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Magazine

Il magazine del Server Donne ha l'obiettivo di pubblicare contenuti, fare informazione e produrre riflessioni in chiave sessuata per caratterizzare la presenza delle donne nei nuovi media e raccogliere/diffondere altre voci, altre visioni, altre idee. Non solo organo di informazione multimediale, ma vera e propria presenza "politica" con l'intento di creare un nuovo linguaggio di comunicazione con codici grafici e comunicativi specifici e personali.

La libertà delle donne è la libertà di tutti.

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La libertà delle donne è la libertà di tutti
Saremo a Verona contro il Congresso Mondiale delle Famiglie 29-30-31 marzo 2019

L'associazione Orlando partecipa alla tre giorni "Verona Città Transfemminista" organizzata da Non Una di Meno Verona dal 29 al 31 marzo in contemporanea al Congresso Mondiale delle Famiglie, che vedrà sabato 30 marzo pomeriggio una grande manifestazione della società civile, promossa da Non Una di Meno.

È molto sentita la necessità di una risposta forte, ampia e trasversale di tante associazioni, gruppi, singole e singoli alla partecipazione di tre esponenti del Governo italiano, il ministro dell'interno Salvini, il ministro dell'istruzione Busetti e il ministro della famiglia Fontana, al Congresso mondiale delle Famiglie, organizzazione che promuove politiche dell'integralismo cristiano alleata delle destre radicali di tutto il mondo.

L'agenda politica mondiale del Congresso è di imporre un modello unico di famiglia, dove il ruolo imposto alla donna è quello di moglie e madre e il matrimonio è indissolubile. Il loro obiettivo è anche di criminalizzare il diritto delle donne a una maternità consapevole, che in Italia si tramuta in un attacco alla legge 194 che dal 1978 ha legalizzato l'interruzione volontaria di gravidanza, e i rapporti omosessuali. Inoltre mettono in discussione il principio delle libertà d'insegnamento che garantisce alla scuola il ruolo costituzionale di promotrice di uguaglianza sociale e di pari opportunità.

Come Associazione Orlando, insieme al movimento Non Una di Meno e numerose realtà della società civile saremo a Verona per rivendicare la libertà di essere e di scegliere la propria affettività e sessualità, e per essere donne protagoniste attive contro le politiche proposte dall'attuale governo, come il disegno di legge Pillon, la legge su sicurezza e immigrazione di Salvini e le mozioni presentate ad alcune amministrazioni comunali per finanziare con i soldi pubblici i movimenti pro-vita.

Orlando participerà anche a un altro evento della tre giorni veronesi, l'assemblea internazionale che vedrà protagoniste numerose attiviste femministe da tutta Europa e dall'Argentina.

E' fondamentale costruire alleanze con altre realtà femministe e movimenti di donne nel mondo per trovare strategie politiche comuni e per sviluppare e attuare un'agenda politica globale delle donne.

Verona è una tappa di un percorso di riflessione e mobilitazione che dovrà proseguire ed essere capace di coinvolgere il maggior numero possibile di persone.

Basta con raptus e tempeste emotive alibi di femminicidi

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Basta con raptus e tempeste emotive alibi di femminicidi

La Rete delle Donne di Bologna convoca un presidio per martedì 5 marzo alle ore 12.45 in piazza dei Tribunali 4 a cui invita la città per manifestare contro la sentenza della Corte di assise di appello che ha quasi dimezzato, da 30 a 16 anni, la pena per Michele Castaldo, omicida reo confesso di Olga Matei.

Nella sentenza si concedono le attenuanti generiche anche perché l'uomo era in preda a una «tempesta emotiva».
Con un ragionamento contraddittorio i Giudici riconoscono che il sentimento non ha inficiato la volontà dell'omicida, dall'altro però il sentimento descritto dal perito come "soverchiante tempesta emotiva e passionale" risulta come attenuante per la pena.

Ci opponiamo con forza a una cultura sociale, politica, giuridica che giustifica la violenza maschile sulle donne e di genere in nome delle passioni e del "troppo amore", nascondendo le dinamiche di potere e di controllo esercitate nei confronti delle donne

I femminicidi continuano a essere una tragica conseguenza per tante donne che scelgono di uscire da contesti di violenza fisica o psicologica. Nel 2018 è stata uccisa una donna ogni 72 ore, nel 70% dei casi dovuti a femminicidi di coppia.

