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Basta con raptus e tempeste emotive alibi di femminicidi

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Basta con raptus e tempeste emotive alibi di femminicidi

La Rete delle Donne di Bologna convoca un presidio per martedì 5 marzo alle ore 12.45 in piazza dei Tribunali 4 a cui invita la città per manifestare contro la sentenza della Corte di assise di appello che ha quasi dimezzato, da 30 a 16 anni, la pena per Michele Castaldo, omicida reo confesso di Olga Matei.

Nella sentenza si concedono le attenuanti generiche anche perché l'uomo era in preda a una «tempesta emotiva».
Con un ragionamento contraddittorio i Giudici riconoscono che il sentimento non ha inficiato la volontà dell'omicida, dall'altro però il sentimento descritto dal perito come "soverchiante tempesta emotiva e passionale" risulta come attenuante per la pena.

Ci opponiamo con forza a una cultura sociale, politica, giuridica che giustifica la violenza maschile sulle donne e di genere in nome delle passioni e del "troppo amore", nascondendo le dinamiche di potere e di controllo esercitate nei confronti delle donne

I femminicidi continuano a essere una tragica conseguenza per tante donne che scelgono di uscire da contesti di violenza fisica o psicologica. Nel 2018 è stata uccisa una donna ogni 72 ore, nel 70% dei casi dovuti a femminicidi di coppia.

Sosteniamo la Procura Generale di Bologna che farà ricorso in Cassazione contro la sentenza e continueremo a mobilitarci fino a quando la Cassazione stessa non cambi il suo indirizzo del 2016 per cui «gli stati emotivi e passionali possono rilevare ai fini della applicazione delle circostanze attenuanti generiche».

Basta con raptus e tempeste emotive!

Il presidio è promosso da:
Arci Bologna, Arcigay il Cassero, Associazione MondoDonna Onlus,
Associazione Orlando/Centro delle Donne di Bologna, Casa delle Donne per Non Subire Violenza Onlus, CGIL Bologna, Coalizione Civica Bologna, Conferenza Donne PD Bologna, Conferenza Donne PD Emilia-Romagna, Coordinamento Donne Articolo 1-Mdp Bologna, Francesca Centre, Gruppo Misto – Nessuno Resti Indietro, Gruppo Marija Gimbutas – Sasso Marconi, Lesbiche Bologna, PerLeDonne-Imola, Rose Rosse –CastelMaggiore, Sos Donna Bologna, Sportello Donna Cgil Bo, Towanda Dem, UDI Bologna, Youkali

L'8 marzo a Bologna l'Associazione Orlando e il Centro delle Donne scioperano

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L'8 marzo a Bologna l'Associazione Orlando e il Centro delle Donne scioperano

L'8 marzo in numerosi paesi nel mondo le donne tornano a scioperare contro la violenza maschile sulle donne e tutte le forme di violenza di genere, per denunciare che la violenza è strutturale e ribadire che il cambiamento sociale per sconfiggerla deve essere complessivo e radicale.

L'Associazione Orlando sostiene questo percorso a livello locale, nazionale e internazionale, perché crede sia necessaria una forte mobilitazione delle donne, capace di mettere in discussione le fondamenta del sistema economico e sociale in cui viviamo e, soprattutto, capace di costruire nuovi immaginari sociali e culturali, a partire dal garantire una reale libertà materiale, riproduttiva, sessuale e affettiva di tutti i corpi.

Negli ultimi mesi tanti sono stati gli attacchi a questa libertà da parte delle forze governative, in particolare con la proposta del DDL Pillon ,che intende ostacolare le donne nel potersi separare, soprattutto dai partner violenti, e con il supporto di vari ministri al Congresso Mondiale delle Famiglie previsto a Verona a fine marzo. Il Congresso riunirà gli e le esponenti più integraliste dei movimenti cristiani di tutto il mondo per definire la loro agenda politica mondiale contro i diritti delle donne e delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans.

Per questo, l'Associazione Orlando partecipa allo sciopero promosso dal movimento  Non Una di Meno, e invita a interrompere la quotidianità caratterizzata dal lavoro sempre meno tutelato e sempre più precario, a sospendere tutte le attività di cura e riappropriarsi dei propri spazi e tempi di vita.

Rilancia gli appuntamenti della mattina alle 8.30 in Piazza Nettuno e del corteo pomeridiano alle 17.00 in Piazza XX Settembre.

#scioperofemminista
#nonunadimeno

L'Assocazione Orlando aderisce al presidio "Italia che resiste"

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L'Associazione Orlando aderisce al presidio "Italia che resiste", autoconvocato in molte città (promosso a Bologna dal Portico della Pace) per sabato 2 febbraio in piazza Maggiore alle ore 14.00.

