Approfittare dell’assenza

 


Lei (la donna di Betania)adopera olio prezioso per il corpo di Cristo. Nel suo gesto si avverte come per lei il tempo della presenza divina è carnale, corporeo, legato alla perecezione. Non è di un altro mondo, ma di questo stesso nella sua presenza sensibile. Questa continuità con il corporeo, con il sensibile risulta uno degli aspetti radicali della posizione femminiloe nei confronti del divino, come molte teologhe e pensatrici dopo il femminismo hanno saputo mettere in evidenza. Le donne del Vangelo di Matteo non trasgrediscono i comandamenti di Dio, ma vanno all’essenziale, che è altro, accettandolo con semplicità e riservatezza e agendo di conseguenza. (p.67)
Chiara Zamboni