Sosteniamo la Procura Generale di Bologna che farà ricorso in Cassazione contro la sentenza e continueremo a mobilitarci fino a quando la Cassazione stessa non cambi il suo indirizzo del 2016 per cui «gli stati emotivi e passionali possono rilevare ai fini della applicazione delle circostanze attenuanti generiche».

Basta con raptus e tempeste emotive!

Il presidio è promosso da:
Arci Bologna, Arcigay il Cassero, Associazione MondoDonna Onlus,
Associazione Orlando/Centro delle Donne di Bologna, Casa delle Donne per Non Subire Violenza Onlus, CGIL Bologna, Coalizione Civica Bologna, Conferenza Donne PD Bologna, Conferenza Donne PD Emilia-Romagna, Coordinamento Donne Articolo 1-Mdp Bologna, Francesca Centre, Gruppo Misto – Nessuno Resti Indietro, Gruppo Marija Gimbutas – Sasso Marconi, Lesbiche Bologna, PerLeDonne-Imola, Rose Rosse –CastelMaggiore, Sos Donna Bologna, Sportello Donna Cgil Bo, Towanda Dem, UDI Bologna, Youkali

L'8 marzo a Bologna l'Associazione Orlando e il Centro delle Donne scioperano

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L'8 marzo a Bologna l'Associazione Orlando e il Centro delle Donne scioperano

L'8 marzo in numerosi paesi nel mondo le donne tornano a scioperare contro la violenza maschile sulle donne e tutte le forme di violenza di genere, per denunciare che la violenza è strutturale e ribadire che il cambiamento sociale per sconfiggerla deve essere complessivo e radicale.

L'Associazione Orlando sostiene questo percorso a livello locale, nazionale e internazionale, perché crede sia necessaria una forte mobilitazione delle donne, capace di mettere in discussione le fondamenta del sistema economico e sociale in cui viviamo e, soprattutto, capace di costruire nuovi immaginari sociali e culturali, a partire dal garantire una reale libertà materiale, riproduttiva, sessuale e affettiva di tutti i corpi.

Negli ultimi mesi tanti sono stati gli attacchi a questa libertà da parte delle forze governative, in particolare con la proposta del DDL Pillon ,che intende ostacolare le donne nel potersi separare, soprattutto dai partner violenti, e con il supporto di vari ministri al Congresso Mondiale delle Famiglie previsto a Verona a fine marzo. Il Congresso riunirà gli e le esponenti più integraliste dei movimenti cristiani di tutto il mondo per definire la loro agenda politica mondiale contro i diritti delle donne e delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans.

Per questo, l'Associazione Orlando partecipa allo sciopero promosso dal movimento  Non Una di Meno, e invita a interrompere la quotidianità caratterizzata dal lavoro sempre meno tutelato e sempre più precario, a sospendere tutte le attività di cura e riappropriarsi dei propri spazi e tempi di vita.

Rilancia gli appuntamenti della mattina alle 8.30 in Piazza Nettuno e del corteo pomeridiano alle 17.00 in Piazza XX Settembre.

#scioperofemminista
#nonunadimeno

L'Assocazione Orlando aderisce al presidio "Italia che resiste"

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L'Associazione Orlando aderisce al presidio "Italia che resiste", autoconvocato in molte città (promosso a Bologna dal Portico della Pace) per sabato 2 febbraio in piazza Maggiore alle ore 14.00.

In questo periodo in cui le disuguaglianze e le discriminazioni vanno crescendo sempre, con la nostra riflessione e con la nostra azione vogliamo rivendicare per i/le migranti "il diritto ad avere diritti" (Hannah Arendt) e il diritto di spostarsi in libertà come recita lo ius migrandi alle origini del diritto moderno e alla base della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Ci preoccupano fortemente le odierne politiche contro l'immigrazione che limitano l'attribuzione dei diritti fondamentali a ciascuno e ciascuna in quanto persona, in contrasto con le Carte e le Convenzioni internazionali e con la nostra Costituzione.

Questi interventi criminalizzano i/le migranti tenendoli/e reclusi/e, penalizzandoli/e non per ciò che hanno fatto, ma per il loro status e pertanto ne denunciamo l'illegittimità.

Continueremo a impegnarci perché l'incontro e lo scambio tra nativi/e e migranti/e porti alla contaminazione di diverse culture e tutti e tutte siano accomunati/e da un unico status: quello di persona umana e cittadino/a del mondo.

