che mi sconsiglierei: scrivo per impulso, per indignazione, sotto l'emozione che mi viene dal rigettare oggi quasi tutte le informazioni della stampa. Mi limito a Repubblica: insopportabili molti degli articoli letti, non a causa della linea del giornale o delle opinioni espresse, ma per le condizioni di una società condannata a vivere senza reagire ad una regressione più che preoccupante. Vi dico, così, d'impeto la mia rabbia "di donna e di cittadina", come avrebbe detto Olimpia de Gouges.

Parto dal meno urtante, il saggio desunto dal libro "Soldati" del generale Mini: forse leggendo l'opera potrò cambiare giudizio: ma è possibile che si sia ancora fermi alla descrizione di odori, puzze e riti postribolari come connotati di un mestiere appassionante? un mestiere a cui ci siamo omologate e che a qualcuna sembra una realizzazione di parità?

Ma questo, pazienza, transeat. Ma si viene a sapere che il governo, per coprire lo sgravio dell'Ici, quella a beneficio dei ricchi, ha tagliato 20 milioni - previsti nella finanziaria di Prodi - destinati alla prevenzione della violenza contro le donne. In un paese come l'Italia, che registra oltre 14 milioni di donne vittime di violenza fisica, sessuale o psicologica (come dice puntualmente Barbara Ardù) non dovrebbero essere inaccettabili "tagli" del genere anche per un governo che voglia strumentalizzare l'elettorato femminile? Probabilmente Berlusconi pensa a quelle che fanno le torte per quelli come lui. La Carfagna ministra P.O. dice che si troveranno altri mezzi, cosa dubbia per la difficoltà di un governo che impone ai cittadini il mantenimento improduttivo dell'Alitalia ancora per un anno. Ma il messaggio è chiaro: i diritti di parità ce li sogniamo!

Per essere pienamente coscienti che i processi emancipatori in Italia affondano in pregiudizi e sistemi educativi inveterati a cui sarebbe urgente contrapporre forti correttivi, ci tocca leggere che, su 40 paesi controllati, l'Italia si colloca al 36° quanto a rendimento scolastico delle ragazze in matematica. La discriminazione sessista agisce in profondità anche negli altri paesi e sembra necessario certificare che le donne non sono "diversamente abili" per mancanze genetiche: sono definite meno brave per natura perchè le si è volute escludere (addirittura per autesclusione) dai luoghi di potere, dove primeggia chi sa fare i conti.

Che anche altrove stiamo poco allegre ce lo dice la Francia: "mia moglie non è vergine? nozze annullate". A Parigi il tribunale della laica repubblica francese ha espresso un verdetto incredibile, che, per fortuna, là ha fatto "insorgere" - dice il corrispondente - gran parte del mondo politico. Che cosa pensino certi uomini della libertà femminile è noto, ma è ben grave che un giudice continui a pensare che un corpo di donna è proprietà di un uomo che ne effettua l'acquisto come farebbe con un cavallo.

Ma l'indignazione maggiore, non solo come cittadina e come donna, ma anche come cristiana, me l'ha provocata l'intervento di Benedetto XVI all'Assemblea della conferenza episcopale italiana. "Segnali di un clima nuovo, più fiducioso e più costruttivo...rapporti più sereni tra le forze politiche e le istituzioni" e per questo prova gioia?! In un paese in cui cresce l'intolleranza verso gli stranieri e la Lega minaccia sfracelli, a Napoli il governo manda l'esercito e un commissario di dubbia costituzionalità, all'università di Roma entrano i neofascisti, ogni giorno muoiono quattro o cinque persone in incidenti sul lavoro, si uccide per una sigaretta rifiutata e si massacrano donne con cui qualcuno ha fatto l'amore perfino nel sacramentato matrimonio, la gente non arriva alla fine del mese, i pensionati temono i tagli alla sanità, le leggi non vengono rispettate e i magistrati accusati o, come è successo in Vaticano, si rifiuta l'accesso alla perquisizione degli uffici del presidente dell'ospedale del "Bambin Gesù" in modo da scandalizzare anche Baget Bozzo.... Quale gioia, quale serenità?

Quella più probabile di chi presenta la lista delle richieste ad un governo da cui si è certi di poter incassare. E, infatti, seguono le richieste, dall'ormai tradizionale "difesa della vita nascente" al finanziamento delle scuole cattoliche. Che questo Papa sia ostile alle riforme del Concilio Vaticano II è noto, anche se non finisce di stupire l'errore di pensare in piccolo al potere della curia romana e non a dare respiro e senso a valori cristiani che potrebbero aiutare le società del mondo a reagire alla paura di futuro che le pervade.
Come donne, credenti o non credenti, abbiamo molto da temere: sono recenti le richieste di riforma della 194, la condanna dell'analisi preimpianto della fecondazione assistita, l'esigenza di impegno dello stato per la salvaguardia della famiglia senza una parola di condanna delle violenze che si commettono al suo interno, la condanna del nichilismo e dell'edonismo della società senza un richiamo al rispetto umano dei maschi.... E l'opposizione oggi non sta reagendo con tempestività.

Qui ho toccato il fondo delle notizie di oggi: dice Giorgio Ruffolo che non c' una ragione al mondo di veder sopravvivere la sinistra in Europa, se non capisce che le trasformazioni del tempo storico hanno già mutato la nostra soggettività e che urge un impegno culturale che traghetti valori e ideali nel futuro.
Bisognerà lavorare a prescindere da Berlusconi o dal Papa, per il futuro.
Torna la vecchia rabbia: noi donne abbiamo più inventiva e più coraggio e saremmo migliori traghettatrici. Ma non vogliono accorgersene ...

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