In questo periodo in cui le disuguaglianze e le discriminazioni vanno crescendo sempre, con la nostra riflessione e con la nostra azione vogliamo rivendicare per i/le migranti "il diritto ad avere diritti" (Hannah Arendt) e il diritto di spostarsi in libertà come recita lo ius migrandi alle origini del diritto moderno e alla base della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Ci preoccupano fortemente le odierne politiche contro l'immigrazione che limitano l'attribuzione dei diritti fondamentali a ciascuno e ciascuna in quanto persona, in contrasto con le Carte e le Convenzioni internazionali e con la nostra Costituzione.

Questi interventi criminalizzano i/le migranti tenendoli/e reclusi/e, penalizzandoli/e non per ciò che hanno fatto, ma per il loro status e pertanto ne denunciamo l'illegittimità.

Continueremo a impegnarci perché l'incontro e lo scambio tra nativi/e e migranti/e porti alla contaminazione di diverse culture e tutti e tutte siano accomunati/e da un unico status: quello di persona umana e cittadino/a del mondo.

 

Chiediamo il ritiro del ddl Pillon

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L’Associazione Orlando scenderà in piazza il 10 novembre per

 CHIEDERE IL RITIRO del DDL PILLON

 a fianco dei Centri Antiviolenza, del movimento Non una di meno, delle associazioni di donne e del terzo settore, delle associazioni professionali, delle organizzazioni sindacali,  comitati cittadini formatisi ad hoc e delle associazioni che si occupano di infanzia.

 Il disegno di legge Pillon, nostalgico della vecchia indissolubilità cattolica contenente le "Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità", renderà, se approvato, la separazione e l'affido estremamente complessi e costosi a causa dell'introduzione:

  • della mediazione obbligatoria a pagamento
  • dell’imposizione di tempi paritari e della doppia domiciliazione/residenza dei minori
  • del mantenimento diretto dei figli/e
  • della stesura di un rigido piano genitoriale
  • dell’introduzione del concetto di alienazione parentale

Saremo unite in tutta Italia nel chiedere il ritiro del Disegno di legge Pillon e degli altri 3 disegni di legge sulla stessa materia attualmente in discussione al Senato, per continuare a garantire la libertà reale delle donne di potersi separare, soprattutto dai partner violenti.

Ci ritroviamo a Bologna in Piazza Re Enzo alle 15.00

 

 

 

 

La lotta non è finita, riprendiamoci la (nostra) vita

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L'Associazione Orlando, che gestisce il Centro delle Donne di Bologna, intende esprimere pubblicamente tutto il suo sgomento e la sua massima allerta di fronte ai recenti fatti di Verona, Ferrara e alle ultime dichiarazioni di Papa Francesco in merito all'aborto.

Lo scorso 4 ottobre il Consiglio comunale di Verona ha approvato una mozione finalizzata a finanziare e a sostenere associazioni cattoliche che promuovono iniziative contro l'aborto. Il documento, presentato dalla Lega e sottoscritto dal sindaco Federico Sboarina, proclama "ufficialmente Verona città della vita". Dopo pochi giorni, a Ferrara il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Alessandro Balboni ha sollecitato la giunta estense a "farsi promotori presso la Regione Emilia-Romagna di un progetto ad hoc che sia diretto all'aiuto delle donne in gravidanza che si trovano in stato di difficoltà" e di "proclamare Ferrara 'città che tutela gli indifesi'".

Ribadiamo la falsità delle affermazioni dei gruppi integralisti cattolici che si scagliano contro l'aborto come mezzo di limitazione delle nascite, e denunciamo l'attacco violento alla legge 194/78 attraverso l'obiezione di coscienza, che ha raggiunto ormai una media nazionale del 70% dei medici ginecologi.

Mentre, Papa Francesco in merito all'aborto ha dichiarato in settimana: "Non è giusto, è come affittare un sicario per risolvere un problema". Ci allarma fortemente un linguaggio dai toni così violenti e vicini ai gruppi cattolici più integralisti, che in varie parti del paese stanno saldando l'alleanza con l'estrema destra coniugando la visione "dio-patria-famiglia" con un profondo razzismo, sessismo e omo-lesbo-transfobia.

Riteniamo fondamentale creare reti ed allenze più ampie possibili affinchè vengano garantite ovunque: educazione sessuale e al genere nelle scuole, la contraccezione gratuita e i finanziamenti ai consultori pubblici.

Per questo, Orlando partecipa alla manifestazione del 13 ottobre a Verona convocata da Non Una di Meno.

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