 

Chiediamo il ritiro del ddl Pillon

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L’Associazione Orlando scenderà in piazza il 10 novembre per

 CHIEDERE IL RITIRO del DDL PILLON

 a fianco dei Centri Antiviolenza, del movimento Non una di meno, delle associazioni di donne e del terzo settore, delle associazioni professionali, delle organizzazioni sindacali,  comitati cittadini formatisi ad hoc e delle associazioni che si occupano di infanzia.

 Il disegno di legge Pillon, nostalgico della vecchia indissolubilità cattolica contenente le "Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità", renderà, se approvato, la separazione e l'affido estremamente complessi e costosi a causa dell'introduzione:

  • della mediazione obbligatoria a pagamento
  • dell’imposizione di tempi paritari e della doppia domiciliazione/residenza dei minori
  • del mantenimento diretto dei figli/e
  • della stesura di un rigido piano genitoriale
  • dell’introduzione del concetto di alienazione parentale

Saremo unite in tutta Italia nel chiedere il ritiro del Disegno di legge Pillon e degli altri 3 disegni di legge sulla stessa materia attualmente in discussione al Senato, per continuare a garantire la libertà reale delle donne di potersi separare, soprattutto dai partner violenti.

Ci ritroviamo a Bologna in Piazza Re Enzo alle 15.00

 

 

 

 

La lotta non è finita, riprendiamoci la (nostra) vita

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L'Associazione Orlando, che gestisce il Centro delle Donne di Bologna, intende esprimere pubblicamente tutto il suo sgomento e la sua massima allerta di fronte ai recenti fatti di Verona, Ferrara e alle ultime dichiarazioni di Papa Francesco in merito all'aborto.

Lo scorso 4 ottobre il Consiglio comunale di Verona ha approvato una mozione finalizzata a finanziare e a sostenere associazioni cattoliche che promuovono iniziative contro l'aborto. Il documento, presentato dalla Lega e sottoscritto dal sindaco Federico Sboarina, proclama "ufficialmente Verona città della vita". Dopo pochi giorni, a Ferrara il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Alessandro Balboni ha sollecitato la giunta estense a "farsi promotori presso la Regione Emilia-Romagna di un progetto ad hoc che sia diretto all'aiuto delle donne in gravidanza che si trovano in stato di difficoltà" e di "proclamare Ferrara 'città che tutela gli indifesi'".

Ribadiamo la falsità delle affermazioni dei gruppi integralisti cattolici che si scagliano contro l'aborto come mezzo di limitazione delle nascite, e denunciamo l'attacco violento alla legge 194/78 attraverso l'obiezione di coscienza, che ha raggiunto ormai una media nazionale del 70% dei medici ginecologi.

Mentre, Papa Francesco in merito all'aborto ha dichiarato in settimana: "Non è giusto, è come affittare un sicario per risolvere un problema". Ci allarma fortemente un linguaggio dai toni così violenti e vicini ai gruppi cattolici più integralisti, che in varie parti del paese stanno saldando l'alleanza con l'estrema destra coniugando la visione "dio-patria-famiglia" con un profondo razzismo, sessismo e omo-lesbo-transfobia.

Riteniamo fondamentale creare reti ed allenze più ampie possibili affinchè vengano garantite ovunque: educazione sessuale e al genere nelle scuole, la contraccezione gratuita e i finanziamenti ai consultori pubblici.

Per questo, Orlando partecipa alla manifestazione del 13 ottobre a Verona convocata da Non Una di Meno.

Giù le mani dalla casa

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Giù le mani dalla casa

L'approvazione della mozione Guerrini, consigliera M5S, da parte dell'Assemblea Capitolina, che prepara la strada alla chiusura della Casa internazionale delle Donne, rappresenta un gravissimo attacco non solo nei confronti del movimento delle donne, ma nei riguardi di tutte le e gli abititanti della città.

La consigliera Guerrini ha parlato di fallimento del progetto della Casa e nel documento presentato è previsto l'impegno per la sindaca e la giunta a "riallineare e a promuovere il 'Progetto casa internazionale della donna' alle moderne esigenze dell'Amministrazione e della cittadinanza, attraverso la creazione di un centro di coordinamento gestito da Roma Capitale e prevedendo con appositi bandi, il coinvolgimento delle associazioni".

E' un'inaccettabile incapacità politica quella di non comprendere che la ricchezza prodotta dalla Casa è prima di tutto una ricchezza relazionale, affettiva, umana, patrimonio raro e che ogni amministrazione comunale avrebbe il compito di tutelare e promuovere, mai di attaccare.

Le attività, i servizi e gli eventi che ogni giorno vengono organizzati alla Casa non sono valutabili tout court in termini di denaro. Ammesso per un momento che debbano esserlo, il valore prodotto dalla Casa negli ultimi quaranta anni è chiaro a tutte noi che risulterebbe superiore al canone di affitto pregresso richiesto dall'amministrazione.

Inoltre, sostenere che un'amministrazione moderna è quella che offre un coordinamento a realtà autoorganizzate e che utilizza i bandi, strumento facilmente manipolabile, è un'affermazione che nasconde una volontà di controllo politico, che ci auguriamo vivamente non essere sinonimo di modernità.

L'Associazione Orlando, che ha dato vita e gestisce il Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne della Città di Bologna- Archivio di storia delle donne, Biblioteca Italiana delle Donne, ha condiviso molti percorsi di studio, molte lotte, molti obiettivi con la Casa Internazionale delle Donne.

Orlando ha aperto tavoli di negoziazione, firmato convenzioni e mediato con le istituzioni. In particolare il Comune di Bologna aveva compreso già all'inizio degli anni ottanta che l'efficacia di uno spazio delle donne a disposizione della città potesse essere garantita non dal coordinamento dell'amministrazione comunale, ma dalla gestione autonoma da parte di un'associazione femminista in convenzione.

Ci uniamo fortemente a quel foltissimo coro che in queste ore chiede a Sindaca e Comune di Roma di riaprire il dialogo, riconoscendo il valore della Casa Internazionale delle Donne non solo per le donne di Roma, ma per tutto il movimento delle donne a livello nazionale e internazionale.

Associazione Orlando
Centro delle donne di Bologna
Biblioteca Italiana delle Donne

Dialogo interculturale: il corso di lingua italiana (L2) a mamme straniere in collaborazione con Sopra i Ponti

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Dialogo interculturale: il corso di lingua italiana (L2) a mamme straniere in collaborazione con Sopra i Ponti

Nel 2108 l’Associazione Orlando ha presentato un progetto sul “Dialogo interreligioso e interculturale” insieme a Sopra i ponti, We are Iranian Women e la Casa di preghiera Santa Marcellina. Siamo consapevoli che per un processo dinamico bilaterale di adeguamento di immigrati e nativi è indispensabile l’acquisizione di conoscenze di storia e istituzioni della società ospitante, nonché lo scambio di esperienze culturali, tradizioni e religioni delle diverse comunità ospitate nel nostro paese. A tal fine nel 2018 tale acquisizione di conoscenze supererà i soli confini linguistici. Aspetto innovativo nell’insegnamento della lingua alle donne migranti risulterà la mediazione con momenti conoscitivi delle rispettive storie, tradizioni, religioni ponendo al centro esperienze vive e condivise della realtà cittadina in cui ci troviamo a vivere insieme.

Il progetto di incontro con donne straniere residenti a Bologna di prima generazione e donne richiedenti asilo è stato avviato da Febbraio 2018 in collaborazione con l’Associazione Sopra i Ponti e ha previsto interventi didattici con mamme accompagnate dai loro figli in età prescolare dislocati in tre luoghi: Castenaso, Pilastro e Centro Zonarelli su questi temi o scenari:
  1. L’organizzazione del governo delle città: il Comune;
  2. I matrimoni: riti civili e religiosi tra italiani, tra stranieri, e tra italiani e stranieri;
  3. La città di Bologna: storia e mappe della città;
  4. Le festività civili e religiose delle diverse comunità.
Ad incontri in classe (indoor lessons) si sono alternate uscite (outdoor lessons): per i primi temi un’uscita in Comune per conoscere il luogo e il funzionamento delle pratiche che in esso si svolgono (anagrafe, servizi sociali), per il secondo un’uscita per conoscere uno dei più significativi monumenti della città di Bologna (Complesso di Santo Stefano) e per visitare il Museo della Storia di Bologna, e per il terzo una festa con cucina multietnica presso in Centro Zonarelli. In questi incontri volti alla conoscenza della città e al funzionamento dell’amministrazione comunale ci siamo rese conto di quanto scarsa sia questa conoscenza da parte di donne che pur vivendo a Bologna da molti anni non sono mai state in Piazza Maggiore o in Piazza Santo Stefano.

La loro partecipazione a queste uscite ha dimostrato che c’è un forte interesse, direi quasi un bisogno, di conoscere la storia di Bologna e i suoi luoghi più significativi.

Rita Alicchio, Associazione Orlando
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